Ai vertici il punteggio di arcieri e arciere si separa di poco. Sui record mondiali e olimpici di World Archery lo scarto femminile medio è dell'1,46 per cento, contro l'11-13 per cento di corsa, canottaggio e nuoto, e nei match internazionali chiusi allo spareggio fra il 2013 e il 2019 gli uomini tiravano il primo set a 9,25 punti per freccia e le donne a 9,00. Il corpo, invece, cambia molto e non sempre nella stessa direzione: in un gruppo di arcieri tradizionali turchi la forza della schiena delle donne era la metà di quella degli uomini, mentre al test di flessibilità e a quello di destrezza delle dita erano le donne a fare meglio. Sul piano mentale la differenza più netta è un'ansia più alta nelle arciere prima della gara, misurata in un solo studio sulle squadre nazionali, e nei giorni di dolore mestruale il punteggio medio non è calato in modo significativo.

Questi numeri vanno letti con il peso che hanno, che di solito è piccolo. Quasi tutti vengono da confronti fatti una volta sola fra persone diverse, spesso su gruppi di dieci o venti arcieri, e quasi nessuno mette uomini e donne alla pari per anni di pratica, libbraggio e allenamento. Per questo ogni passaggio rimanda alla scheda del registro, dove si vede quanti studi ci sono dietro e in che direzione vanno.

Il divario di punteggio

Il divario c'è, ma cambia con la divisione. Sui record va dal 4,21 per cento dell'arco nudo a un record femminile più alto di quello maschile, dello 0,86 per cento, nel compound su 144 frecce; i record, però, dicono il massimo mai fatto e non quello che succede in una gara qualunque. Più vicini alla gara sono gli archivi degli scontri diretti del ricurvo d'élite: su 3.380 set maschili e 2.994 femminili la terza freccia del set vale in media lo stesso punteggio negli uomini e nelle donne.

Lontano dai vertici i confronti sono piccoli e quasi tutti senza differenze. Fra 42 ricurvisti di 9-12 anni con almeno un anno di licenza le ragazze facevano 242 punti su 30 frecce a 18 metri e i ragazzi 222, una differenza che non si distingue dal caso; in un club universitario indonesiano 19 donne e 16 uomini, ciascuno alla distanza della propria categoria, facevano 271 e 255 punti su 36 frecce. In quel club il numero che conta è un altro: i singoli punteggi andavano da 116 a 335, con deviazioni standard intorno ai 51-54 punti, cioè una dispersione dentro ciascun sesso molte volte più grande dei sedici punti fra le due medie.

I gruppi che danno gli uomini avanti hanno quasi sempre qualcosa che li distingue oltre al sesso. In dieci studenti di Giacarta, in una gara simulata, gli uomini segnavano 7,97 punti per freccia contro 6,47, ma tiravano da 6,2 anni contro 3,5; fra 80 juniores indiani del ricurvo i ragazzi facevano 641 contro 597 su 720 nella qualifica a 70 metri, ma erano più grandi e più esperti, e la rivista ha criteri editoriali dubbi. Siccome gli arcieri esperti ripetono il gesto con meno variabilità dei principianti, un confronto in cui un sesso ha quasi il doppio degli anni di pratica misura anche l'esperienza.

Fra chi comincia, gli studi vanno in direzioni opposte. L'unico che abbia messo alla prova la differenza con un test, su 96 alunni del Kansas di 12-14 anni che tiravano con gli archi della scuola, dava i maschi a 40,6 punti su 100 e le femmine a 23,8; tre studi successivi su bambini e ragazzi trovano punteggi simili, ma senza un test, e un piccolo gruppo turco di diciassette principianti torna a dare avanti i maschi, senza un valore di p. Fra 104 studenti universitari malesi che non avevano mai tirato gli uomini facevano 16,0 punti contro 9,3, con una dispersione ampia in entrambi i sessi. L'età potrebbe spiegare una parte del contrasto, ma nessuno ha misurato se la differenza venga dalla forza, dal libbraggio degli archi o dall'esperienza.

