Scheda studio

Infortuni nei giovani arcieri: studio Vasilis 2024

Injuries and Persistent Pain in Elite Adolescent Archery Athletes: A Cross-Sectional Epidemiological Study

Nikolaos Vasilis, Athanasios Kyriakides, George Vasilopoulos, Maria Chatzitimotheou, Grigorios Gonidakis, Athanasios Kotsakis, et al.2024

Citazione

Vasilis, N., Kyriakides, A., Vasilopoulos, G., Chatzitimotheou, M., Gonidakis, G., Kotsakis, A., et al. (2024). Injuries and Persistent Pain in Elite Adolescent Archery Athletes: A Cross-Sectional Epidemiological Study. Sports, 12(4), 101. https://doi.org/10.3390/sports12040101

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Vasilis, N., Kyriakides, A., Vasilopoulos, G., Chatzitimotheou, M., Gonidakis, G., Kotsakis, A., et al. (2024). Injuries and Persistent Pain in Elite Adolescent Archery Athletes: A Cross-Sectional Epidemiological Study. Sports, 12(4), 101. https://doi.org/10.3390/sports12040101

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Tipo
Articolo in rivista
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Sports

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Duecento arcieri adolescenti di 34 nazioni, intervistati durante i Campionati europei giovanili a Patrasso, hanno risposto a un questionario su allenamento, dolore e infortuni. Erano 104 maschi e 96 femmine, di 16,9 anni in media e con 6,5 anni di pratica alle spalle; 145 tiravano con il ricurvo e 55 con il compound. Il carico di allenamento dichiarato è alto: in media quasi 15 ore a settimana, circa cinque sedute, poco più di 160 frecce per seduta e una decina di gare all'anno.

Metà del gruppo, 101 ragazzi su 200, riferiva un dolore legato all'allenamento che durava da più di tre mesi, con una durata media di 3,9 mesi e un'intensità media di 5,94. Centosessantacinque atleti indicavano dolore in almeno una zona del corpo, 46 in due zone e 5 in tre. La spalla è la sede più colpita, con il 49,1% dei partecipanti, seguita dalla colonna, dove la zona lombare pesa più di quella dorsale e cervicale. L'epicondilite laterale, il cosiddetto gomito dell'arciere, riguardava l'8%, le dita il 7%, la colonna dorsale il 4,6%; nessun caso all'anca.

Il questionario misurava anche i segni di sensibilizzazione centrale con il Central Sensitization Inventory. Sedici atleti su 200, cioè l'8%, superavano la soglia di 40 punti su 100: undici nella fascia moderata, tre in quella grave e due in quella estrema. Il punteggio del questionario non si associava alla frequenza settimanale di allenamento, alla durata delle sedute, al numero di gare annuali né alla durata delle gare.

Sul versante della gestione, il 31% degli intervistati dichiarava di usare farmaci per allenarsi, e fra questi metà riferiva effetti negativi e un terzo effetti lievi; alcuni riferivano l'uso di farmaci per la depressione e per il dolore neuropatico. Il 52,3% era ricorso alla fisioterapia e il 31,8% aveva dovuto interrompere l'allenamento a causa di un infortunio. Solo il 32% diceva di non avvertire nessun dolore o fastidio durante la sequenza di tiro, mentre il 45% riferiva difficoltà a eseguire la tecnica per il dolore. L'83% dichiarava di parlarne con l'allenatore.

Dai dati sull'allenamento gli autori ricavano un secondo quadro: l'84,5% del gruppo lavorava sulla forza della parte alta del corpo e il 72,5% sul braccio dominante, mentre solo il 49% faceva lavoro di forza per la parte bassa e il 49,5% lavoro aerobico. Il 73% si allungava prima dell'allenamento e il 58% dopo, l'88% faceva riscaldamento e il 44% defaticamento; il 54,5% riceveva una valutazione fisica annuale e il 33% seguiva una dieta prescritta.

Come è stato misurato

Lo studio è trasversale e si basa su un questionario strutturato, somministrato dal vivo nello stadio Panpeloponnisiako di Patrasso durante i Campionati europei giovanili. Potevano partecipare ragazzi e ragazze dai 13 ai 20 anni iscritti alla manifestazione che capissero le istruzioni in greco o in inglese. I questionari venivano compilati ogni giorno, alla fine dell'allenamento e prima delle gare, in una zona allestita dentro lo stadio, e richiedevano circa quindici minuti; una squadra composta da un fisiatra, due fisioterapisti e due studenti di fisioterapia era presente per chiarire le domande, e quattro fisioterapisti conducevano le interviste.

Il questionario ha quattro sezioni: dati personali dell'atleta; caratteristiche di allenamento e dell'arco, con lateralità, anni di pratica, ore di allenamento e di gara a settimana, abitudini alimentari e test pre-stagione; dolore legato all'allenamento, con sede, meccanismo, tipo e trattamenti; stato di salute generale, con eventuali problemi concomitanti e terapie precedenti. Il testo completo del questionario è allegato all'articolo.

