Prima o poi ogni arciere fa il conto: «Ho chiuso le settantadue frecce a settanta metri con 580 punti: è tanto o è poco, e a che livello corrisponde?» Sul campo la risposta più diffusa è un numero solo, i nove punti per freccia dei migliori al mondo, e chi lo prende come metro esce quasi sempre dal confronto con l'idea di essere lontanissimo. Gli studi che hanno misurato arcieri di livello diverso permettono di costruire una scala più completa, dal primo corso fino alla nazionale, e di vedere anche quanto poco quel nove sia un pavimento per chi sta in cima.

Un limite va detto subito, perché torna in tutto l'articolo: nessuno di questi numeri viene da una raccolta pensata per fare una scala. Quasi sempre il punteggio è la descrizione del campione in uno studio che misurava altro, la forza, l'ansia, i muscoli del rilascio, e ogni gruppo ha tirato con la sua distanza, la sua visuale e il suo numero di frecce. La scala, quindi, si ricostruisce a mosaico, un pezzo alla volta, e i pezzi non combaciano mai alla perfezione.

Perché ragionare in punti per freccia

Il punteggio medio per freccia è il totale diviso per il numero di frecce: 580 su 72 fa circa 8,06. Il vantaggio è che mette sulla stessa scala prove di lunghezza diversa, una volée da sei, una prova da 36 frecce, una qualifica da 72, il vecchio round FITA da 144 frecce su quattro distanze. Quello che non fa è rendere confrontabili distanze e visuali diverse, perché otto punti per freccia a diciotto metri sulla visuale da 40 centimetri e otto a settanta metri sulla 122 non descrivono lo stesso arciere.

Con questa avvertenza, il registro dà come riportato che il punteggio medio per freccia dica a che livello sta un arciere. Le misure sono tante e si mettono nell'ordine atteso: si va dai ragazzi di scuola media che dopo il corso base fanno meno di tre punti per freccia a dieci metri, e dagli studenti universitari che dopo sedici ore di corso stanno fra 3,7 e 4,6 sulla stessa distanza, fino agli agonisti di Hong Kong che su una qualifica da 72 frecce all'aperto chiudono attorno ai 625 punti su 720, cioè a circa 8,7. Le prove dirette, invece, sono poche. I due studi che confrontano livelli diversi dentro lo stesso campione li definiscono con il punteggio stesso, per cui che i gruppi si separino è scontato, e nessuno ha seguito gli stessi arcieri mentre cambiavano livello. Lo stato si ferma quindi a riportato, e il numero va letto per quello che è: dice dove sta un gruppo in quelle condizioni, non una graduatoria che valga per tutti.

Il vertice a settanta metri

Sul nove il registro è più sicuro. Che a settanta metri un arciere di vertice faccia circa nove punti per freccia è corroborato, perché campioni che non hanno niente in comune cadono nella stessa fascia stretta, fra 8,65 e 9,14. Otto universitari coreani con otto-quattordici anni di pratica fanno 9,12 di media su dodici frecce a testa. Tre arcieri della nazionale malese, misurati freccia per freccia in allenamento, stanno a 8,93, 8,86 e 9,14. L'arciere di riferimento di uno studio sul modo di registrare i punteggi chiude settantadue frecce con 649 punti, cioè 9,01, e trentuno arcieri d'élite coreani di università e liceo, su quindici frecce, stanno fra 8,65 e 8,86.

Dall'alto delle classifiche arriva la stessa fascia. Ai Mondiali all'aperto del 2007 il campione del ricurvo vinceva i suoi match da dodici frecce con punteggi fra 109 e 115 su 120, sopra i nove per freccia, e negli scontri diretti di 120 gare fra il 2013 e il 2019, letti dai risultati ufficiali, la media nei set è di 9,15. Quest'ultimo numero mescola ricurvo e compound e prende solo i match finiti allo spareggio, quindi nel registro vale come contesto.

Prima di usare il nove come metro servono due avvertenze. La prima riguarda le dimensioni: i campioni vanno da uno a trentuno arcieri, con poche decine di frecce a testa e spesso in allenamento invece che in gara. La seconda conta di più, perché nove punti per freccia è il livello di chi sta in nazionale e non quello che si vede in una società sportiva. La figura qui sotto mette in fila undici gruppi misurati a settanta metri, vertice compreso: non sono tutti quelli del registro, ma coprono la scala dalla prima divisione cipriota alla nazionale.

