Scheda studio

Tremore della spalla nel tiro con l'arco: Lin 2010

Activation and tremor of the shoulder muscles to the demands of an archery task

Jiu-Jenq Lin, Cheng-Ju Hung, Ching-Chieh Yang, Hsing-Yu Chen, Feng-Ching Chou, Tung-Wu Lu2010

Citazione

Lin, J.-J., Hung, C.-J., Yang, C.-C., Chen, H.-Y., Chou, F.-C., & Lu, T.-W. (2010). Activation and tremor of the shoulder muscles to the demands of an archery task. Journal of Sports Sciences, 28(4), 415-421. https://doi.org/10.1080/02640410903536434

Cita lo studio
APA

Lin, J.-J., Hung, C.-J., Yang, C.-C., Chen, H.-Y., Chou, F.-C., & Lu, T.-W. (2010). Activation and tremor of the shoulder muscles to the demands of an archery task. Journal of Sports Sciences, 28(4), 415-421. https://doi.org/10.1080/02640410903536434

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Principianti
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
10
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Sports Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Dieci uomini principianti, di 21,9 anni di media, tengono ferme sei posizioni simulate di tiro per sette secondi ciascuna, con un ricurvo da ventisei libbre. Le sei posizioni nascono da tre angoli di elevazione del braccio, novanta, cento e centodieci gradi, per due posizioni di trazione, parziale e piena. Nessuna freccia viene tirata: sono contrazioni isometriche tenute in laboratorio. Si registrano l'attività elettrica di otto muscoli, quattro che muovono l'omero e quattro che muovono la scapola, e il tremore, ricavato dalla componente di accelerazione di sensori di movimento posti su sterno, acromion e omero distale, analizzato in due bande di frequenza, da tre a sette hertz e da otto a dodici.

Due risultati emergono dai confronti fra posizioni. A piena trazione i muscoli lavorano più che a trazione parziale, sia quelli dell'omero sia quelli della scapola. E il tremore è maggiore a cento e centodieci gradi di elevazione che a novanta, in entrambe le bande; è inoltre maggiore sull'omero che sulla scapola.

La parte sulle correlazioni è quella che il riassunto porta avanti, e va letta con attenzione. Gli autori calcolano ventiquattro correlazioni fra attività muscolare e potenza del tremore a piena trazione e altre ventiquattro a trazione parziale, una per ogni combinazione di gruppo muscolare, sensore, banda e angolo. I valori vanno da meno 0,57 a più 0,57, cioè cambiano di segno secondo l'angolo e secondo il sensore: al centodieci gradi, sull'omero, più attività si accompagna a più tremore (più 0,573), mentre a cento gradi la stessa coppia dà meno 0,424. Nessun valore di p è riportato per nessuna delle correlazioni, e gli asterischi nelle tabelle non indicano la significatività ma fasce di grandezza, come dice la legenda.

La conclusione degli autori è che novanta gradi di elevazione a piena trazione sia la posizione adatta alle richieste del tiro con l'arco, e che l'attività dei muscoli della scapola conti per ridurre il tremore dell'omero. Nei limiti scrivono però da sé che la correlazione più grande, meno 0,569, spiega il trentatré per cento della variazione, e che l'effetto del tremore sulla prestazione non è stato studiato.

Come è stato misurato

Una sola sessione di prova, in laboratorio, sul braccio che traziona, destro e dominante in tutti e dieci. Indice di massa corporea 22,6 ± 3,0. Qualche prova di familiarizzazione prima della raccolta, poi ogni posizione tenuta per sette secondi, con i dati presi dai cinque secondi centrali. L'angolo di elevazione era controllato dal sistema di tracciamento.

Il tremore è stato rilevato con un sistema elettromagnetico di tracciamento della posizione, campionato a centoventi hertz, con precisione dichiarata di 0,15 gradi sull'orientamento e fra 0,3 e 0,8 millimetri sulla posizione. I sensori stavano su sterno, superficie superiore dell'acromion e omero distale fra i due epicondili; sono state analizzate le tracce della scapola e dell'omero. Dalla serie temporale degli spostamenti si è calcolata la densità spettrale di potenza della componente di accelerazione con analisi di Fourier in Matlab, e si è sommata la potenza, normalizzata al picco, nelle due bande.

