Scheda studio
Infortuni negli arcieri di ricurvo: Niestroj 2018
Acute and Overuse Injuries in Elite Archers
Citazione
Niestroj, C. K., Schöffl, V., & Küpper, T. (2018). Acute and Overuse Injuries in Elite Archers. The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness, 58(7-8), 1063-1070. https://doi.org/10.23736/s0022-4707.17.07828-8
DOI: 10.23736/s0022-4707.17.07828-8
Cita lo studio
Niestroj, C. K., Schöffl, V., & Küpper, T. (2018). Acute and Overuse Injuries in Elite Archers. The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness, 58(7-8), 1063-1070. https://doi.org/10.23736/s0022-4707.17.07828-8
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author = {Niestroj, Claudia K. and Schöffl, Volker and Küpper, Thomas},
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pages = {1063--1070},
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio di coorte
- Popolazione
- Arcieri
- Numero di soggetti
- 62
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Sessantadue arcieri di ricurvo, interrogati con un questionario durante due gare del 2012, hanno riferito 52 disturbi da sovraccarico e 6 infortuni acuti nel corso di tutta la loro carriera. Quaranta venivano dai campionati tedeschi al chiuso di Solingen, 22 dai campionati europei all'aperto di Amsterdam, e in tutto erano di otto nazioni.
Trentasei arcieri su 62, il 59%, avevano avuto almeno un disturbo da sovraccarico, ma i due gruppi erano lontani: 28 arcieri del campionato tedesco (71,8%) contro 8 dell'europeo (36,4%), con p uguale a 0,007. Anche chi faceva parte di una squadra strutturata, nazionale o regionale, ne aveva avuti meno (p uguale a 0,006). I disturbi stavano per più della metà nella spalla (52,9%), e in quasi due casi su tre nella spalla del braccio che traziona (64,7%); al secondo posto il braccio (23,5%), soprattutto quello dell'arco (66,7%), con il gomito come sede abituale. Schiena, mano e collo valevano il 5,9% ciascuno e le dita il 3,9%. Nel gruppo europeo i disturbi erano solo di spalla (88,9%) e braccio (11,1%). Due terzi abbondanti riguardavano tendini, legamenti e articolazioni (67,9%), e quasi nessuno era grave: il 62% al primo grado della scala UIAA, quello che non richiede cure, il 30% al secondo.
Gli infortuni acuti sono un'altra storia. Li hanno riferiti cinque arcieri, tutti del campionato tedesco, uno dei quali due volte. Stavano nel braccio in quattro casi su sei (66,7%), nella mano e nella testa una volta ciascuno, e nell'83,3% dei casi la causa era un pezzo che si rompeva durante il tiro, arco, freccia o corda. Tutti quelli al braccio erano ematomi, quello alla mano un taglio da una freccia spezzata, e nessuno andava oltre il primo grado.
I due gruppi si allenavano in modo diverso: 2,8 sedute a settimana con 108,1 frecce ciascuna al campionato tedesco, 5,1 sedute con 160,3 frecce all'europeo, cioè 274 frecce a settimana contro 697; il libbraggio dichiarato era di 38,5 libbre (17,4 kg) contro 42,9 (19,5 kg), con p uguale a 0,003, e gli anni di pratica 11,8 contro 15,7 (p uguale a 0,061). Gli autori calcolano un tasso complessivo di 0,00536 infortuni ogni mille ore di pratica (0,0048 da sovraccarico e 0,00056 acuti), con 0,0084 nel gruppo tedesco e 0,0012 nell'europeo, e lo confrontano con l'arrampicata indoor (da 0,027 a 0,079) e il surf (0,41).
Come è stato misurato
Lo studio è retrospettivo e si regge su un questionario, di 18 pagine nella versione tedesca e 28 in quella per l'europeo, tradotta in inglese e francese da madrelingua. Gli arcieri lo compilavano nelle pause della gara: una giornata a Solingen, una settimana ad Amsterdam. È stato ammesso solo il ricurvo.
