Scheda studio

Cosa predice il punteggio nel ricurvo: Spratford 2017

Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery

Wayne Spratford, Rhiannon Campbell2017

Citazione

Spratford, W., & Campbell, R. (2017). Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery. European Journal of Sport Science, 17(5), 539-545. https://doi.org/10.1080/17461391.2017.1285963

Cita lo studio
APA

Spratford, W., & Campbell, R. (2017). Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery. European Journal of Sport Science, 17(5), 539-545. https://doi.org/10.1080/17461391.2017.1285963

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Numero di soggetti
39
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
European Journal of Sport Science

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Trentanove arcieri di ricurvo di livello internazionale, 23 uomini e 16 donne di quattro nazioni, con un'età media di 24,7 anni, sono stati misurati nei giorni che precedevano una prova di Coppa del Mondo. Ognuno ha tirato dieci frecce a 70 metri stando su una pedana di forza, e di ogni tiro sono stati registrati il punteggio, il tempo di volo della freccia e lo spostamento del centro di pressione sotto i piedi: nel secondo prima del rilascio e nel mezzo secondo dopo.

Di tutte le variabili raccolte una regressione passo a passo ne ha trattenute tre: il tempo di reazione al clicker, il libbraggio e la velocità massima di oscillazione. Insieme spiegano il 42% della variabilità del punteggio del singolo tiro (F = 8,53, p < 0,001), con l'equazione punteggio = 8,772 meno 15,955 per il tempo di clicker, più 0,098 per il libbraggio, meno 0,005 per la velocità massima di oscillazione. I tiri più alti andavano con una reazione al clicker più rapida, un libbraggio maggiore e un'oscillazione più lenta dopo il rilascio.

Le medie del gruppo: libbraggio 24,55 kg, lunghezza della freccia 644,4 mm, tempo di reazione al clicker 0,163 s, oscillazione nel secondo prima del rilascio 20,10 mm, oscillazione nel mezzo secondo dopo 48,03 mm, velocità di oscillazione al rilascio 159,87 mm/s, velocità massima di oscillazione 235,12 mm/s, tempo di volo 1,24 s, punteggio medio 8,25.

Le tre variabili non pesano però allo stesso modo. Fra l'arciere più rapido e il più lento al clicker ballavano 0,54 punti, e fra il libbraggio più basso e il più alto 0,50 punti: su queste due misure gli arcieri si somigliavano, con una dispersione di circa il 10% in entrambi i casi. La velocità massima di oscillazione variava invece del 51% e valeva 1,20 punti, più delle altre due messe insieme; tenendo clicker e libbraggio alla media del gruppo, fra chi oscillava più lentamente (99 mm/s) e chi più in fretta (636 mm/s) il modello prevede 3,8 punti di differenza, da 8,1 a 5,4. Quella velocità massima arriva sempre dopo che la freccia è partita, ma è legata strettamente a quella misurata al momento del rilascio (r = 0,80).

Come è stato misurato

I dati vengono da una sola sessione, in un impianto costruito apposta che permette di tirare dall'interno verso un bersaglio all'aperto attraverso finestre regolabili. Gli arcieri si sono scaldati con la loro routine abituale e hanno poi tirato dieci frecce di seguito a 70 metri, con circa un minuto di pausa fra una e l'altra.

La pedana di forza AMTI, di 900 per 600 mm, campionava a 1000 Hz da un secondo prima del rilascio a mezzo secondo dopo; il segnale è stato filtrato con un passa basso di Butterworth a 6 Hz, frequenza scelta dopo un'analisi dei residui. La traccia del centro di pressione è stata scomposta in componente mediolaterale, cioè attraverso la faccia del bersaglio, e anteroposteriore, cioè in linea con il bersaglio; la velocità di oscillazione è semplicemente la distanza percorsa divisa per il tempo.

Il tempo di reazione al clicker è definito come l'intervallo fra il passaggio della punta oltre il clicker e il rilascio della freccia. Lo scatto è stato raccolto da un microfono vicino all'arciere; il momento del rilascio è stato individuato nella pedana dal cambiamento esponenziale del momento attorno all'asse x, un andamento comune a tutti gli arcieri. Un software dedicato, chiamato ASHA, sincronizzava i due segnali e calcolava tutte le variabili sul posto, in modo da poterle mostrare subito all'arciere e all'allenatore. Quattro telecamere a 200 fotogrammi al secondo riprendevano dall'alto, davanti, dietro e sul bersaglio; dalle immagini del bersaglio si ricavavano il punteggio e il tempo di volo della freccia.