Sotto pressione: le frecce dopo un errore e lo spareggio

Quando la freccia pesa di più, il divario si muove, e non sempre nello stesso verso. Negli scontri diretti del ricurvo d'élite, dopo due frecce del set fuori dal 10, la terza cala per tutti, di circa il 12 per cento; nella stessa situazione, però, quella degli uomini vale il 3,5 per cento in più di quella delle donne, e il divario cresce del 2,4 per cento anche quando perdere il set vuol dire uscire dal torneo. Il dato viene da un solo studio, su 19.122 frecce fra le Olimpiadi di Londra, Rio e Tokyo, i Mondiali del 2021 e un Grand Prix europeo: dice che negli archivi di gara le arciere recuperano meno dopo due frecce fuori dal 10, non perché succeda.

Allo spareggio il quadro si rovescia. Su 2.210 match internazionali chiusi alla freccia di spareggio fra il 2013 e il 2019, con ogni arciere confrontato con sé stesso, la freccia di spareggio degli uomini valeva in media 9,167 contro 9,25 del primo set, mentre quella delle donne passava da 9,002 a 8,982, una differenza che non si distingue dal caso. Il calo, quindi, si misura negli arcieri e non nelle arciere; il test che confronta direttamente i due cali, però, non arriva alla significatività, per cui non si può dire che gli uomini calino più delle donne. Nelle arciere lo stesso studio trova effetti propri: tirare lo spareggio nel proprio paese valeva circa il 2,7 per cento in più, arrivarci dopo aver vinto il quinto set l'1,8 per cento in più, mentre nelle gare mondiali la loro freccia di spareggio valeva il 2,3 per cento in meno che nelle altre gare. Che cosa decide una sola freccia, e come la si prepara, è il tema dell'articolo sullo spareggio.

Forza, flessibilità e destrezza

Sul corpo le differenze sono grandi e vanno in direzioni diverse. Il solo campione che le misura tutte insieme è un gruppo di 45 arcieri tradizionali turchi fra i 20 e i 35 anni, 25 uomini e 20 donne, e lì il divario di forza è grande, mentre su flessibilità e destrezza il vantaggio si inverte.

Le stesse misure in 25 arcieri e 20 arciere tradizionali turchi (medie)
MisuraUominiDonne
Forza della schiena (kg)149,8673,43
Presa della mano destra (kg)39,0731,35
Pinza del pollice destro (kg)18,4010,28
Sit and reach (cm, più alto è meglio)24,9429,88
Test dei nove pioli, mano destra (secondi, più basso è meglio)15,9914,66
Equilibrio su una gamba (perdite di equilibrio in 60 secondi, nessuna differenza)13,3212,05

La schiena delle donne aveva dunque circa la metà della forza di quella degli uomini e la presa circa quattro quinti, mentre al sit and reach le donne arrivavano cinque centimetri più in là e al test dei nove pioli erano più rapide con entrambe le mani; nell'equilibrio su una gamba la differenza non c'era. Per la forza c'è più di un dato nella stessa direzione, perché in diciassette adolescenti principianti i ragazzi avevano circa un terzo di massa muscolare in più nelle braccia. L'inversione su flessibilità e destrezza, invece, poggia su questo solo gruppo, e nessuno ha misurato quanto di queste differenze arrivi al punteggio a parità di libbraggio.

La misura più vicina al tiro è la forza di trazione. In 49 studenti universitari principianti di un corso del 1967 la forza massima di trazione degli uomini era quasi il doppio di quella delle donne, 69,5 contro 40,1 libbre, e la trazione che giudicavano comoda era di 44,8 contro 22,6; gli archi che usavano erano da 30,6 e 21,2 libbre. Fatto il conto sulle medie, gli uomini tiravano il 44 per cento della propria forza massima e le donne il 53, cioè in proporzione le donne tiravano più pesante. Negli arcieri esperti l'arco chiede molto meno di quello che il braccio può dare: in quindici ricurvisti fra élite e sub-élite era in media il 37 per cento della forza massima misurata in posizione di mira, e quando superava il 40 per cento il punteggio tendeva a calare, con un risultato al limite della significatività.