La sensibilizzazione centrale è stata valutata con la parte A del Central Sensitization Inventory, venticinque voci con risposta da 0 («mai») a 4 («sempre») per un totale da 0 a 100, usando la soglia di 40 punti e le versioni inglese e greca dello strumento. L'analisi è descrittiva, con medie, deviazioni standard e proporzioni; il test del chi quadrato confronta le proporzioni fra maschi e femmine, il test t per campioni indipendenti le variabili continue, e una correlazione di Pearson mette il punteggio del questionario in relazione con frequenza settimanale, durata della seduta, numero di gare annuali e durata della gara. La soglia di significatività è p < 0,05. Lo studio è stato approvato dal comitato etico del dipartimento di fisioterapia dell'Università di Tessaglia il 2 ottobre 2018 e autorizzato da World Archery, con consenso scritto degli atleti e dei responsabili delle squadre nazionali.

Il metodo, spiegato: Come si contano gli infortuni: questionari e registri, Come si misurano dolore e mobilità: scale e goniometri

Limiti

Tutto quello che lo studio riporta è dichiarato dagli atleti, senza nessuna visita: gli autori riconoscono il rischio di ricordo impreciso e scrivono che la parola «dolore» non è stata definita, per cui qualcuno può avere riferito l'indolenzimento di un allenamento pesante al posto di un disturbo da sovraccarico. Aggiungono che qualche ragazzo può avere esitato a dichiarare un sintomo per timore delle conseguenze sulle scelte dell'allenatore, e che compilare il questionario nel giorno della gara può avere influenzato le risposte. Una visita clinica per ogni sintomo riferito darebbe un quadro più solido, ma non è praticabile durante una manifestazione.

Il disegno è trasversale e fotografa un momento solo: non dice quanti infortuni nuovi compaiano in una stagione, non segue nessuno nel tempo e non permette di collegare un carico di allenamento a un esito. Il campione, poi, è fatto di chi era in gara e in condizione di gareggiare, quindi chi si era fermato per un problema serio non compare. La sede è un campionato europeo giovanile: i numeri descrivono arcieri selezionati e con molte ore di allenamento, non chi tira in società.

Diversi dati non tornano fra loro. Il riassunto dell'articolo parla del 43,5% di dolore alla spalla, i risultati del 49,1%, la discussione di «oltre la metà» dei partecipanti. Nella tabella descrittiva la riga del libbraggio riporta 15,44 libbre per le ragazze e 16,99 per i ragazzi, valori che coincidono con quelli dell'età dei maschi e delle ore di allenamento delle femmine e che sono molto bassi per arcieri di questo livello: la riga sembra copiata da altre e non è utilizzabile. La tabella delle correlazioni accosta coefficienti e valori di p incompatibili fra loro, per esempio r = 0,69 con p = 0,335 su duecento atleti, per cui l'assenza di associazione fra punteggio di sensibilizzazione e carico va presa con prudenza. La discussione riferisce 129 minuti di durata media delle gare, la tabella 103. L'intensità media del dolore, 5,94, è riportata senza dire su quale scala.

Infine la data. L'approvazione etica è dell'ottobre 2018 e i ringraziamenti citano il delegato tecnico dei Campionati europei giovanili del 2018, mentre l'articolo esce nel 2024: i dati descrivono quindi una generazione di atleti di sei anni prima della pubblicazione. Le parti della discussione sull'allineamento, sul rinforzo del tronco e degli arti inferiori e sul loro effetto sugli infortuni non sono risultati di questo studio, che non ha misurato né tecnica né forza.

Cosa vuol dire per chi tira

Il dato che resta è la frequenza. In un campionato europeo giovanile, metà dei duecento arcieri presenti conviveva con un dolore legato all'allenamento che durava da più di tre mesi, e solo un terzo diceva di tirare senza nessun fastidio. La spalla è la sede di gran lunga più comune, circa un atleta su due, e la seconda è la zona lombare. Chi allena ragazzi che tirano quindici ore a settimana e centosessanta frecce per seduta ha qui un ordine di grandezza di quanto il disturbo sia diffuso a quel carico, anche se lo studio non dimostra che sia il carico a causarlo.

Due numeri riguardano il contorno del dolore più che il dolore stesso. Il 31% usava farmaci per riuscire ad allenarsi, e di questi metà riferiva che non gli facevano bene; qualcuno assumeva farmaci per la depressione o per il dolore neuropatico. Sedici atleti su duecento superavano la soglia del questionario sulla sensibilizzazione centrale, cioè riferivano un insieme di sintomi che va oltre la zona dolente. Il dolore che dura da mesi riguarda un medico o un fisioterapista, e nessuna scheda sostituisce quella valutazione.

Sull'allenamento la fotografia è descrittiva: in questo gruppo l'84,5% faceva forza per la parte alta del corpo e il 72,5% per il braccio che traziona, mentre meno della metà lavorava sugli arti inferiori. Gli autori leggono in questo squilibrio una delle ragioni del dolore lombare, ma è una loro interpretazione appoggiata ad altra letteratura, non un risultato misurato qui: in questo studio il carico non è stato messo in relazione con la sede del dolore. Resta utile sapere che l'8% riferiva il gomito dell'arciere e il 7% un problema alle dita, percentuali più basse di quanto dicano altri lavori, cosa che gli autori attribuiscono alla protezione data dall'attrezzatura di questi atleti.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Injuries and Persistent Pain in Elite Adolescent Archery Athletes: A Cross-Sectional Epidemiological Study. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/vasilis-2024-adolescent-injuries

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