Scheda studio

Fatica muscolare in cento frecce: Naderza 2024

Analyzing the Impact of Accumulated Training Shots on Electromyography Parameters in Trained Archery Athletes: Exploring Fatigue and Its Association with Training Practices

Weronika Naderza, Bartłomiej Niespodziński, Rafał Studnicki2024

Citazione

Naderza, W., Niespodziński, B., & Studnicki, R. (2024). Analyzing the Impact of Accumulated Training Shots on Electromyography Parameters in Trained Archery Athletes: Exploring Fatigue and Its Association with Training Practices. Applied Sciences, 14(14), 6109. https://doi.org/10.3390/app14146109

Cita lo studio
APA

Naderza, W., Niespodziński, B., & Studnicki, R. (2024). Analyzing the Impact of Accumulated Training Shots on Electromyography Parameters in Trained Archery Athletes: Exploring Fatigue and Its Association with Training Practices. Applied Sciences, 14(14), 6109. https://doi.org/10.3390/app14146109

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Scheda tecnica

Disegno
Altro
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco tradizionale
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Applied Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Venti arcieri tradizionali polacchi, quattordici uomini e sei donne di trent'anni in media, con cinque anni e mezzo di pratica, tirano cento frecce in una sola seduta. Prima di cominciare, dopo le prime cinquanta e dopo le seconde cinquanta si misura l'attività elettrica di sei muscoli del braccio che tiene la corda, durante una contrazione volontaria massima: deltoide medio e posteriore, trapezio superiore, medio e inferiore, infraspinato. Di ogni muscolo si registrano l'ampiezza media e massima del segnale e la frequenza mediana del suo spettro, che è l'indice classico della fatica, perché scende quando il muscolo si affatica.

Il quadro che esce non è uniforme, e questa è la cosa più importante da sapere.

Due muscoli mostrano il segno della fatica, e lo mostrano fra la cinquantesima e la centesima freccia. L'infraspinato cala in ampiezza media da 162,0 a 113,2 microvolt (p = 0,033), nel picco da 357,7 a 218,5 (p = 0,018) e nella frequenza mediana da 60,7 a 49,3 hertz (p = 0,021): ampiezza e frequenza scendono insieme, che è il quadro coerente. Il trapezio inferiore cala nel picco da 408,5 a 258,3 microvolt (p = 0,029).

Altri due vanno nella direzione opposta. Nel deltoide medio l'ampiezza media dopo cento frecce è più alta che a riposo, 224,6 contro 182,3 microvolt (p = 0,006). Nel trapezio superiore l'ampiezza media sale a ogni passaggio, da 130,2 a 164,9 dopo cinquanta frecce (p = 0,008) e a 175,5 dopo cento (p < 0,001), e il picco da 325,0 a 404,5 e a 498,4 (p = 0,013 e p = 0,005). Nel deltoide posteriore il picco dopo cento frecce è più alto che a riposo, 742,9 contro 619,4 (p = 0,020), e la sua frequenza mediana sale invece di scendere, da 61,9 a 66,5 dopo cinquanta e a 65,6 dopo cento (p < 0,001), che è l'opposto di un segno di fatica. Il trapezio medio non cambia in niente.

Chi tira abitualmente più di cento frecce per seduta non reagisce diversamente da chi ne tira meno: nessuna interazione fra tempo e gruppo in nessuno dei sei muscoli, e nessuna differenza fra i due gruppi in nessuna misura. Gli autori lo scrivono.

Il riassunto, però, riassume così: l'ampiezza tende a salire da riposo a cinquanta frecce, con cali significativi dopo cento, a indicare la fatica muscolare. Quella frase descrive l'infraspinato e il trapezio inferiore, e capovolge gli altri: nel deltoide medio e nel trapezio superiore il valore dopo cento frecce è significativamente più alto di quello di partenza, non più basso.

Come è stato misurato

Studio trasversale con misure ripetute, dichiarato secondo le linee guida STROBE. Approvazione del comitato di bioetica dell'Università di Medicina di Gdańsk del 14 dicembre 2023, con numero di delibera, consenso scritto, principi di Helsinki.

La soglia delle cento frecce non è arbitraria, e l'articolo ne dà la provenienza: è il numero che gli allenatori raccomandano abitualmente di non superare in una seduta. È la stessa soglia su cui poggia l'affermazione del registro.