Per un'arciera la domanda pratica, quindi, è quanto pesi l'arco rispetto alla sua forza, non rispetto all'arco di un uomo. Il libbraggio segue anche la corporatura: in 33 arcieri indiani di livello nazionale e internazionale chi aveva un corpo più massiccio rispetto alla statura tirava più libbre, anche se il campione mescolava ricurvo e compound. Se fra i giovani d'élite ragazze e ragazzi tirino con libbraggi simili, invece, non si può dire: l'unico dato pubblicato, un questionario agli Europei giovanili, dà 15,44 libbre alle ragazze e 16,99 ai ragazzi, valori da principianti che nella stessa tabella coincidono con l'età media dei ragazzi e con le ore di allenamento settimanali delle ragazze. Come si sceglie il libbraggio partendo dalla propria forza lo spiega l'articolo sulla scelta del libbraggio.

Accanto alla forza massima si cita spesso la resistenza isometrica, cioè la capacità di tenere a lungo la trazione, come la qualità che nel tiro conterebbe di più. Nel poco che c'è, la tenuta non risulta più importante della forza: in 31 giovani arcieri malesi entrambe andavano con il punteggio, ma la forza massima di trazione un po' di più, e in 60 arcieri indiani di livello nazionale dodici settimane di forza generale in palestra alzavano il punteggio più di dodici settimane di lavoro specifico con tenute ed elastici. Nemmeno la fatica separa i sessi in modo chiaro. Nell'unico studio che ha confrontato i muscoli della spalla di uomini e donne dopo cento frecce, quattordici uomini e sei donne, gli autori concludono che la risposta è simile, ma le loro stesse tabelle trovano il picco del trapezio medio triplicato nelle donne e quasi fermo negli uomini, per cui oggi non si può dire né che la risposta sia la stessa né che sia diversa.

Tecnica: angoli, schiena e stili

Che uomini e donne tirino con angoli diversi è un'idea che le misure non risolvono. Nel campione più studiato, tredici arcieri universitari misurati con sensori inerziali mentre tiravano con archi nudi da 20, 25 e 32 libbre, con l'arco da 25 libbre la spalla del braccio dell'arco era abdotta di circa 74-75 gradi nelle donne contro 82-83 negli uomini, e con 32 libbre si separavano anche la spalla della corda e il tronco. In sette ricurvisti universitari malesi, invece, l'angolo della linea di forza non differiva in modo significativo fra i sessi, 39,2 contro 42,1 gradi, ma con sette persone il confronto dice poco. Nei tredici, però, gli archi erano gli stessi per tutti, per cui 32 libbre erano un carico diverso per un uomo e per una donna, e quella che sembra una differenza fra i sessi può essere una differenza di carico.

Lo stesso campione mostra come le donne si adattavano all'arco più pesante. Con 32 libbre estendevano il busto all'indietro di circa 18 gradi contro i 6-8 degli uomini, lo ruotavano verso destra e tendevano a bloccare in iperestensione il gomito del braccio dell'arco, un angolo che cambiava da un arco all'altro solo in loro. Il risultato è che con lo stesso arco uomini e donne caricano la schiena in modo diverso: con 32 libbre, a 10 iarde, la compressione stimata fra la quarta e la quinta vertebra lombare era di 773 newton negli uomini e di 488 nelle donne. Tutti i valori restavano lontani dalla soglia di sicurezza di 3.400 newton usata dagli autori, e con tredici persone il sesso non si separa dal peso corporeo, che andava con la compressione a r = 0,62. Per chi allena, il busto che va indietro e il gomito dell'arco bloccato sono segni da guardare quando un'arciera sale di libbraggio.

Sullo stile, invece, il registro ha un risultato solido: gli arcieri d'élite non condividono un'unica tecnica corretta. Nei video di gara dei primi quindici uomini e delle prime quindici donne del ranking mondiale del ricurvo ogni fase del tiro ospitava almeno due stili, e l'analisi dei raggruppamenti separava uno stile comune, in 23 arcieri, da uno più complesso, in 7, tutte donne. Con sette persone e il sesso che le separa esattamente, però, non si distingue se siano due stili del ricurvo o una differenza fra uomini e donne.

