Scheda studio

Tecnica di tiro e sforzo fisico: studio Stone 2007

The Biomechanical and Physiological link between Archery Techniques and Performance

Richard T. Stone2007

Citazione

Stone, R. T. (2007). The Biomechanical and Physiological link between Archery Techniques and Performance. Proceedings of the Human Factors and Ergonomics Society Annual Meeting, 51(18), 1227-1231. https://doi.org/10.1177/154193120705101837

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APA

Stone, R. T. (2007). The Biomechanical and Physiological link between Archery Techniques and Performance. Proceedings of the Human Factors and Ergonomics Society Annual Meeting, 51(18), 1227-1231. https://doi.org/10.1177/154193120705101837

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Non sportivi
Livello
Principianti
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
16
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Proceedings of the Human Factors and Ergonomics Society Annual Meeting

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio parte da una domanda di ergonomia: se si ordinano alcune tecniche di tiro in base allo sforzo che richiedono al corpo, l'ordine prevede chi farà più punti? Per non avere di mezzo l'abitudine, l'autore ha usato solo persone che non avevano mai tirato.

Sedici partecipanti, otto uomini e otto donne fra i ventuno e i venticinque anni, sono stati assegnati a caso a una delle otto combinazioni possibili fra quattro posizioni dei piedi, cioè allineata, chiusa, aperta e obliqua, e due prese della corda, cioè la presa di pollice e la presa rovescia: due persone per combinazione. Ciascuno ha tirato ottanta frecce con elettrodi su trapezio, bicipite brachiale ed estensore comune delle dita, dopo un'ora di addestramento sul posto e trenta frecce di assestamento.

Prima dell'esperimento, una valutazione biomeccanica aveva ordinato le otto combinazioni per carico complessivo sui legamenti, dalla posizione allineata con presa di pollice alla posizione obliqua con presa rovescia. I risultati seguono quell'ordine. Il punteggio era più alto con la posizione allineata, poi con le posizioni aperta e chiusa, indistinguibili fra loro, e più basso con la posizione obliqua; sia la posizione dei piedi sia la presa risultano fattori rilevanti, e lo è anche la loro combinazione.

Il risultato più grande riguarda la presa. Con la presa rovescia l'attività del trapezio e dell'estensore delle dita era più alta, e il punteggio dei partecipanti con la presa di pollice è stato in media del 77 per cento superiore a quello con la presa rovescia, su tutte le posizioni. Il punteggio calava poi di circa l'otto per cento fra una sessione di misura e la successiva in tutte le condizioni, con il calo che arrivava prima e più marcato nel gruppo con la presa rovescia. L'elettromiografia, invece, non distingueva le quattro posizioni dei piedi: l'autore se lo aspettava, perché i muscoli misurati stanno nella parte alta del corpo. La differenza tra le posizioni passa invece dal carico sui legamenti e, nell'osservazione video, dall'oscillazione del corpo, che nella posizione obliqua cresceva via via durante la prova.

Come è stato misurato

Le due variabili indipendenti sono la presa della corda, su due livelli, e la posizione dei piedi, su quattro. Le due prese sono state scelte perché in un lavoro precedente erano risultate le più distanti fra loro per attività muscolare. Le posizioni dei piedi sono le quattro di uso comune. La variabile dipendente è il punteggio, che l'articolo descrive come i punti ottenuti sulle ottanta frecce, e l'attività muscolare misurata con elettromiografia di superficie.

Prima dell'esperimento una valutazione biomeccanica ha ordinato le otto combinazioni in base al carico complessivo sui legamenti. Ciascun partecipante è stato assegnato a caso a una combinazione e ha ricevuto una settimana prima la documentazione con le istruzioni, per ridurre il tempo di addestramento sul posto.

La giornata si è svolta in un campo di tiro commerciale, in due turni di circa quattro ore con quattro gruppi di quattro persone. Dieci minuti per il consenso e la scheda, venti minuti di istruzioni sulla sicurezza e sulle procedure e consegna dell'attrezzatura, quaranta minuti di addestramento sul posto per verificare che ciascuno adottasse la posizione assegnata, un'ora con trenta frecce senza raccolta dati, perché la posizione diventasse automatica, e infine due ore di misura con elettromiografia e punteggio.