Libbraggio e lunghezza della freccia non sono stati misurati: sono quelli dichiarati dagli arcieri prima della prova. Tutte le variabili sono state messe in una regressione lineare passo a passo con il punteggio del tiro come variabile dipendente. Al momento della raccolta dati il gruppo aveva vinto fra tutti due ori, cinque argenti e otto bronzi in gare internazionali; fra la prova e la pubblicazione ne ha aggiunti altri 21, 23 e 25.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara, Come si cronometrano le fasi del tiro, Come si misura la velocità di una freccia

Limiti

Dieci frecce per arciere, una sola sessione, una sola giornata. Lo studio fotografa un pomeriggio di prova, non la gara: si tirava al coperto verso un bersaglio esterno, con una pausa di un minuto fra una freccia e l'altra, condizioni più comode di quelle della linea di tiro. Libbraggio e lunghezza della freccia sono dichiarati dagli arcieri, non misurati, e proprio il libbraggio è una delle tre variabili del modello.

La regressione mette insieme tutti i tiri di tutti gli arcieri senza distinguere la differenza fra un arciere e l'altro da quella fra una freccia e l'altra dello stesso arciere, e non tiene conto del fatto che i dieci tiri di una persona non sono indipendenti fra loro. Il 42% spiegato vuol dire che la maggior parte di quello che fa salire o scendere il punteggio di una singola freccia resta fuori dal modello.

Il punto più delicato riguarda l'oscillazione. La velocità massima si registra sempre dopo che la freccia ha lasciato la corda, quindi su quella freccia non può aver agito; gli autori la leggono come il segno di qualcosa che era già presente prima, e portano a sostegno la correlazione con la velocità al rilascio (r = 0,80), ma lo studio non separa le due cose. Il disaccordo con un lavoro precedente, che aveva trovato il risultato opposto, viene spiegato con la differenza di strumenti, pedana a 1000 Hz contro fascia toracica a 15 Hz: è una spiegazione ragionevole, non una prova.

Infine, la conclusione più citata dell'articolo, cioè che converrebbe allenare la forza del cingolo scapolare per sostenere libbraggi più alti e un rilascio più controllato, è una proposta degli autori per studi futuri. Nessun allenamento è stato fatto né misurato qui. La scheda del registro non riportava numerosità e disegno: il lavoro è trasversale e i partecipanti sono 39.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio mette dei numeri su tre cose di cui si parla molto sulla linea di tiro, e il risultato più utile è proprio il confronto fra loro.

Il clicker. In media passano 0,163 secondi fra lo scatto e la partenza della freccia, e fra tutti gli arcieri la differenza vale mezzo punto scarso. Gli autori notano che c'è un limite a quanto quel tempo si può accorciare, perché una decisione va comunque presa, e che al di sotto dei valori più bassi osservati da loro e in letteratura (0,102 secondi) si rischia di stare anticipando il clicker invece di reagire allo scatto.

Il libbraggio. Fra il più leggero e il più pesante del gruppo ballavano 0,50 punti, e gli autori scrivono per primi che leggere questo come un invito a tirare più pesante sarebbe semplicistico: la finestra fra gli arcieri è stretta, il guadagno è piccolo, e la spalla di chi traziona regge in gara almeno novanta frecce al giorno. Il vantaggio che vedono nel libbraggio non sta nel punteggio diretto ma nella velocità della freccia e quindi nel tempo che passa esposta al vento.

L'oscillazione. È la misura su cui gli arcieri si assomigliano di meno e quella che vale più punti, 1,20 nell'intervallo osservato e 3,8 fra i due estremi del gruppo. Vale la pena notare che cosa esattamente è stato misurato: non la fermezza durante la mira, ma la velocità con cui il corpo si muove dopo che la freccia è partita, che a sua volta va di pari passo con quella al momento del rilascio.

Resta una descrizione, non una ricetta. Lo studio non ha provato a cambiare nessuna delle tre variabili in nessun arciere, quindi non dice che cosa succederebbe al punteggio se qualcuno ci lavorasse sopra.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/spratford-2017-performance-predictors

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