Ciclo mestruale e punteggio

Sul ciclo i dati sono pochi e piccoli, e nessuno trova un calo significativo del punteggio medio. Nello studio che pesa di più, venti arciere di un club universitario di Giacarta hanno tirato 36 frecce in un giorno normale e 36 in un giorno di dolore mestruale: 283,5 punti contro 272,1 su 360, undici punti in meno che con venti atlete non si distinguono dal caso. Per questo il registro dice che nei giorni di dolore mestruale il punteggio medio non cala in modo significativo. Lo stesso studio mostra però dove guardare: il punteggio migliore del gruppo restava quasi uguale, da 335 a 330, mentre il peggiore scendeva da 213 a 176, per cui nelle giornate con dolore la media si muoveva poco e i punteggi più bassi si allontanavano di più.

Il resto viene da un piccolo studio turco su dieci arciere del compound, uscito in una rivista con criteri editoriali dubbi, che nel registro non decide uno stato. Al terzo giorno delle mestruazioni il punteggio a 50 metri era di 8,79 punti a freccia contro 9,04 in un giorno fuori dal ciclo, senza differenza significativa, e anche l'ansia di stato non cambiava; la forza di presa della mano destra, invece, scendeva da 30,3 a 28,3 chili, un po' anche quella della schiena e delle gambe, e gli errori al test di equilibrio su una gamba salivano da 1,3 a 3,5. Sono dieci persone, e in nessuno dei due studi il giorno di confronto era collocato in una fase precisa del ciclo, quindi fase per fase non si può dire niente.

Le arciere, interrogate, la vedono in un altro modo. In un questionario a 142 arciere presenti al campionato turco del 2019 otto su dieci dicevano che nei giorni delle mestruazioni gara e allenamento ne risentono sempre o a volte, e solo il 5,6 per cento indicava quei giorni come quelli in cui rende meglio. È un'impressione e non un punteggio, raccolta anche questa in una rivista con criteri editoriali dubbi, ma è un'impressione diffusa, e la distanza fra quello che le arciere sentono e quello che la media misura è un buon motivo per guardare i propri numeri invece di quelli di un gruppo. Il modo più semplice è segnare per qualche mese, accanto ai punteggi di allenamento e di gara, il giorno del ciclo e il dolore, così da vedere se il proprio andamento somiglia a quello medio o se le giornate peggiori cadono sempre nello stesso momento. Per il dolore, e per tutto ciò che riguarda farmaci o terapie ormonali, la persona a cui rivolgersi è il ginecologo o il medico dello sport.

Sulle ragazze che crescono tirando c'è un dato in più. In un liceo sportivo coreano il primo ciclo arrivava nelle atlete di tredici discipline in media a 13,6 anni, contro i 12,4 delle coetanee che non facevano sport, ma nelle otto arciere il ritardo non si vedeva, e nessuna delle quattro ragazze ancora senza ciclo tirava con l'arco. Otto ragazze sono poche per dire che il tiro protegga, perché un ritardo piccolo non si sarebbe visto.

Ansia e profilo mentale

La differenza più netta viene dal campo. Ai Campionati asiatici del 2011, cinque o dieci minuti prima di tirare, 29 arciere del ricurvo delle squadre nazionali si dichiaravano più preoccupate dei 28 arcieri, 5,61 contro 3,64 su una scala da nove, e un po' più cariche, 7,61 contro 6,85, con lo stesso distacco in qualifica, negli scontri individuali e nella gara a squadre. Età, anni di pratica e presenze internazionali erano uguali nei due gruppi, quindi non era una questione di esperienza. È un solo studio, e le dimensioni dell'effetto che dichiara sono più grandi di quelle che si ricavano dalla sua tabella; i tre confronti che non trovano differenze stanno tutti in riviste con criteri editoriali dubbi e riguardano arcieri di livello più basso. Che le arciere riferiscano più ansia prima della gara degli arcieri, quindi, è sostenuto da un'evidenza limitata.

