Scheda studio

Mira e trazione finale: Edelmann-Nusser 2006

On‐target trajectories and the final pull in archery

Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter2006

Citazione

Edelmann‐Nusser, J., Heller, M., Hofmann, M., & Ganter, N. (2006). On‐target trajectories and the final pull in archery. European Journal of Sport Science, 6(4), 213-222. https://doi.org/10.1080/17461390601012579

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APA

Edelmann‐Nusser, J., Heller, M., Hofmann, M., & Ganter, N. (2006). On‐target trajectories and the final pull in archery. European Journal of Sport Science, 6(4), 213-222. https://doi.org/10.1080/17461390601012579

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
7
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
European Journal of Sport Science

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio guarda insieme due cose che l'arciere fa nello stesso momento: tenere ferma la mira e portare a termine la trazione finale sul clicker. Sette arcieri molto allenati, partecipanti ai mondiali juniores e ai campionati tedeschi, hanno tirato 66 frecce ciascuno a 30 metri indoor, con un sistema ottico fissato al riser che registra il punto di mira e un estensimetro incollato al clicker che ricava le variazioni di allungo.

Il movimento della mira è stato riassunto in una misura che gli autori chiamano hold box: un rettangolo costruito sulla deviazione standard della componente orizzontale e di quella verticale della traiettoria, misurato in punti di punteggio al quadrato. Dentro ciascun arciere l'hold box si rimpicciolisce avvicinandosi al tiro: dalla finestra fra 3 e 2 secondi prima del rilascio a quella fra 2 e 1 a quella dell'ultimo secondo, con una differenza significativa per tutti e sette. L'arciere con il punteggio medio più alto passa da 1,793 a 0,475 a 0,315; quello con il più basso da 1,520 a 0,490 a 0,309. E per tutti e sette, nell'ultimo secondo, l'hold box dei tiri da dieci è significativamente più piccolo di quello dei tiri da otto o meno.

Fra arcieri diversi, invece, non c'è nessuna correlazione fra punteggio medio e ampiezza media dell'hold box. Lo si vede nei numeri: il miglior punteggio medio è 9,31 con un hold box di 0,315, mentre 9,18 corrisponde a 0,295, il valore più piccolo di tutti, e 8,72 corrisponde a 0,309.

Un'altra regolarità vale per tutti: nell'ultimo secondo la larghezza orizzontale dell'hold box è significativamente maggiore dell'altezza verticale. In media va da 0,595 a 0,913 punti in orizzontale contro 0,412 a 0,647 in verticale. La mira, in altre parole, oscilla più di lato che in alto e in basso.

Sulla trazione finale i risultati sono qualitativi. L'arciere con il punteggio più alto portava indietro la freccia in modo regolare e continuo, senza pause; un altro divideva sistematicamente la trazione in due, una parte rapida e poi una lenta, su tutte e 66 le frecce, e con quella particolarità aveva il secondo punteggio. I due arcieri con i punteggi più bassi mostravano le irregolarità più evidenti: uno, nei suoi tre tiri da 5, 6 e 6 punti, interrompeva la trazione quando il clicker era quasi passato e lasciava tornare indietro l'allungo, un fenomeno che in arco si chiama shrinking; l'altro, nei suoi tre tiri da 6, si fermava senza perdere tensione. Per il primo dei due i tre tiri mostrati erano anche quelli con l'hold box più grande dell'ultimo secondo, e togliendo i tiri con trazione irregolare la sua media scendeva da 0,59 a circa 0,45. Per il secondo questo non succedeva.

Come è stato misurato

Gli arcieri erano sette, due uomini e cinque donne fra i 16 e i 19 anni, ciascuno con il proprio arco da gara. Hanno tirato 11 volée da sei frecce senza limite di tempo, a 30 metri indoor, su una visuale da competizione di 80 centimetri divisa in dieci zone concentriche, con l'indicazione di cercare il punteggio massimo. Il punteggio di ogni freccia è stato annotato.

Per il punto di mira è stato adattato un sistema pensato per il tiro a segno, il Noptel ST-2000, che normalmente si monta sulla canna di una carabina: un'unità ottica con trasmettitore e ricevitore a infrarossi che legge la posizione tramite prismi riflettenti fissati attorno al centro del bersaglio, con l'esito inviato al computer a 100 scansioni al secondo. Un fissaggio dedicato, progettato con l'istituto di ricerca sulle attrezzature sportive di Berlino, permette di montarlo sul riser al posto dello stabilizzatore inferiore. Poiché l'asse del sistema non punta al centro del bersaglio, sopra di esso è montato un laser visibile: l'arciere tira tre o quattro frecce con il laser accesso, i prismi vengono fissati attorno al punto di proiezione del laser, a circa 20 centimetri dal centro, poi il laser si spegne e l'errore residuo di posizionamento viene corretto via software confrontando gli impatti reali con quelli calcolati. Nel tiro con l'arco non c'è uno sparo, ma le vibrazioni del riser dopo il distacco della freccia provocano una reazione analoga nel sistema, con un ritardo di 15 millesimi di secondo.

L'hold box è un rettangolo costruito con la deviazione standard delle componenti orizzontale e verticale della traiettoria, e la sua unità di misura è il punto di punteggio al quadrato. Per ogni freccia sono stati calcolati tre hold box, uno per la finestra fra 3 e 2 secondi prima del tiro, uno per quella fra 2 e 1, uno per l'ultimo secondo. Il confronto dentro ciascun arciere fra le tre finestre, e quello fra tiri da dieci e tiri da otto o meno, è stato fatto con il test U di Mann-Whitney; il confronto fra larghezza orizzontale e altezza verticale con il test di Wilcoxon per campioni appaiati. La soglia era il cinque per cento.