Gli elettrodi sono stati posizionati su trapezio, bicipite brachiale ed estensore comune delle dita seguendo un manuale di riferimento per l'elettromiografia di superficie, e subito dopo è stata registrata la contrazione volontaria massima di ciascun muscolo per la normalizzazione. Poiché non era possibile seguire tutti insieme, i partecipanti sono stati sfalsati di dieci frecce, così che ciascuno venisse misurato allo stesso livello relativo di fatica. Le finestre di misura dell'attività muscolare sono tre: le prime dieci frecce, le frecce dalla quarantesima alla quarantanovesima e quelle dalla settantesima all'ottantesima. L'analisi è una serie di analisi della varianza seguite da confronti post hoc di Tukey.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge

Limiti

Nessun partecipante aveva mai tirato, e questa è una scelta dichiarata, non una svista: l'autore voleva togliere di mezzo l'apprendimento precedente. Il prezzo è che il risultato riguarda il primo pomeriggio di tiro di sedici persone, non il tiro di un arciere. Quale posizione dei piedi convenga a chi tira da anni, con la muscolatura e il controllo che ne derivano, questo disegno non lo può dire, e l'autore stesso spiega la peggiore stabilità nella posizione obliqua con la fatica e la mancanza di sviluppo muscolare che un arciere esperto ha.

Il disegno è minuscolo in ogni cella. Sedici persone divise in otto combinazioni fanno due partecipanti per combinazione: una differenza fra due posizioni dei piedi si regge su quattro persone per parte. Non sono riportati valori di F, non sono riportati i p esatti, non sono riportate le medie dei punteggi in punti: l'unica cifra è la differenza del 77 per cento fra le due prese, e la figura mostra valori normalizzati. Una differenza del 77 per cento nel punteggio fra due prese della corda, in principianti, dice più sul fatto che una delle due prese fosse ingestibile che su un effetto misurabile sul tiro.

Mancano i dati dell'attrezzatura e del protocollo di tiro. Non si sa la distanza, il bersaglio, il tipo di arco, il libbraggio, e nemmeno se tutti usassero la stessa attrezzatura, che era in prestito dal campo di tiro. La definizione del punteggio nell'articolo, i punti delle ottanta frecce moltiplicati per dieci, non corrisponde a nessun formato di gara, e questo rende difficile capire su che scala sia calcolato il 77 per cento.

Infine il carico sui legamenti, che è la variabile su cui si regge tutta la previsione, non è stato misurato durante la prova: viene da una valutazione biomeccanica fatta prima, con un metodo che l'articolo non descrive. L'osservazione sull'oscillazione del corpo nella posizione obliqua viene dal video, senza misura. La presa di pollice, poi, non è la presa del tiro olimpico, dove si usano tre dita: il confronto riguarda due prese scelte perché molto diverse fra loro, non due alternative correnti sul campo. La sede è un atto di convegno e lo stato della revisione tra pari non è noto.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo studio riguarda i primi ottanta tiri della vita di sedici persone, ed è l'unica cosa su cui si possa citare. In quelle condizioni la posizione dei piedi più semplice da tenere, quella allineata, ha dato i punteggi più alti, l'obliqua i più bassi, e aperta e chiusa stavano in mezzo senza distinguersi fra loro. L'ordine coincide con quello che una valutazione del carico sui legamenti aveva previsto prima di tirare.

Non è un argomento su quale posizione convenga a un arciere. Chi tira da anni ha sviluppato la forza e il controllo che qui mancavano, e l'autore spiega la differenza proprio con quella mancanza: la posizione che costa meno a chi non ha allenamento non è per questo la posizione che fa più punti a chi ce l'ha. Lo studio non segue nessuno nel tempo e non confronta nessun arciere.

Sul dato più grosso, il 77 per cento di differenza fra le due prese della corda, serve cautela doppia. Le due prese erano state scelte perché molto distanti fra loro per attività muscolare, e nessuna delle due è la presa a tre dita del tiro olimpico. Quello che il dato racconta è che a un principiante una presa che richiede più lavoro all'avambraccio costa punti, e che la fatica arriva prima: un fenomeno che l'articolo misura anche sul calo generale di circa l'otto per cento fra una sessione e la successiva, in tutte le condizioni.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Biomechanical and Physiological link between Archery Techniques and Performance. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/stone-2007-biomechanical-physiological

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