Le domande raccoglievano i dati personali, il libbraggio, l'intensità dell'allenamento (frecce per seduta e sedute a settimana), l'esperienza agonistica e ogni infortunio acuto o da sovraccarico dell'intera carriera, con sede, tipo, conseguenze e, per quelli acuti, le circostanze. Un disturbo da sovraccarico è definito come un danno comparso senza causa esterna, un infortunio acuto come un danno dovuto a un evento improvviso. Per entrare nel conteggio doveva aver portato almeno una conseguenza: una cura medica, della fisioterapia, un ricovero o un'assenza dal lavoro. La gravità è stata classificata con la scala UIAA, che va da 0 (nessun danno) a 6 (morte immediata). I confronti fra i due gruppi sono stati fatti con test non parametrici, chi quadro e test di Fisher, con p sotto 0,05 come soglia e la fascia fra 0,05 e 0,1 letta come tendenza. Lo studio è stato approvato dalla commissione etica della RWTH di Aquisgrana (EK 031/12).
Le ore di pratica non sono state misurate ma ricostruite: dalla frequenza degli allenamenti, dalle frecce per seduta e dagli anni di pratica di ciascuno, usando il ritmo di gara di quattro minuti per sei frecce. Da questo calcolo esce un totale di 10.818.080 ore di tiro per i 62 partecipanti, ed è dividendo per quel numero che i 58 infortuni diventano un tasso per mille ore.
Il metodo, spiegato: Come si contano gli infortuni: questionari e registri
Limiti
Gli autori elencano i limiti del disegno: una carriera intera ricostruita a memoria, nessuna conversazione con gli atleti per controllare le risposte, nessuna visita ortopedica né immagini a confermare le diagnosi che gli arcieri riferivano, e una differenza di età fra i due gruppi (i partecipanti tedeschi erano significativamente più anziani) senza un gruppo di non atleti della stessa età con cui confrontarsi.
Resta un problema più grosso, che il testo non affronta. Sessantadue arcieri con circa tredici anni di pratica a testa non possono accumulare 10.818.080 ore: farebbero quasi 175.000 ore ciascuno, più di vent'anni di tiro ininterrotto giorno e notte. Con i ritmi di allenamento dichiarati nell'articolo stesso, circa 420 frecce a settimana e quaranta frecce all'ora, il totale sta nell'ordine di alcune centinaia di migliaia di ore, e il tasso verrebbe intorno a un decimo di infortunio ogni mille ore invece di cinque millesimi. Il confronto con l'arrampicata e il surf poggia su quel denominatore, quindi non regge così com'è.
C'è poi un problema di chi è stato misurato: i partecipanti sono arcieri in gara a un campionato, cioè quelli che non si sono fermati. Gli autori lo riconoscono e lo chiamano effetto del lavoratore sano. E il tasso mette insieme due finestre temporali diverse, perché conta gli infortuni di tutta la carriera sulle ore stimate con il volume di allenamento attuale.
L'idea che la tecnica protegga, che è la conclusione dell'articolo, non è un risultato misurato: nessuno ha valutato la tecnica di nessuno, e il gruppo europeo, che tirava il doppio delle frecce con quattro libbre in più, riferiva meno disturbi, il che va contro il volume e il libbraggio come cause principali. Infine, i numeri riguardano solo il ricurvo.
Cosa vuol dire per chi tira
Per chi tira, la parte concreta è la mappa. Dei disturbi da sovraccarico riferiti, poco più della metà stava nella spalla, e in due casi su tre nella spalla che traziona; al secondo posto il braccio, soprattutto quello dell'arco, con il gomito come sede tipica. Mano, dita, collo e schiena erano rari. Quasi nessuno era grave, e quasi tutti gli arcieri dicevano di essere guariti del tutto.
Gli infortuni acuti stanno in un mondo a parte: cinque persone su 62, e quasi sempre un pezzo che cedeva durante il tiro, con la corda che poi prendeva l'avambraccio. Gli unici consigli che ne discendono direttamente sono quelli sull'attrezzatura controllata prima e dopo, e sul parabraccio, che del resto in gara lo portano tutti.
