Scheda studio

Mindfulness negli arcieri agonisti: studio Wu 2021

The Effects of Mindfulness-Based Intervention on Shooting Performance and Cognitive Functions in Archers

Tsung-Yi Wu, Jui-Ti Nien, Garry Kuan, Chih-Han Wu, Yi-Chieh Chang, Hsueh-Chih Chen, Yu-Kai Chang2021

Citazione

Wu, T.-Y., Nien, J.-T., Kuan, G., Wu, C.-H., Chang, Y.-C., Chen, H.-C., & Chang, Y.-K. (2021). The Effects of Mindfulness-Based Intervention on Shooting Performance and Cognitive Functions in Archers. Frontiers in Psychology, 12, 661961. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.661961

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APA

Wu, T.-Y., Nien, J.-T., Kuan, G., Wu, C.-H., Chang, Y.-C., Chen, H.-C., & Chang, Y.-K. (2021). The Effects of Mindfulness-Based Intervention on Shooting Performance and Cognitive Functions in Archers. Frontiers in Psychology, 12, 661961. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.661961

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Scheda tecnica

Disegno
Prima e dopo, senza gruppo di controllo
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
23
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Frontiers in Psychology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Ventitré arcieri agonisti taiwanesi, 19 uomini e 4 donne di 20,64 ± 1,20 anni con 7,47 ± 1,89 anni di pratica, hanno seguito otto sedute da 60 minuti di un programma di mindfulness, due volte a settimana per quattro settimane. Nessuno aveva mai fatto meditazione, yoga o tai chi. Prima e dopo hanno tirato una gara simulata completa, 72 frecce a 70 metri in sei volée da 12, e svolto un compito di Stroop su carta; mindfulness e ruminazione sono state misurate tre volte, prima, a metà e dopo.

Il punteggio di tiro sale da 613,48 ± 29,72 a 621,70 ± 32,08 su 720, con t(22) = −3,58, p = 0,002 e una d di Cohen di 0,27: 8,2 punti in più, cioè l'1,1%. È la misura principale, e l'effetto è piccolo.

Al compito di Stroop i tempi si accorciano in tutte e tre le condizioni: la neutra da 22,69 a 19,77 secondi (d = 0,71), la congruente da 19,62 a 17,59 (d = 0,51) e la incongruente da 33,70 a 29,01 (d = 0,64), tutte con p sotto 0,001.

Fra i questionari, la mindfulness generale passa da 4,36 a 4,67 (p = 0,032, eta quadro parziale 0,15) e quella sportiva da 3,67 a 3,96 (p = 0,004, eta quadro 0,22), con il guadagno concentrato nella sottoscala del controllo attentivo (da 4,27 a 4,72); la sottoscala del non giudizio non cambia. La ruminazione centrata sulle emozioni scende presto e resta giù: da 3,19 prima a 2,78 a metà percorso e 2,46 alla fine, con eta quadro 0,43, e fra metà e fine non c'è ulteriore differenza. La ruminazione strumentale non cambia.

Alla fine del programma, il punteggio di tiro è correlato con la mindfulness sportiva (r = 0,426, p = 0,043) ma non con i tempi di Stroop né con le altre misure psicologiche.

Come è stato misurato

Il programma, che gli autori chiamano mindfulness-based peak performance, è derivato dai componenti della riduzione dello stress basata sulla mindfulness e da un programma precedente degli stessi autori. Otto sedute da 60 minuti, due a settimana per quattro settimane, in un'aula dell'università. