Scheda studio

Battito e tempi di tiro in gara: studio Carrillo 2011

Autonomic nervous system modulation during an archery competition in novice and experienced adolescent archers

Andres E. Carrillo, Vasilios X. Christodoulou, Yiannis Koutedakis, Andreas D. Flouris2011

Citazione

Carrillo, A. E., Christodoulou, V. X., Koutedakis, Y., & Flouris, A. D. (2011). Autonomic nervous system modulation during an archery competition in novice and experienced adolescent archers. Journal of Sports Sciences, 29(9), 913-917. https://doi.org/10.1080/02640414.2011.568514

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APA

Carrillo, A. E., Christodoulou, V. X., Koutedakis, Y., & Flouris, A. D. (2011). Autonomic nervous system modulation during an archery competition in novice and experienced adolescent archers. Journal of Sports Sciences, 29(9), 913-917. https://doi.org/10.1080/02640414.2011.568514

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Numero di soggetti
17
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Journal of Sports Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Diciassette arcieri maschi, sette principianti e dieci con esperienza, sono stati seguiti battito per battito durante una gara indoor a 18 metri. La differenza più netta fra i due gruppi non è cardiaca ma di tempo: gli esperti impiegavano in media 28,1 secondi per freccia contro i 20,2 dei principianti, e il tempo di tiro è risultato il predittore più forte del punteggio della singola freccia.

Sulla variabilità cardiaca, calcolata sui 20 secondi che precedono ogni rilascio, gli esperti avevano valori più alti di RMSSD, di pNN50 e della banda a bassa frequenza, mentre a riposo, prima della gara, i due gruppi non si distinguevano in modo statisticamente apprezzabile. Il confronto di ciascuno con il proprio riposo dice di più: durante la gara gli esperti perdevano in media 18,4 unità normalizzate di banda bassa e guadagnavano 10,2 punti di pNN50, mentre nei principianti gli stessi indici restavano quasi fermi (-4,0 e -2,6). Dentro la volée i due gruppi andavano in direzioni opposte, con l'alta frequenza che cresceva dalla prima alla terza freccia negli esperti e calava nei principianti.

C'è un risultato che complica la lettura abituale. Negli esperti l'aumento dell'alta frequenza fra la prima e la seconda freccia si accompagnava a un calo del punteggio, e il punteggio della seconda e della terza freccia era più basso di quello della prima. Il modello finale, che tiene tempo di tiro, banda bassa e rapporto fra le bande, spiega circa il 12% della variazione del punteggio.

Come è stato misurato

La gara era una competizione indoor in Grecia con regolamento FITA, divisa in due turni separati da mezz'ora di pausa: per ogni turno dieci volée da tre frecce in due minuti a 18 metri, con due minuti di intervallo fra una volée e l'altra, venti volée e sessanta frecce in tutto. Prima di cominciare la variabilità cardiaca è stata registrata per cinque minuti con l'atleta seduto, e quel valore ha fatto da riferimento.

Gli intervalli fra i battiti sono stati raccolti con un cardiofrequenzimetro a fascia toracica (Polar RS800CX) e analizzati con un programma dedicato. Per ogni freccia il tempo di tiro è stato cronometrato a mano e definito come l'intervallo fra il momento in cui l'arciere prende la freccia dalla faretra e il rilascio; di quel tempo sono stati usati gli ultimi 20 secondi per calcolare gli indici. Nel dominio del tempo RMSSD, cioè la radice della media dei quadrati delle differenze fra battiti consecutivi, e pNN50, la percentuale di intervalli che differiscono dal precedente di oltre 50 millesimi di secondo. Nel dominio delle frequenze le bande bassa e alta in unità normalizzate e il loro rapporto. Di ogni freccia è stato registrato il punteggio.

L'analisi incrocia gruppo, posizione della freccia nella volée e numero della volée con analisi multivariate della varianza, una sui valori assoluti e una sulle variazioni rispetto al riposo, e si chiude con una regressione lineare multipla a eliminazione progressiva che cerca i predittori del punteggio della freccia.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara, Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri

Limiti

Diciassette ragazzi, tutti maschi, una gara sola, 18 metri al coperto. L'esperienza va insieme all'età (14,0 anni di media nei principianti contro 16,5 negli esperti), quindi quello che cambia fra i gruppi può essere maturazione e non allenamento. Le deviazioni standard dell'età stampate nell'articolo, ±8,5 e ±10,3 anni, non sono compatibili con due gruppi di adolescenti, e il campione non si può ricostruire meglio di così.

Gli indici di frequenza sono calcolati su finestre di 20 secondi. Per la banda bassa è una finestra corta, perché quelle oscillazioni hanno periodi di diversi secondi, e gli autori stessi riconoscono che la banda bassa più alta negli esperti può riflettere il controllo del respiro più che il sistema nervoso autonomo. L'attività parasimpatica non è misurata: è dedotta da RMSSD e pNN50. Il segnale viene da una fascia toracica, non da un elettrocardiogramma.

I gradi di libertà della regressione, 996, mostrano che le mille frecce sono trattate come osservazioni indipendenti, senza tenere conto che vengono da 17 arcieri che tirano sessanta volte ciascuno: gli errori standard risultano più piccoli di quanto dovrebbero. Le dimensioni dell'effetto sono quasi tutte piccole, fra 0,005 e 0,1 di eta quadro parziale, con l'eccezione del tempo di tiro e del punteggio (0,24). I punteggi assoluti non sono riportati, solo il fatto che gli esperti tiravano più forte: quanto distassero i due gruppi sul bersaglio non si sa.

Cosa vuol dire per chi tira

Quello che un arciere può portarsi via è il dato sul tempo, non quello sul cuore: in questa gara la cosa più legata al punteggio della singola freccia era quanto passava fra il prendere la freccia e il rilascio, e gli esperti ci mettevano otto secondi in più. Resta la descrizione di due gruppi diversi, non la dimostrazione che allungare il tempo alzi il punteggio, perché chi ha quattro anni di tiro alle spalle ha anche tutto il resto.

Sul versante cardiaco lo studio non offre una leva. Gli indici separano i gruppi, ma spiegano una fetta piccola della variazione dei punteggi, e dentro la volée il segno va nella direzione opposta a quella che si aspetterebbe chi legge il parasimpatico come sinonimo di tiro buono: negli esperti l'indice di alta frequenza saliva dalla prima alla terza freccia mentre il punteggio scendeva. Una fascia cardio, qui, è uno strumento per osservare, non un criterio per decidere quando lasciare.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Autonomic nervous system modulation during an archery competition in novice and experienced adolescent archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/carrillo-2011-autonomic-competition

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