Per l'allungo gli autori hanno costruito un sistema nuovo: un estensimetro incollato al clicker, collegato a un amplificatore con un cavo flessibile di quattro metri. Durante la mira il clicker sta solo pochi millimetri dietro la punta della freccia, quindi ogni variazione di allungo cambia la linea di flessione della lamina per via della forma della punta, e dalla flessione, tenendo conto di quella forma, si ricava l'andamento dell'allungo. È un metodo più leggero di quello usato nel 1993 da Leroyer, l'unico lavoro precedente sull'argomento, che fissava un dispositivo elettromeccanico all'impugnatura e al flettente.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro, Il clicker strumentato è la misura dell'allungo, Sensori di forza: impugnatura, corda, dita e pedane

Limiti

La parte sulla mira e la parte sulla trazione finale non hanno la stessa solidità. L'hold box è misurato su tutte le 462 frecce e confrontato con test statistici; la trazione finale è descritta a parole, su una manciata di tiri scelti e mostrati in figura, senza nessun numero riassuntivo e senza nessun test. Gli autori sono espliciti sul perché: non riescono a individuare con precisione l'istante in cui comincia la trazione finale, con un margine che arriva a 0,6 secondi, e per alcuni tiri non riescono a distinguere le oscillazioni dell'allungo durante la mira dall'inizio della trazione. Per questo rinunciano a tabulare quegli istanti e non calcolano hold box dentro la fase di trazione finale.

Da questo dipende il limite della loro conclusione più citata, che una trazione finale regolare e continua sia decisiva per un punteggio alto. Il confronto è fra un arciere, il migliore, e i due peggiori, su sette; i tiri mostrati per i due ultimi sono stati scelti perché a basso punteggio, quindi la coincidenza fra irregolarità e punteggio basso è in parte costruita dalla selezione; e il caso dell'arciere che spezzava sempre la trazione in due e aveva il secondo punteggio più alto mostra che una stessa irregolarità, se ripetuta, convive con un buon risultato. Gli autori lo riconoscono e lo spiegano con l'allenamento, che è un'interpretazione.

Il campione è di sette persone molto allenate ma giovanissime, fra i 16 e i 19 anni, e cinque su sette sono donne: non è un gruppo da cui generalizzare a chi tira con punteggi diversi. La distanza è una sola, 30 metri indoor, lontana dalla distanza olimpica. Il sistema di misura della mira sostituisce lo stabilizzatore inferiore con un'unità ottica, e il clicker con uno strumentato collegato a un cavo di quattro metri: due modifiche all'attrezzatura di cui non viene verificato l'effetto sul tiro. La frequenza di campionamento della traiettoria, 100 letture al secondo, è fine per la mira ma grossolana per quello che succede nell'ultimo decimo.

Infine l'hold box descrive la dispersione del punto di mira, non il punto d'impatto: il legame con il punteggio è stabilito dentro ciascun arciere ed è assente fra arcieri, e gli autori lo dicono chiaramente, che l'arciere con l'hold box più piccolo non è quello con il punteggio più alto. Sulle stesse frecce esiste un secondo articolo degli stessi autori, dedicato all'allungo, elencato nel registro come studio con gli stessi dati.

Cosa vuol dire per chi tira

Il risultato che vale per chi tira è quello dentro il singolo arciere, e va letto con il suo contrario accanto. Nelle stesse mani, nell'ultimo secondo, i tiri da dieci avevano una mira meno mossa dei tiri da otto o meno: vale per tutti e sette gli arcieri misurati. Fra arcieri diversi, però, la stessa misura non dice niente: chi aveva la mira più ferma non era chi faceva più punti. È un avvertimento su un modo di guardare un video o uno schermo: confrontare la propria stabilità con quella di un altro non dà informazione, confrontare i propri tiri fra loro sì.

Il secondo dato è l'andamento nel tempo. L'ampiezza del movimento di mira si riduce da sola avvicinandosi al rilascio, con un salto netto fra i 3-2 secondi e il secondo successivo, e poi un'ulteriore riduzione nell'ultimo secondo, anche nei tiri in cui la trazione finale comincia tardi. Non è quindi una cosa che l'arciere debba aggiungere: è il modo in cui il gesto si stringe da sé mentre i tre compiti (mirare, tirare al clicker, tenere l'arco fermo) si sovrappongono.

Il terzo è l'asimmetria. In tutti e sette la mira oscillava più di lato che in alto e in basso, nell'ultimo secondo come nel precedente per cinque di loro. È una caratteristica della posizione in piedi davanti al bersaglio, non un difetto di qualcuno.

Sulla trazione finale lo studio descrive due comportamenti riconoscibili nei due arcieri con i punteggi più bassi: l'allungo che torna indietro quando il clicker è quasi passato, cioè lo shrinking, e la pausa a tensione costante. Entrambi, nei tiri mostrati, accompagnavano punteggi fra 5 e 6 e, per uno dei due, gli hold box più grandi. Resta un'osservazione su pochi tiri scelti, non una misura: e il terzo comportamento osservato, una trazione sempre spezzata in due da un arciere con il secondo punteggio più alto, serve a ricordare che una particolarità ripetuta è un'altra cosa da un'irregolarità.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: On‐target trajectories and the final pull in archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/edelmann-nusser-2006-target-trajectories

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