Il resto di quello che l'articolo raccomanda (tecnica curata, forza anche del tronco, libbraggio scelto sulla corporatura) è la lettura che gli autori danno dei numeri, non qualcosa che lo studio abbia messo alla prova. Vale la pena saperlo prima di ripeterlo.
Un dato però cambia una convinzione diffusa: in questo campione il gruppo che tirava di più, con archi più pesanti, riferiva meno disturbi, non di più. Volume e libbraggio, da soli, non hanno separato chi si era fatto male da chi no. E sul rischio complessivo, qualunque sia il numero esatto, il senso della misura regge: su tutta una carriera di allenamento quotidiano, 62 arcieri di buon livello hanno messo insieme sei infortuni acuti, tutti lievi.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- ContestatoGli anni di pratica, da soli, non dicono il livello dell'arciere (a favore)
- ContestatoGli anni di pratica dicono quanto è bravo un arciere (contro)
- ContestatoIl tiro con l'arco è uno sport a basso rischio di infortuni (a favore)
- RiportatoMetà dei giovani arcieri d'élite tira con un dolore che dura da mesi (contesto)
- ContestatoNegli arcieri l'età non si associa a più infortuni da sovraccarico (a favore)
- ContestatoPiù giorni di allenamento a settimana si associano a più infortuni da sovraccarico (contro)
- RiportatoQuando all'arciere fa male il gomito, il punto più colpito è il lato esterno (a favore)
- ContestatoGli infortuni acuti del tiro con l'arco colpiscono soprattutto dita e mano (contro)
- ContestatoGli arcieri di vertice tirano libbraggi moderati, fra le trenta e le quaranta libbre (contro)
- ContestatoGli arcieri di livello più alto tirano con qualche libbra in più degli altri (a favore)
- RiportatoUn libbraggio più alto porta a punteggi più alti (contesto)
- RiportatoGli arcieri di livello più alto e inseriti in una squadra riportano meno infortuni da sovraccarico (a favore, contesto)
- Non studiatoIl rinforzo della cuffia dei rotatori previene gli infortuni alla spalla nell'arciere (contesto)
- RiportatoNel tiro con l'arco la spalla è la sede più frequente degli infortuni da sovraccarico (a favore, contesto)
- RiportatoGli arcieri di livello più alto si allenano più degli altri (a favore)
- Non studiatoLe frecce settimanali vanno aumentate al massimo del 10% alla volta (contesto)
Articoli che lo usano
- Mi fa male la spalla quando tiro: che cosa dicono i numeri sugli arcieri
- Libbraggio e punteggio negli studi: quante libbre servono per fare punti?
- Da che età si inizia con il tiro con l'arco? Il bambino non è un piccolo adulto
- Quante frecce alla settimana: quello che la ricerca dice sul volume di allenamento
Filone di ricerca
Popolazione e disciplina
È citato nel registro da
- 2026Systematic Review of Exercise Interventions in Archery: Injury Management and Performance Outcomes
- 2024Exploring injury assessment using motion tracking technology and ergonomic tools in archery performance
- 2022Specifičnosti povreda u streličarstvu
- 2021Epidemiology of Musculoskeletal Injuries in Adult Athletes: A Scoping Review
- 2020Effects of Lower Trapezius Strengthening Exercise on Shoulder Pain, Function and Archery Performance in Elite Archers
Stesso filone
- 2018An 8-week scapular stabilization exercise program in an elite archer with scapular dyskinesis presenting joint noise: A case report with one-year follow-up
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- 2026Systematic Review of Exercise Interventions in Archery: Injury Management and Performance Outcomes
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Acute and Overuse Injuries in Elite Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/niestroj-2018-injuries-elite-archers
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author = {Campagna, Matteo},
title = {Scheda studio: Acute and Overuse Injuries in Elite Archers},
year = {2026},
howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
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note = {consultato il 2026-10-16}
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