FIG · 01 La scala a settanta metri, a mosaico Punti medi per freccia · un gruppo per riga, con il numero di arcieri studi sul vertice altri gruppi 7 7,5 8 8,5 9 9,5 Prima divisione, Cipro · 10 7,64 7,64 Giappone, gruppo principianti · 10 7,74 7,74 Livello statale, Malesia · 44 7,97 7,97 Giappone, gruppo pre-élite · 10 8,24 8,24 Universitari agonisti, Taiwan · 23 8,52 8,52 Sub-élite 13-14 anni, Indonesia · 18 8,61 8,61 Élite, Corea · 31 8,65 8,86 8,65-8,86 Giappone, gruppo élite · 10 8,79 8,79 Nazionale, Malesia · 3 8,86 8,93 9,14 8,86-9,14 Un arciere di riferimento · 1 9,01 9,01 Universitari esperti, Corea · 8 9,12 9,12 nove punti per freccia
Fig. 01 Ogni riga è un gruppo di arcieri misurato a settanta metri, e il numero dopo il paese è quello degli arcieri; le righe vengono da studi diversi, tranne le tre giapponesi, che vengono dallo stesso. Dove un gruppo ha più valori, per esempio due gruppi dello stesso studio o tre arcieri misurati uno alla volta, la riga li unisce con un segmento. In oro i quattro studi che il registro usa per i nove punti del vertice; il quinto, sui match dei Mondiali 2007, non è nella figura perché dà punteggi di match. I gruppi hanno tirato da dodici a settantadue frecce a testa, in condizioni che cambiano da uno studio all'altro e spesso in allenamento, per cui la figura ordina i livelli ma non va letta come una tabella ufficiale. I valori per freccia sono il totale diviso per il numero di frecce; per il gruppo cipriota è la prova tirata da idratati. Il campione giapponese è diviso in tre livelli secondo il punteggio stesso.

Gli agonisti degli studi stanno intorno al sette

Quando gli studi misurano arcieri che gareggiano senza essere di vertice, il numero scende parecchio. Il registro dà come corroborato che negli studi su arcieri agonisti il punteggio medio per freccia stia intorno a sette punti e non a nove: sei campioni indipendenti, in cinque paesi, stanno fra 5,9 e 7,65. Il più completo è un gruppo di sessanta arcieri indiani di quattro accademie, con almeno tre anni di pratica e gare nazionali alle spalle, che su settantadue frecce con il regolamento World Archery parte da circa 7,4 per freccia. Dieci arcieri brasiliani con esperienza di gara fanno circa 7,2 in una gara indoor simulata di sessanta frecce a diciotto metri, trentotto agonisti indonesiani di club stanno fra 7,0 e 7,1, venti universitari indonesiani hanno un mediano di 7,65 su settantadue frecce a trenta metri, e dodici universitari turchi del ricurvo, con sei anni e mezzo di pratica, fanno 6,6 su trenta frecce al chiuso.

Il valore più basso della serie, 5,9 per freccia in arcieri compound di livello nazionale a diciotto metri, è anche quello di cui fidarsi meno, perché per quella divisione a quella distanza è difficile da spiegare. Il più alto fra i campioni raccolti su questa domanda, 8,75 in juniores indonesiani a trenta metri, viene da uno dei formati più facili e resta comunque sotto il nove. Anche i due gruppi della figura che gareggiano senza essere di vertice, gli universitari di Taiwan e i giovani di sub-élite indonesiani, stanno sotto il nove, pur oltre l'8,5. Questi numeri non si confrontano fra loro alla virgola; quello che regge è la seconda metà della frase, cioè che chi gareggia senza stare in nazionale, negli studi, non sta a nove.

Uno di questi campioni aggiunge un dato che chi si allena da solo dovrebbe conoscere. Nei trentotto agonisti indonesiani la deviazione standard fra le frecce dello stesso arciere è di 2,4 e 2,5 punti nei due gruppi: a quel livello la singola freccia oscilla di più di due punti intorno alla media, e per questo una volée da sola dice poco del livello di chi l'ha tirata.

Il gradino fra club e nazionale

Fra la fascia intorno al sette e quella intorno al nove c'è un gradino che alcuni studi più vecchi hanno misurato sul round FITA. Il registro dà come corroborato che fra un arciere di club e uno di nazionale ci siano circa centocinquanta punti su quel round. Il confronto più ampio viene da arcieri statunitensi del ricurvo, dilettanti, misurati fra il 1982 e il 1984 e divisi in quattro gruppi: medie annuali di 1272 punti al livello mondiale, 1221 al livello nazionale e universitario alto, 1157 all'universitario e 1054 nel gruppo più debole, con dispersioni che crescono scendendo di livello. Due campioni turchi indipendenti ritrovano lo stesso salto. Nel primo gli arcieri di nazionale fanno 1296 e 1322 punti nei due sessi, contro 1157 e 1147 dei principianti di club, con circa il doppio degli anni di allenamento; nel secondo il confronto è 1303 contro 1152, e lo stesso lavoro dà anche l'estremo basso della scala, studenti a 288 punti dopo otto settimane di corso.

