Scheda studio

Stabilità del corpo e tiro: revisione Santos 2025

Relationship Between Shooting Performance and Biomechanical Parameters Associated with Body Stability in Archery: A Systematic Review

João Santos, Joana Barreto, Tiago Atalaia, Pedro Aleixo2025

Citazione

Santos, J., Barreto, J., Atalaia, T., & Aleixo, P. (2025). Relationship Between Shooting Performance and Biomechanical Parameters Associated with Body Stability in Archery: A Systematic Review. Biomechanics, 5(3), 48. https://doi.org/10.3390/biomechanics5030048

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Santos, J., Barreto, J., Atalaia, T., & Aleixo, P. (2025). Relationship Between Shooting Performance and Biomechanical Parameters Associated with Body Stability in Archery: A Systematic Review. Biomechanics, 5(3), 48. https://doi.org/10.3390/biomechanics5030048

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Scheda tecnica

Disegno
Revisione sistematica
Popolazione
Arcieri
Tipo
Revisione sistematica
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Biomechanics

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Una revisione sistematica di sedici studi che hanno messo in relazione la stabilità del corpo con la qualità del tiro. La misura più usata è il centro di pressione, raccolto con pedane di forza in undici studi su sedici.

Tre studi hanno trovato che uno spostamento maggiore del centro di pressione accompagna tiri peggiori, e tre confronti fra livelli hanno trovato gli arcieri meno esperti con spostamenti maggiori, mentre un altro non ha trovato differenze fra i gruppi. Sulla velocità del centro di pressione due studi hanno trovato che più è bassa, meglio si tira; uno non ha trovato nessuna correlazione; uno non ha trovato differenze fra livelli. Sull'area dell'ellisse, uno studio l'ha trovata più piccola nei tiri migliori e uno più grande nel gruppo di livello inferiore.

L'oscillazione dell'arco compare in cinque studi: tre collegano un'oscillazione minore a tiri migliori, due non trovano differenze fra livelli. I sensori su punti anatomici compaiono in tre studi, con risultati che non convergono: l'oscillazione del bacino era minore nel gruppo più forte, quella dello sterno maggiore quando la precisione era minore, e quella della testa non distingueva gli élite dai non élite. Il centro di gravità, che in teoria sarebbe la misura più pertinente, non è stato studiato da nessuno.

Qualche numero dai singoli lavori. Su 39 arcieri élite, la velocità massima del centro di pressione dopo il rilascio correlava con il punteggio a meno 0,80. Su otto partecipanti, la velocità del centro di pressione correlava a 0,80 (p uguale a 0,009) con un indice di precisione nel rilascio avviato dall'arciere. Un confronto fra nove élite (oltre 1150 punti FITA), nove di livello intermedio (fra 1100 e 1150) e nove principianti (sotto 1100) ha dato oscillazione minore negli élite. La conclusione della revisione è che la letteratura non dice quale di questi parametri predica meglio la qualità del tiro.

Come è stato misurato

La revisione segue le indicazioni PRISMA ed è registrata in PROSPERO (CRD42024620566). Sono state interrogate quattro banche dati per i lavori pubblicati fino al 12 luglio 2024, senza limiti di lingua né di data: MEDLINE Complete e CINAHL Complete, più SportDiscus e Cochrane Reviews. Ne sono venuti 217 risultati (125 da MEDLINE, 55 da SportDiscus, 20 da Cochrane, 17 da CINAHL), 188 dopo i doppioni, 27 letti per intero, 10 inclusi. Lo spoglio manuale delle bibliografie ha portato altri 18 testi, di cui 6 inclusi, per un totale di sedici.

Erano ammissibili gli studi che mettevano in relazione la qualità del tiro con il centro di gravità (sistemi ottici o sensori inerziali), il centro di pressione (pedane di forza o di pressione) o l'oscillazione dell'arco, raccolti durante il tiro, più i confronti fra gruppi di livello diverso. Restavano fuori le popolazioni con disabilità, per le differenze nei meccanismi di controllo neuromuscolare, e poi i casi singoli, le revisioni e le tesi.