Per l'elettromiografia, elettrodi di superficie in argento e cloruro d'argento, diametro di registrazione dieci millimetri e venti millimetri fra i centri, pelle abrasa leggermente e pulita con alcol, riferimento sull'olecrano del braccio che traziona, impedenza tenuta sotto i quindici kiloohm. Amplificazione mille, reiezione di modo comune 86 decibel a sessanta hertz, banda da dieci a mille hertz, campionamento a duemila hertz per canale su convertitore a sedici bit.

I quattro muscoli dell'omero sono il deltoide medio, il bicipite, il sottospinato e il piccolo rotondo; i quattro della scapola il trapezio superiore, il gran dentato, il romboide maggiore e il grande dorsale, con i punti di applicazione descritti uno per uno. Il segnale è stato ridotto a inviluppi con radice quadratica media a venti campioni al secondo. L'ampiezza media di ciascun muscolo è stata normalizzata non su una contrazione massima ma sulla media composita del proprio gruppo, poi le quattro componenti di ciascun gruppo sono state sommate: i valori sono quindi contributi relativi dentro il gruppo, non percentuali di uno sforzo massimale.

La sincronizzazione fra i due sistemi passava per un segnale acustico e un interruttore azionato dallo sperimentatore, che generava un impulso elettrico raccolto da entrambi.

L'analisi usa analisi della varianza a misure ripetute a due vie, elevazione per posizione di trazione, sull'ampiezza dei due gruppi muscolari, e a tre vie, aggiungendo la sede del sensore, sulla potenza del tremore, con confronti a coppie corretti secondo Bonferroni dove serviva. Le correlazioni di Pearson fra ampiezza e potenza del tremore sono state calcolate separatamente per ogni angolo, posizione e sensore. Gli autori dichiarano fasce di lettura dei coefficienti: sopra 0,75 relazione da buona a eccellente, fra 0,5 e 0,75 da moderata a buona, fra 0,25 e 0,5 discreta, sotto 0,25 scarsa o nulla.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge

Limiti

Nessuna delle correlazioni che il riassunto porta avanti è statisticamente significativa, e lo si verifica con una tavola. Con dieci partecipanti, cioè otto gradi di libertà, una correlazione di Pearson raggiunge la soglia di 0,05 a partire da 0,632. La più grande di tutta la tabella a piena trazione è 0,573, che corrisponde a p uguale a 0,083; quella che gli autori citano come massima dello studio, meno 0,569, sta a 0,10. L'articolo non riporta nessun valore di p per nessuna correlazione, benché i metodi dicano che le correlazioni servivano a valutarne la significatività, e nei limiti si legge comunque che fra tremore e attività muscolare ci sono relazioni significative.

Gli asterischi delle due tabelle non sono valori di p. La legenda lo dice: segnano le fasce di grandezza del coefficiente, un asterisco fra 0,25 e 0,5, due fra 0,5 e 0,75. Una tabella di correlazioni con asterischi si legge per abitudine come una tabella di significatività, e questa non lo è: è una trappola di lettura, e va nominata.

Le correlazioni sono poi quarantotto, ventiquattro per ciascuna posizione di trazione, e cambiano di segno. Sull'omero nella banda bassa si passa da meno 0,424 a cento gradi a più 0,573 a centodieci; sulla scapola nella banda alta da più 0,492 a novanta gradi a meno 0,261 a cento. Il riassunto ne riporta il sottoinsieme positivo, «da 0,43 a 0,57», come se fosse il risultato. Letta per intero, la tabella dice che il legame fra quanto un muscolo lavora e quanto l'arto trema dipende dalla posizione in modo che questi dati non spiegano, e non che più attività voglia dire più tremore.

I gradi di libertà non tornano con dieci partecipanti. Nell'analisi a due vie l'effetto della posizione di trazione è riportato come F con 1 e 16 gradi di libertà e quello dell'elevazione come F con 2 e 16: in un disegno a misure ripetute su dieci persone l'errore sarebbe 9 per il primo e 18 per il secondo, e in nessun caso un effetto a un grado di libertà prende 16. Nell'analisi a tre vie l'errore è 28, che non corrisponde né a 9 né a 18. E in una stessa frase l'effetto dell'elevazione, che ha tre livelli e quindi due gradi di libertà, è riportato come F con 1 e 28 per una banda e con 2 e 28 per l'altra. Sono incoerenze di rendicontazione, e lasciano un lettore senza sapere su quante persone i confronti siano girati.

