Scheda studio

Battito alto e punteggio nel tiro: studio Acikada 2019

Effect of heart rate on shooting performance in elite archers

Caner Açıkada, Tahir Hazır, Alper Asçı, Sinem Hazır Aytar, Cevdet Tınazcı2019

Citazione

Açıkada, C., Hazır, T., Asçı, A., Aytar, S. H., & Tınazcı, C. (2019). Effect of heart rate on shooting performance in elite archers. Heliyon, 5(3), e01428. https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2019.e01428

Cita lo studio
APA

Açıkada, C., Hazır, T., Asçı, A., Aytar, S. H., & Tınazcı, C. (2019). Effect of heart rate on shooting performance in elite archers. Heliyon, 5(3), e01428. https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2019.e01428

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Scheda tecnica

Disegno
Prima e dopo, senza gruppo di controllo
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
13
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Heliyon

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Tredici arcieri d'élite della nazionale turca (7 donne e 6 uomini) hanno tirato a 18 metri prima a riposo e poi quattro volte subito dopo tre minuti di corsa a navetta, ripetendo tutto il protocollo due volte a tre giorni di distanza. Lo scopo era vedere se un battito alto rovina il punteggio.

Il protocollo ha fatto quello che doveva: la frequenza cardiaca media durante il tiro a riposo era di 119 battiti al minuto nella prima prova e 112 nella seconda, mentre durante il tiro dopo la corsa è salita a 168 e 166 (durante la corsa 182 e 177). Il lattato nel sangue è passato da 1,72 e 1,65 millimoli per litro a 4,21 e 3,44. Gli arcieri avevano una frequenza massima media di circa 195 battiti, quindi tiravano intorno all'ottantacinque per cento del massimo.

Il punteggio non è cambiato. Su tre frecce, le volée a riposo hanno dato 28,23 punti nella prima prova e 27,85 nella seconda; la media delle quattro volée dopo la corsa è stata di 27,50 e 27,23. Il confronto fra il tiro a riposo e le quattro serie successive non ha dato differenze in nessuna delle due prove, e nemmeno una serie differiva dall'altra. Gli autori concludono che in arcieri di questo livello, in un ambiente che simula la gara al coperto, un battito alto non abbassa il punteggio sulla distanza breve.

Come è stato misurato

Le prove si sono svolte al coperto, nel pomeriggio, con la corsa su superficie sintetica. Tutti gli arcieri volontari della nazionale sono stati inclusi, senza criteri di esclusione. Dopo dieci minuti seduti si misuravano frequenza cardiaca e lattato a riposo, poi cinque minuti di riscaldamento liberi, poi tre frecce in un minuto a 18 metri sulla visuale regolamentare, al ritmo scelto dall'arciere, dalla linea di tiro posta tre metri oltre l'arrivo della corsa. Seguiva un minuto seduti, con prelievo di sangue dal lobo dell'orecchio per il lattato.

Poi cominciava il ciclo: quattro serie di tre minuti di corsa a navetta su un percorso di venti metri a ritmo costante imposto da un segnalatore elettronico (10 chilometri l'ora per gli uomini, 8 per le donne), ogni serie seguita da un minuto per tirare tre frecce e da un minuto di recupero con il prelievo. Il ritmo di corsa corrisponde alla velocità alla soglia di 4 millimoli per litro, stabilita in uno studio pilota su sei uomini e sette donne della stessa squadra: 10,69 chilometri l'ora negli uomini e 8,27 nelle donne.

La frequenza cardiaca era registrata ogni cinque secondi con cardiofrequenzimetri telemetrici Polar, e l'arciere stesso segnava i marcatori per distinguere corsa, tiro e recupero; come frequenza della corsa si è preso l'ultimo minuto dei tre. Il lattato con un analizzatore portatile Accusport. Il punteggio è stato segnato come in una gara indoor. L'analisi usa test non parametrici: Friedman per il confronto fra riposo e dopo la corsa, Wilcoxon fra le serie.

Il metodo, spiegato: Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri

Limiti

Il tremore, che è il meccanismo attraverso cui il battito dovrebbe disturbare la mira, non è stato misurato: gli autori lo dicono, spiegando che con gli strumenti a disposizione non era possibile seguirne la traccia, e si sono accontentati del cardiofrequenzimetro ogni cinque secondi. Quindi lo studio dice che il punteggio non cambia, non perché non cambi.

Il disegno è senza controllo e senza sorteggio: il tiro a riposo viene sempre prima, quindi all'effetto della corsa si somma quello dell'ordine, del riscaldamento e dell'avanzare della prova. Le frecce sono poche, tre per serie, e il punteggio parte molto in alto: 28,23 su 30 vuol dire poco meno di 9,4 di media per freccia, con una deviazione standard di circa un punto e mezzo. Con tredici arcieri e dodici frecce per sessione, una differenza piccola non si sarebbe vista.

La frase più ripetuta dell'articolo, «nessuna influenza del battito alto sul punteggio (27,50 contro 27,23)», confronta le medie delle due sessioni fra loro, non il riposo con lo sforzo: i valori da mettere a fianco di 27,50 e 27,23 sono 28,23 e 27,85 del tiro a riposo. Il confronto che conta è quello di Friedman fra riposo e le quattro serie, che non è significativo in nessuna delle due prove. Gli autori riconoscono poi che l'ambiente simulato non riproduce la tensione emotiva di una gara reale, dove le frequenze misurate in letteratura sono più basse di quelle raggiunte qui con la corsa, e che resta da studiare la gara reale. Tutto si svolge a 18 metri al coperto: niente dice che valga a 70 metri, dove il vento e il tempo di volo contano.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, il dato concreto è questo: tredici arcieri di livello internazionale, con il battito portato intorno a 167 battiti al minuto e il lattato oltre le 4 millimoli, hanno continuato a fare la stessa media su tre frecce a 18 metri. Il punteggio era alto prima e alto dopo. Non è un invito a correre prima di tirare né un argomento contro il riscaldamento: è un'indicazione che a quel livello il controllo posturale regge anche con il cuore a quella frequenza, come scrivono gli autori.

Il risvolto per l'allenamento è indiretto. Se la frequenza cardiaca da sola non spiega il punteggio, allora il battito alto misurato in gara non basta a spiegare una brutta volée, e cercare la causa solo lì porta fuori strada. Gli autori citano risultati diversi in altri sport di precisione, dove il tiro con la pistola peggiorava subito dopo la corsa e nel biathlon peggiorava solo in piedi: il confronto è loro, non di questa scheda, e vale come richiamo al fatto che la postura in piedi e il tipo di gesto cambiano le cose.

Il limite della distanza e del numero di frecce resta in piedi. Nel registro questo studio pesa come evidenza diretta su arcieri d'élite per l'affermazione che un battito alto fa perdere punti, e la indebolisce; non dice niente invece sul tremore, che non è stato misurato, né su che cosa accada a 70 metri in gara.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effect of heart rate on shooting performance in elite archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/acikada-2019-heart-rate

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