Campionamento di convenienza fra gli arcieri di un club regionale, reclutati con annunci al club e sui social. Dei cinquanta considerati, trenta sono stati esclusi per infortuni all'arto superiore o per rifiuto, e ne restano venti. Criteri di inclusione: allenamento almeno due volte a settimana negli ultimi sei mesi, buona salute senza infortuni o malattie nei sei mesi precedenti, maggiore età, presenza a tutte le fasi. Esclusi infortuni all'arto superiore negli ultimi sei mesi, dolore a spalla gomito o polso, ipermobilità, malattie neurologiche o del tessuto connettivo.

I venti sono arcieri tradizionali che gareggiano in tornei tradizionali: trent'anni di età media con deviazione 6,8, settantotto chilogrammi, centosettantasei centimetri, cinque anni e mezzo di pratica con deviazione 4,8, una frequenza dichiarata di 1,6 ± 0,8 giorni di allenamento a settimana e 111,0 ± 46,4 frecce per seduta. Sono stati divisi in base a quante frecce tirano abitualmente, dichiarate in un questionario prima dello studio: tredici con cento o meno (86,2 ± 20,6) e sette con più di cento (157,1 ± 46,4).

Le misure sono state prese nel passaggio fra il 2023 e il 2024 nell'impianto di allenamento degli arcieri, individualmente, nel pomeriggio verso le quattro, dopo quarantotto ore di riposo. La prima subito dopo il riscaldamento e prima di cominciare, la seconda cinque minuti dopo le prime cinquanta frecce, la terza dopo le seconde cinquanta.

Si misura il solo braccio della corda, destro in diciannove casi su venti. Elettrodi di superficie posizionati secondo le raccomandazioni SENIAM, con pelle rasata, abrasa e pulita con alcol. Segnale filtrato in banda fra 15 e 500 hertz, campionato a 1500 hertz con convertitore a 16 bit, rettificato a onda intera e lisciato con la radice quadratica media su una finestra mobile di trecento millesimi di secondo. Ogni contrazione volontaria massima dura tre secondi.

L'analisi usa un'analisi della varianza mista per studiare le interazioni fra tempo e gruppo, con eta quadro parziale e confronti a coppie corretti secondo Bonferroni, in JASP 0.18.3, con soglia a 0,05. Normalità verificata con Kolmogorov e Smirnov, omogeneità con il test di Levene.

Nessuna misura di forza accompagna l'elettromiografia: della contrazione volontaria massima si registra il segnale elettrico e non la forza prodotta. E non è stato raccolto nessun punteggio.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Leggere la fatica con l'elettromiografia

Limiti

Il riassunto non descrive i risultati dell'articolo. Dice che l'ampiezza sale da riposo a cinquanta frecce e poi cala in modo significativo dopo cento, a indicare la fatica muscolare. Nei risultati i cali significativi dopo cento frecce ci sono in due muscoli su sei, l'infraspinato e il trapezio inferiore, e sono cali rispetto alle cinquanta frecce. Negli altri la direzione è opposta e statisticamente rilevabile: nel deltoide medio l'ampiezza media dopo cento frecce è più alta che a riposo (224,6 contro 182,3 microvolt, p = 0,006), nel trapezio superiore sale a ogni passaggio fino a 175,5 contro 130,2 (p < 0,001), e nel deltoide posteriore il picco dopo cento frecce è più alto che a riposo (742,9 contro 619,4, p = 0,020). Chi legge il riassunto porta via un quadro uniforme di cedimento che i dati non mostrano.

C'è poi un risultato che va contro la fatica e che l'articolo non commenta: nel deltoide posteriore la frequenza mediana sale, da 61,9 hertz a riposo a 66,5 dopo cinquanta frecce e 65,6 dopo cento, con p sotto 0,001. La frequenza mediana scende quando un muscolo si affatica; qui sale, e in un muscolo centrale nella trazione.

L'elettromiografia non è accompagnata da nessuna misura di forza. Il segnale è registrato durante una contrazione che si dichiara volontaria massima, ma di quella contrazione si conosce solo il segnale elettrico, non quanti newton abbia prodotto. Un'ampiezza che scende durante una contrazione massima può voler dire fatica, oppure uno sforzo minore: dopo cento frecce, un arciere che spinge un po' meno sul dinamometro produce lo stesso calo. È il limite che pesa più di tutti sull'interpretazione, e vale sia per i cali dell'infraspinato sia per gli aumenti dei deltoidi.

I metodi descrivono il disegno sbagliando i conti: «due misurazioni per tre gruppi», mentre sono tre misurazioni (riposo, cinquanta, cento) su due gruppi (tredici e sette arcieri). Non cambia l'analisi, ma è la frase che dovrebbe dire al lettore che analisi è stata fatta.