GruppoPunti su 1440Per freccia
Stati Uniti, livello mondiale (1982-1984)12728,83
Stati Uniti, nazionale e universitario alto12218,48
Stati Uniti, universitario11578,03
Stati Uniti, gruppo più debole10547,32
Turchia, nazionale13039,05
Turchia, principianti di club11528,00
Turchia, studenti dopo otto settimane di corso2882,00

Il punteggio per freccia della tabella è il totale diviso per 144 e mescola quattro distanze, dalla più lunga alla più corta, per cui sta più in alto di quello che lo stesso arciere farebbe a settanta metri. Il gradino di centocinquanta punti vale così circa un punto per freccia, ed è il passaggio da un arciere che sul round sta intorno all'otto a uno che sta intorno al nove. Va letto come un ordine di grandezza e non come una conversione, perché viene da epoche e formati diversi e da gruppi descritti di passaggio in studi nati per misurare altro.

Il gradino si vede anche più in basso. Fra adolescenti misurati in una gara indoor reale, chi aveva circa quattro anni di pratica faceva più punti per freccia di chi ne aveva meno di uno, con una differenza netta; l'appartenenza all'uno o all'altro gruppo, però, spiegava circa un quarto della variabilità dei punteggi, il che dice che il livello non è tutto. Dentro uno stesso campione, poi, le distanze restano ampie. Trenta arcieri giapponesi di liceo e università, divisi in tre gruppi secondo la classifica su settantadue frecce a settanta metri, stanno a 633, 593 e 557,5 punti, i tre punti giapponesi della figura, e i gruppi differiscono anche per età e anni di allenamento. Perfino dentro una sola selezione la forbice è larga: in una selezione nazionale coreana sui cinquanta metri, le arciere fra il primo e il decimo posto chiudono trentasei frecce con 339,5 punti su 360, quelle fra il ventesimo e il trentesimo con 323,3: sedici punti di distanza fra arciere che hanno tutte almeno dieci anni di pratica.

Al vertice la maggior parte delle frecce non è un dieci

Una media di nove non vuol dire nove a ogni freccia, e tanto meno dieci quasi sempre. Il registro dà come corroborato che anche in gara ai massimi livelli la maggior parte delle frecce non sia un dieci, e i conteggi che lo sostengono sono fra i più grandi della bibliografia. Nelle qualifiche all'aperto di oltre tremila arcieri professionisti cinesi, fra il 2010 e il 2016, il punteggio medio per freccia è 7,91 e una freccia su cinque, il 20,7%, finisce nel dieci; sono i numeri della versione di lavoro dello studio, l'unica ad accesso aperto. Negli scontri diretti del ricurvo ai Giochi olimpici dal 2012 al 2020, al Mondiale 2021 e al Gran Premio europeo 2021, su 6.374 serie di tre frecce, le prime due frecce sono entrambe dieci solo nel 13,0% dei casi, mentre nel 48,9% nessuna delle due lo è, e l'ultima freccia della serie vale in media 8,25. In otto arcieri francesi di alto livello, 549 frecce a settanta metri, i dieci sono il 30,2%, i nove il 40,1% e le frecce da otto o meno il 29,7%.

FIG · 02 Che cosa vale una freccia al vertice Quota di frecce per punteggio, in percentuale sulle frecce di ciascun gruppo dieci nove otto o meno Otto arcieri francesi di alto livello · 70 m all'aperto · 549 frecce dieci: 30,2% 30,2% nove: 40,1% 40,1% otto o meno: 29,7% 29,7% Un arciere della nazionale malese · 70 m in allenamento · 29 frecce dieci: 31,0% 31,0% nove: 41,4% 41,4% otto o meno: 27,6% 27,6% Sette arcieri d'élite indiani · 18 m al chiuso · 210 frecce dieci: 55,7% 55,7% nove: 41,0% 41,0% otto o meno: 3,3% 3,3%
Fig. 02 Ogni barra divide le frecce di un gruppo fra dieci, nove e otto o meno. Le prime due vengono da arcieri a settanta metri all'aperto e si somigliano molto, pur essendo misurate in paesi e anni diversi; la terza mescola quattro arcieri del compound e tre del ricurvo, a diciotto metri al chiuso e su trenta frecce a testa, ed è il gruppo in cui nessuna freccia è scesa sotto l'otto. Il conteggio dell'arciere malese è ricavato dalla tabella dello studio, che dà nove dieci, dodici nove, cinque otto e tre sette.

