In mira l'arco si muove sempre meno man mano che si avvicina il rilascio

3 studi · 21 arcieri misurati

A favoreContestoContro200520102015202020252005, contesto, n = 122006, a favore, n = 72006, contesto, n = 72016, contesto, n = 2
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

La misura che risponde alla domanda viene da sette juniores di livello internazionale, 66 frecce a 30 metri al chiuso, con un sistema ottico fissato al riser che segue dove punta l'arco sul bersaglio. In tutti e sette l'area in cui la mira si muove si restringe secondo dopo secondo: fra 0,85 e 1,79 punti quadrati da tre a due secondi prima del tiro, fra 0,47 e 0,77 nel secondo successivo, fra 0,30 e 0,59 nell'ultimo, e per ogni arciere l'ultimo secondo è il più piccolo. Nell'ultimo secondo la mira è anche più stretta quando la freccia fa dieci che quando fa otto o meno, ma fra un arciere e l'altro la grandezza media dell'area non dice chi tira meglio. Il raccoglimento finale è quindi un tratto di tutti, mentre il percorso con cui ci si arriva è personale: ogni arciere entra sul bersaglio a modo suo, e negli ultimi due secondi i tracciati non hanno più uno schema. Un lavoro dell'anno prima, dodici arcieri a 70 metri con un laser sul riser, non misura quanto si muove l'arco ma trova in alcuni arcieri una mira che negli ultimi decimi prima del rilascio non si è ancora assestata. Sulla domanda in sé resta un solo studio su sette arcieri, a una sola distanza.

Formulata anche come: la mira si assesta; l'arco si ferma prima del rilascio; ultimo secondo di mira; hold box; stabilità della mira prima del tiro

Nella pratica

Si insegna che la mira si costruisce: l'arco entra sul bersaglio, si assesta e nell'ultimo momento si ferma, e che se non si ferma conviene scendere e ricominciare invece di forzare il tiro.

Evidenze

  • 2005
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    12 arcieri universitari di Taiwan, 12 frecce a 70 m con un puntatore laser fissato al riser, seguito nell'ultimo secondo e mezzo prima del rilascio: in 10 arcieri su 12 l'arco oscilla più in orizzontale che in verticale. Per ogni decimo di secondo gli autori correlano dove punta l'arco con dove arriva la freccia, e in alcuni arcieri questa relazione cambia molto proprio negli ultimi decimi, segno per loro di una mira che in quella fase non si è ancora assestata. Non misura se il movimento si riduce avvicinandosi al rilascio, e le correlazioni su dodici frecce sono solo nei grafici, senza valori né test: contesto.

    Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target · Kuo-Bin Lin, Chi-Kuang Hwang

  • 2006
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    7 arcieri juniores del ricurvo di livello internazionale, 66 frecce a 30 m al chiuso, sistema ottico fissato al riser che segue dove punta l'arco sul bersaglio: l'area media in cui la mira si muove (hold box) è fra 0,852 e 1,793 punti quadrati fra 3 e 2 secondi prima del tiro, fra 0,469 e 0,771 fra 2 e 1 secondo, fra 0,295 e 0,592 nell'ultimo secondo; per ogni arciere l'ultimo secondo è significativamente più piccolo dei due precedenti.

    On‐target trajectories and the final pull in archery · Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter

  • 2006
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Negli stessi 7 arcieri l'area dell'ultimo secondo è significativamente più piccola nelle frecce da dieci che in quelle da otto o meno, dentro ogni arciere; fra arcieri, invece, la grandezza media dell'area non si correla con il punteggio medio. Nei secondi lontani dal tiro le differenze fra un arciere e l'altro sono più ampie che nell'ultimo.

    On‐target trajectories and the final pull in archery · Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter

  • 2006
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Circa 3 secondi prima del tiro la traiettoria sta in genere dentro il 7, e ogni arciere entra sul bersaglio con un percorso riconoscibile: uno, per esempio, parte sempre dal basso a sinistra e poi scorre al centro e a destra. Negli ultimi 2 secondi non c'è più nessuno schema tipico, nemmeno nello stesso arciere.

    On‐target trajectories and the final pull in archery · Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter

  • 2016
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    2 arcieri universitari del ricurvo, 18 frecce ciascuno a 70 m, accelerometri a circa 15 Hz su entrambe le braccia: all'ancoraggio il braccio dell'arco scende in modo marcato e quello della corda sale, poi entrambi si stabilizzano in mira. Tempo di mira 4,2 secondi nelle frecce da 1 a 4, 3,0 in quelle da 5 a 7 e 2,9 in quelle da 8 a 10. Nessuna statistica inferenziale.

    Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score · Zahari Taha, Jessnor Arif Mat-Jizat, Syed Faris Syed Omar, Edin Suwarganda

Storia dello stato

  1. 2005 Non studiato Il primo studio che segue l'arco negli ultimi istanti prima del rilascio non risponde ancora alla domanda. Dodici arcieri universitari di Taiwan tirano a 70 metri con un laser sul riser, e gli autori guardano l'ultimo secondo e mezzo per capire se la direzione in cui punta l'arco anticipa quella in cui arriva la freccia. In alcuni arcieri quel legame cambia molto proprio negli ultimi decimi, segno per gli autori di una mira che non si è ancora assestata, ma nessuno misura se il movimento si riduca avvicinandosi al rilascio, e le correlazioni su dodici frecce stanno solo nei grafici. È contesto: se l'arco si muova sempre meno resta da studiare.
  2. 2006 Riportato Sette juniores di livello internazionale, tutti in gara ai Mondiali giovanili, tirano 66 frecce ciascuno a 30 metri, con un sistema ottico fissato al riser che segue dove punta l'arco sul bersaglio. L'area in cui la mira si muove si restringe secondo dopo secondo: fra 0,85 e 1,79 punti quadrati da tre a due secondi prima del tiro, fra 0,47 e 0,77 nel secondo dopo, fra 0,30 e 0,59 nell'ultimo, e per ogni arciere l'ultimo secondo è significativamente il più piccolo. Nell'ultimo secondo l'area è anche più piccola nelle frecce da dieci che in quelle da otto o meno. Ogni arciere entra sul bersaglio con un percorso suo, ma negli ultimi due secondi i tracciati non hanno più schemi ripetibili. Un solo studio, su sette arcieri: riportato.
  3. 2016 Riportato Due arcieri universitari malesi, 18 frecce ciascuno a 70 metri, con un accelerometro su ogni braccio: all'ancoraggio il braccio dell'arco scende e quello della corda sale in modo marcato, e solo dopo entrambi si stabilizzano nella fase di mira. Nelle frecce migliori la mira è anche più corta, 2,9 secondi contro 4,2 in quelle basse. È lo stesso andamento visto dieci anni prima, letto su due arcieri, a circa 15 hertz e senza statistica, e misura le braccia e non il punto di mira: lo stato resta riportato.

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Gli studi descrivono gruppi di arcieri: quanto il risultato valga per il tuo tiro lo dicono i tuoi numeri.

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APA

Campagna, M. (2026). In mira l'arco si muove sempre meno man mano che si avvicina il rilascio (Versione 2). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/tecnica/stabilizzazione-mira-ultimo-secondo

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