Due revisori hanno selezionato in modo indipendente, con un terzo a sciogliere i disaccordi; la concordanza fra loro era 0,76 su titoli e abstract, 0,82 sui testi integrali e 0,67 sulla valutazione della qualità. La qualità metodologica è stata giudicata con il Quality Assessment Tool for Quantitative Studies su sei componenti: selezione, disegno, fattori di confusione, mascheramento, metodo di raccolta dei dati, abbandoni. Un articolo è valutato forte se nessuna componente è debole, moderato con una componente debole, debole con due o più. Il risultato: dieci moderati, cinque deboli, uno forte. Tutti e sedici sono trasversali, quindi la componente del disegno è moderata per tutti; il mascheramento è debole in quindici su sedici; la raccolta dei dati è forte in tutti. Niente meta-analisi: disegni, strumenti e misure sono troppo diversi.

Il metodo, spiegato: Posturografia: il centro di pressione

Limiti

Il problema sono i campioni. Degli undici studi che hanno correlato la stabilità con il risultato, soltanto tre superano i venti arcieri e la maggior parte sta sotto dieci; dei sei che confrontano livelli, i gruppi vanno da quattro a sedici persone. Uno degli studi inclusi non riporta affatto quanti partecipanti aveva, né la loro età né il loro sesso.

Tutti e sedici sono trasversali, quindi descrivono chi oscilla meno, non che cosa faccia oscillare meno qualcuno: nessuno ha allenato nessuno. Il verso della relazione resta aperto, e vale la pena dirlo in chiaro. Può essere che un arciere più stabile tiri meglio, e può essere che un tiro che sta andando bene sia più stabile; i dati raccolti durante il tiro non distinguono le due cose.

Gli strumenti non sono confrontabili fra loro: distanze dai 6 ai 70 metri, da tre a cento frecce per arciere, pedane che campionano da 250 a 1000 hertz, e una qualità del tiro definita a volte dal punteggio della singola freccia, a volte dal giudizio dell'arciere e del tecnico, a volte da un totale FITA o da un handicap. Mettere in fila quei risultati è una scelta della revisione, non un dato.

I risultati contrari sono abbastanza numerosi da contare: un confronto fra élite e sub-élite non ha trovato differenze nell'ampiezza né nella velocità dell'oscillazione, uno non ha trovato correlazione fra spostamento e livello, due non hanno trovato differenze nell'oscillazione dell'arco fra livelli, e uno ha concluso che la stabilità posturale non distingueva gli élite dai non élite.

Gli autori dichiarano come limite principale l'uso di quattro sole banche dati, e notano che la maggior parte degli studi inclusi è di qualità moderata e che il mascheramento manca quasi sempre. Il paragrafo pratico della revisione, che raccomanda esercizi di stabilità, propriocezione e biofeedback, non viene dagli studi recensiti: nessuno di quei sedici ha messo alla prova un programma di allenamento.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, la frase che questa revisione sostiene è stretta: nei tiri migliori, e negli arcieri di livello più alto, il centro di pressione si sposta meno, si sposta più lentamente e copre un'area più piccola. Il risultato si ripete su parametri diversi, in laboratori diversi, e in questo senso è solido. Quello che la revisione non sostiene è che allenare la stabilità faccia alzare il punteggio, perché nessuno degli studi inclusi ha allenato niente: sono tutte fotografie, non interventi.

La differenza conta nella pratica, perché decide come si legge una pedana di forza. Una pedana dice se oggi l'arciere oscilla più o meno di ieri; non dice che riducendo l'oscillazione arriveranno i punti. Il verso potrebbe essere l'opposto: un tiro che funziona può produrre meno oscillazione, invece di nascere da meno oscillazione.

Sull'oscillazione dell'arco il quadro è meno chiaro di quanto si creda. Tre studi su cinque la collegano a tiri migliori, due non trovano differenze fra arcieri di livelli diversi. Uno dei due usava un sensore inerziale sulla mano dell'arco, l'altro marcatori su testa, gomito e arco, e nessuno dei due ha visto quello che gli altri tre hanno visto.

La nota più utile per chi legge dati di stabilità è che il parametro con la relazione più forte, nei sedici studi, non è l'oscillazione durante la mira ma la velocità massima del centro di pressione dopo il rilascio, con una correlazione di meno 0,80 sul punteggio in 39 arcieri élite. Quello che succede al corpo dopo che la freccia è partita, in quei dati, dice di più di quello che succede mentre si mira.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Relationship Between Shooting Performance and Biomechanical Parameters Associated with Body Stability in Archery: A Systematic Review. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/santos-2025-body-stability-review

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