Nella tabella a trazione parziale compare un valore di meno 0,920 senza alcun asterisco, mentre la legenda assegnerebbe tre asterischi a qualunque valore sopra 0,75. Gli autori scrivono nei limiti che la correlazione massima dello studio è meno 0,569, quindi quel numero non è un dato dello studio ma un errore, di stampa o di estrazione del testo.

C'è un difetto anche nel passaggio che definisce l'oggetto della misura. L'introduzione spiega che le due componenti del tremore vengono una dal riflesso da stiramento, indicata fra otto e dodici hertz, e l'altra dal sistema soprasegmentale, indicata anch'essa fra otto e dodici hertz: la stessa banda due volte, dove una delle due dovrebbe essere la banda bassa. La frase successiva chiarisce che la componente riflessa scende da otto-dodici a tre-sette al crescere della contrazione, quindi l'intenzione si capisce, ma la definizione su cui poggia tutta l'analisi è scritta in modo che non si tiene.

Sul campione e sul compito, il limite è grande e dichiarato solo in parte. Sono dieci principianti, non arcieri, e tutti tengono lo stesso arco da ventisei libbre, quindi la piena trazione è uno sforzo relativo diverso per ciascuno e nessuna normalizzazione sulla forza individuale è descritta. Non si tira nessuna freccia, non c'è nessun clicker, nessun rilascio e nessun punteggio: sono posizioni tenute ferme per sette secondi. Gli autori scrivono che l'effetto del tremore sulla prestazione non è stato studiato, e poi concludono che novanta gradi a piena trazione è la posizione adatta alle richieste del tiro con l'arco. Quella raccomandazione non viene dai dati, perché nei dati non c'è nessuna misura di prestazione.

Infine la normalizzazione dell'elettromiografia non passa per una contrazione massima ma per la media composita del proprio gruppo muscolare. I numeri sono quindi quote dentro il gruppo: dicono quale muscolo del gruppo contribuisce di più, non quanto duramente stia lavorando, e non si confrontano fra persone né con i valori di altri studi.

Cosa vuol dire per chi tira

Due cose, in questo studio, si reggono sui confronti fra posizioni e non sulle correlazioni, e sono quelle da tenere. La prima è che a piena trazione i muscoli della spalla lavorano più che a mezza trazione, sia quelli che muovono l'omero sia quelli che muovono la scapola: ovvio da dire, utile da avere misurato. La seconda è che il tremore cresce quando il braccio dell'arco sale sopra la linea, cioè a cento e centodieci gradi di elevazione rispetto a novanta, e che è più grande sull'omero che sulla scapola. Detto in termini di sala di tiro: più si tiene il braccio alto, più la struttura oscilla, e l'oscillazione nasce dal braccio più che dalla scapola.

Da qui gli autori ricavano che novanta gradi a piena trazione sia la posizione adatta. È plausibile e coerente con quello che si insegna, ma nello studio non c'è nessuna freccia e nessun punteggio, quindi quella frase è un'inferenza e non una misura: sono dieci principianti che tengono una posizione per sette secondi in laboratorio con lo stesso arco da ventisei libbre.

La parte sulle correlazioni, che è quella che il riassunto porta avanti, non la si può usare. Con dieci persone una correlazione diventa significativa da 0,632 in su, e la più grande dello studio è 0,573: nessuna arriva alla soglia, e l'articolo non pubblica nessun valore di p. Gli asterischi nelle tabelle, che fanno pensare alla significatività, segnano invece fasce di grandezza. E i segni cambiano con l'angolo, quindi dai dati non si ricava né che più attività voglia dire più tremore né il contrario.

Resta un'indicazione di direzione che vale la pena conoscere, con quella cautela: ad alcuni angoli più lavoro dei muscoli della scapola accompagna meno tremore dell'omero. È lo stesso ragionamento per cui si insegna a portare la scapola invece di tenere con il braccio, e qui compare come una traccia, non come una prova.

Il registro tiene questo lavoro come una misura di laboratorio su dieci principianti in posizioni statiche, per il confronto fra angoli di elevazione e fra trazione piena e parziale, e non per le correlazioni fra attività muscolare e tremore.

Nel registro

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Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Activation and tremor of the shoulder muscles to the demands of an archery task. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/lin-2010-shoulder-tremor

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