Scheda studio

Movimento delle braccia e punteggio: Taha 2016

Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score

Zahari Taha, Jessnor Arif Mat-Jizat, Syed Faris Syed Omar, Edin Suwarganda2016

Citazione

Taha, Z., Mat-Jizat, J. A., Omar, S. F. S., & Suwarganda, E. (2016). Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score. Procedia Engineering, 147, 145-150. https://doi.org/10.1016/j.proeng.2016.06.204

Cita lo studio
APA

Taha, Z., Mat-Jizat, J. A., Omar, S. F. S., & Suwarganda, E. (2016). Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score. Procedia Engineering, 147, 145-150. https://doi.org/10.1016/j.proeng.2016.06.204

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Scheda tecnica

Disegno
Serie di casi
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
2
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Procedia Engineering

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Due arcieri universitari malesi di ricurvo, entrambi destrimani, hanno tirato 18 frecce ciascuno a 70 metri con un piccolo accelerometro legato a ogni braccio. Dall'accelerazione gli autori hanno ricavato lo spostamento delle braccia e l'hanno messo a confronto con il punteggio delle singole frecce, divise in tre gruppi: basse (da 1 a 4), medie (da 5 a 7) e alte (da 8 a 10).

Le 36 frecce si distribuivano così: 8 basse, 13 medie e 15 alte, con 4 dieci. Il tempo di mira si accorciava salendo di punteggio: 4,2 secondi in media nelle frecce basse, 3,0 nelle medie e 2,9 nelle alte, con una deviazione standard di 1,4, 1,4 e 0,4. Al rilascio lo spostamento massimo del braccio dell'arco lungo l'asse avanti e indietro era di 0,029 metri nelle frecce basse e di 0,014 in quelle alte, mentre quello del braccio della corda andava al contrario, da 0,013 a 0,033.

Confrontando i dieci e i tre di uno solo dei due arcieri, gli autori descrivono traiettorie delle braccia simili nell'insieme, con un movimento più ampio al rilascio e un braccio dell'arco più fermo in mira nelle frecce da dieci. Ne concludono che un movimento ampio del braccio dell'arco sul piano orizzontale al momento del rilascio, e una mira più lunga, possano portare a punteggi più bassi.

Come è stato misurato

Gli accelerometri, costruiti per lo studio, erano fissati alle due braccia e trasmettevano i dati via Bluetooth a circa 15 campioni al secondo. Lo spostamento è stato ottenuto integrando due volte l'accelerazione. Gli arcieri, di circa 70 kg e 170 cm, con almeno un anno di gare universitarie, tiravano tre volée da sei frecce a 70 metri, e per ogni freccia sono stati annotati punteggio e posizione sul bersaglio. L'inizio della mira è stato riconosciuto dal momento in cui il segnale delle braccia si stabilizzava dopo l'ancoraggio, il rilascio dal movimento improvviso su tutti e tre gli assi. Per ogni gruppo di punteggio sono stati calcolati la media e la deviazione standard dello spostamento massimo al rilascio e del tempo di mira; non è riportato nessun test statistico.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro

Limiti

Il limite decisivo è la frequenza di campionamento. A 15 campioni al secondo passano circa 67 millesimi tra una misura e l'altra, mentre il rilascio e la spinta della corda sulla freccia durano una ventina di millesimi: il momento del rilascio cade tra due campioni e i valori di spostamento in quell'istante non sono affidabili. A questo si aggiunge l'integrazione doppia dell'accelerazione, che accumula errori molto in fretta.

Il campione è di due arcieri e 36 frecce, e il confronto più dettagliato, tra i dieci e i tre, riguarda un solo arciere. Gli autori scrivono più volte «significativamente» senza riportare alcun test, e nella tabella le deviazioni standard sono spesso più grandi delle medie. Alcuni valori non seguono la lettura data nel testo: lungo un altro asse il braccio dell'arco si muove 0,068 metri nelle frecce basse, 0,011 nelle medie e 0,092 nelle alte, che il testo descrive come risultati molto simili. Anche le categorie cambiano tra il riassunto (basse da 1 a 3) e il corpo dell'articolo (da 1 a 4).

Le spiegazioni proposte, come la fatica del braccio dell'arco o l'arco che si inclina, non sono state misurate.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira questo studio non cambia niente. L'idea che un braccio dell'arco stabile e una mira non troppo lunga vadano con frecce migliori è diffusa tra arcieri e allenatori, ma qui viene da due arcieri, senza statistica e con uno strumento troppo lento per vedere il rilascio.

L'unico spunto è tecnico: sensori economici legati alle braccia possono distinguere a grandi linee le fasi del tiro, come l'ancoraggio, la mira e il rilascio. Per misurare che cosa succede nell'istante del rilascio servono però frequenze di campionamento molto più alte.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/taha-2016-hands-movement-score

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