Una coppia di valori arriva dalla riga sopra. Per il trapezio superiore l'effetto del tempo sulla frequenza mediana è riportato come F uguale a 2,948 con p uguale a 0,822 ed eta quadro 0,011: un F di 2,948 su 2 e 18 gradi di libertà dà p uguale a 0,078, e quei due numeri, 0,822 e 0,011, sono identici a quelli della riga dell'interazione poco sopra, dove l'F era 0,197. La conclusione non cambia, perché 0,078 resta sopra la soglia, ma il valore pubblicato non è quello di quel test.

La normalizzazione è descritta e non usata. I metodi spiegano che si è normalizzato sulla contrazione volontaria massima come livello di riferimento, e poi tutti gli esiti sono riportati in microvolt assoluti. Siccome la misura è essa stessa una contrazione massima, quei microvolt sono ampiezze grezze, e come tali non si confrontano fra persone né con i valori di altri studi.

Sul campione, due cose. Il criterio di inclusione chiedeva almeno due allenamenti a settimana negli ultimi sei mesi, e il campione dichiara 1,6 ± 0,8 giorni a settimana: il gruppo descritto non soddisfa il criterio con cui è stato selezionato. E sono arcieri di arco tradizionale che gareggiano in tornei tradizionali, con cinque anni e mezzo di pratica e trent'anni di età media: il gesto, il libbraggio e la tenuta del tradizionale non sono quelli del ricurvo olimpico, quindi il trasferimento va argomentato e non dato.

Il confronto fra i due gruppi di abitudine, infine, gira su tredici e sette persone, e il gruppo da sette è troppo piccolo perché l'assenza di interazione dica qualcosa: che chi tira abitualmente più di cento frecce non reagisca diversamente è compatibile con i dati, ma anche con il non avere la sensibilità per vederlo. Nessun punteggio è stato raccolto, quindi niente collega questi segnali alla precisione, e il solo braccio della corda è stato misurato.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo è l'unico studio che si fermi esattamente a cento frecce, e la soglia non è stata scelta a caso: l'articolo dice che è il numero che gli allenatori raccomandano di non superare in una seduta. Quindi è il posto giusto dove guardare, e quello che si vede è più interessante di un semplice sì.

Non tutta la spalla cede, e non cede nello stesso modo. Fra la cinquantesima e la centesima freccia l'infraspinato, cioè uno dei muscoli che tengono la testa dell'omero al suo posto, cala sia in ampiezza sia in frequenza mediana: è il quadro coerente della fatica, e il trapezio inferiore lo accompagna con un picco più basso. Nello stesso tempo deltoidi e trapezio superiore alzano l'attivazione, e il trapezio superiore la alza a ogni passaggio. Letto insieme, è lo schema che un allenatore riconosce: quando gli stabilizzatori profondi mollano, il lavoro si sposta su quelli di superficie, che tirano su la spalla. È la descrizione elettrica di un arciere che dopo ottanta frecce comincia a tenere con il collo.

La cosa che questo studio non può dire, e che vale ricordare, è quanto di quel calo sia fatica e quanto sforzo minore: della contrazione massima si registra il segnale elettrico ma non la forza prodotta, quindi un arciere che a fine seduta spinge un po' meno produce lo stesso numero. E nessun punteggio è stato misurato, quindi niente dice che quei segnali facciano perdere frecce.

Un risultato merita di essere conosciuto da chi programma i volumi: chi tira abitualmente più di cento frecce per seduta non reagisce diversamente da chi ne tira meno. Con sette persone in quel gruppo è un risultato debole, ma va nella direzione di dire che abituarsi a volumi alti non protegge dal cedimento degli stabilizzatori.

Due avvertenze per il trasferimento. Sono arcieri di arco tradizionale, con un gesto e una tenuta diversi dal ricurvo olimpico, e il solo braccio della corda è stato misurato: del braccio dell'arco non si sa niente. Il registro tiene questo lavoro come la misura più diretta disponibile sulla soglia delle cento frecce, con il quadro non uniforme che mostra, e segnala che il riassunto dell'articolo lo descrive come un cedimento generale che i suoi dati non mostrano.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Analyzing the Impact of Accumulated Training Shots on Electromyography Parameters in Trained Archery Athletes: Exploring Fatigue and Its Association with Training Practices. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/naderza-2024-emg-fatigue

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