Il gruppo francese mostra anche quanto la quota di dieci cambi fra arcieri dello stesso livello: da sette a trentadue su circa settantadue frecce. Una ragione fisica c'è, e la misura un solo studio. Un arciere di gara ripreso ad alta velocità in palestra, senza vento, a cinquantacinque metri, aveva una deviazione standard verticale sul bersaglio di 107 e 108 millimetri con due frecce dello stesso modello, mentre il dieci a settanta metri ha un diametro di 122 millimetri. La rosata è dunque già larga quanto l'anello che si vorrebbe centrare, e il dieci non si ripete a volontà, a nessun livello. Il motivo per cui il gruppo si apre con la distanza ha un articolo a parte.

La freccia lontana dal centro

Più delicata è la coda opposta, la freccia che finisce molto fuori. Qui il registro è diviso: che anche gli arcieri di vertice mettano qualche freccia lontana dal centro è contestato. Quasi tutti gli studi che riportano le singole frecce di arcieri di alto livello la trovano. In quattro arcieri d'élite australiani, a trenta metri sulla visuale da 60 centimetri, una freccia su otto valeva da cinque a sette punti ed era giudicata cattiva sia dall'arciere sia dall'allenatore. In sei arcieri di una squadra nazionale belga, novanta frecce a testa a diciotto metri, il migliore non ha messo nessun sei né sette, il più debole un sei e quattordici sette. Negli scontri diretti registrati da World Archery dal 2013 al 2019, infine, la freccia di spareggio peggiore vale un punto, su una media di 9,09.

Uno studio però va dall'altra parte. Sette arcieri d'élite indiani, su 210 frecce al chiuso a diciotto metri, non sono mai scesi sotto l'otto: è il terzo gruppo della figura. Lo studio è piccolo, conta trenta frecce a testa a una distanza corta ed è uscito in una rivista regionale, ma è un risultato contrario su arcieri, e con la lettura prudente del registro basta a tenere lo stato su contestato. Quanto spesso capiti una freccia lontana a un arciere di un certo livello, su round interi e in gara, non l'ha ancora contato nessuno.

Dove si ferma la ricerca

Il quadro ha tre buchi, ed è bene averli presenti prima di confrontare il proprio punteggio con questi numeri. Il primo è il formato: ogni gruppo ha tirato con la sua distanza, la sua visuale e il suo numero di frecce, e manca una raccolta che dia, divisione per divisione, i punteggi per freccia su settantadue frecce a settanta metri e su sessanta a diciotto. Il secondo è il tempo, perché tutti i confronti sono trasversali, gruppi diversi fotografati una volta, e nessuno ha seguito gli stessi arcieri mentre salivano di livello. Il terzo è la coda delle frecce peggiori: nessuno ha contato quante frecce lontane dal centro siano normali per chi fa 1250 punti su un round FITA e quante per chi ne fa 1350.

A questi si aggiunge la qualità delle misure. Molti campioni sono piccoli e sono stati misurati in allenamento, il vertice si regge su gruppi da uno a trentuno arcieri, e alcuni dei gruppi più bassi della scala vengono da riviste con criteri editoriali dubbi, che per le regole del registro non decidono mai uno stato.

Come uso questi numeri sul campo

Il primo uso è il più semplice: dividere il totale per il numero di frecce e confrontarlo solo con gruppi che hanno tirato sulla stessa distanza e sulla stessa visuale. A settanta metri, nei gruppi della figura, fra 7,6 e 8 stanno gli arcieri ciprioti di prima divisione, il livello statale malese e il gruppo più basso dei giapponesi, fra 8,2 e poco più di 8,6 il gruppo intermedio giapponese, gli universitari agonisti di Taiwan e i giovani di sub-élite, e da 8,65 in su i gruppi d'élite e le nazionali. È una lettura del mosaico e non una tabella ufficiale: serve a capire in che zona ci si trova, non a darsi un voto.

Il secondo riguarda le aspettative. Chi tira intorno al sette e confronta ogni sessione con il nove si misura con un livello che negli studi appartiene a chi sta in nazionale. Il gradino fra club e nazionale, sul vecchio round FITA, vale circa un punto per freccia, e nel primo campione turco gli arcieri di nazionale avevano circa il doppio degli anni di allenamento dei principianti di club. Nei campioni misurati, quindi, quella distanza va insieme ad anni di allenamento in più, ma nessuno ha seguito gli stessi arcieri mentre la coprivano, e nessuno studio dice quanti anni servano a un arciere in particolare.

Il terzo riguarda le singole frecce. Se anche al vertice, a settanta metri, circa sette frecce su dieci non sono un dieci e tre su dieci valgono otto o meno, giudicare una seduta dal numero di dieci, o una volée da una freccia da sette, porta fuori strada. Per capire quanta parte di una differenza di punteggio sia rumore servono molte frecce, e il conto l'ho fatto in un articolo dedicato a quanti punti servono per dire che un arciere è più bravo.