Oltre l'ansia prima della gara gli studi non concordano. Una decina di lavori ha confrontato il profilo mentale di arcieri e arciere, e chi trova una differenza la trova ogni volta su una scala diversa: fra agonisti italiani le donne riferivano più preoccupazione e meno capacità di prendere distanza dai propri pensieri, fra giovani turchi i maschi usavano di più l'immaginazione del gesto, fra giovani russi lavoravano più in fretta nei test d'attenzione; settanta arcieri greci d'élite, invece, non differivano su nessuna delle sette abilità mentali misurate. Lo stesso vale per il cuore: in dieci studenti di Giacarta le donne avevano in mira circa quattordici battiti al minuto in più degli uomini, ma anche quasi la metà degli anni di pratica, mentre in ventidue arcieri di 11-14 anni la frequenza cardiaca non differiva in modo significativo fra maschi e femmine.

Uno studio con la risonanza magnetica funzionale, fatto solo su donne, aggiunge un pezzo diverso. Venti arciere d'élite coreane, a parità di risultato in un compito di memoria visuospaziale, attivavano di più le aree frontali dell'attenzione di ventitré donne che non tirano. Non è un confronto fra i sessi, il compito era al computer e non al tiro, e nessuna regione reggeva la correzione statistica su tutto il cervello, ma è uno dei risultati che riguardano direttamente le arciere.

In pratica, che le arciere di una nazionale arrivino in media alla linea più preoccupate degli uomini dice che il lavoro sull'ansia cognitiva merita spazio nella loro preparazione. Quale lavoro funzioni è un'altra domanda, e sugli arcieri gli studi sull'allenamento mentale contro l'ansia prima della gara non concordano, con i cali più grandi che vengono da studi senza un gruppo di confronto. Gli strumenti e il modo di provarli sono nell'articolo sul mental skills training.

Spalla e infortuni

Nel tiro con l'arco la spalla è la sede più frequente degli infortuni da sovraccarico, e gli studi che lo mostrano non la separano per sesso. Sulle differenze fra uomini e donne c'è un solo dato diretto, e debole: fra 239 arcieri della Florida, intervistati in gara e nei club, aveva riferito un infortunio legato al tiro il 57,6 per cento delle donne contro il 35,3 degli uomini, e fra le donne del ricurvo il 70,7. Sono infortuni dichiarati, raccolti in un riassunto di congresso, e l'analisi non separa il sesso dal tipo di arco, per cui anche il confronto fra ricurvo e compound resta conteso. Il rinforzo della cuffia dei rotatori è una raccomandazione ragionevole per tutti, ma sugli arcieri il suo effetto preventivo non è stato messo alla prova. Il quadro completo è nell'articolo sugli infortuni.

Che cosa farne in allenamento

Messi insieme, questi risultati dicono più sulle differenze dentro ciascun sesso che su quelle fra i sessi. Nel club indonesiano fra la migliore e la peggiore delle arciere c'erano quasi duecento punti su 360, fra le due medie sedici, e nei confronti di punteggio la dispersione dentro ciascun gruppo supera quasi sempre la distanza fra i gruppi; la forza è l'eccezione, perché lì il divario fra i sessi è più grande delle differenze fra una persona e l'altra. Un programma costruito sul sesso parte quindi da una media che di una singola arciera dice poco.

Restano alcune indicazioni concrete. Il libbraggio si sceglie sulla propria forza di trazione e non su quello che tirano gli uomini della società, ricordando che nei principianti del 1967 le donne tiravano in proporzione più pesante. Quando il libbraggio sale conviene guardare il busto e il gomito dell'arco, perché nell'unico campione che li ha misurati l'inclinazione all'indietro e l'iperestensione comparivano nelle donne con l'arco più pesante. E i propri punteggi, segnati insieme al giorno del ciclo, all'ansia percepita e a come vanno le frecce dopo un errore, dicono di una singola arciera più di qualunque media di gruppo.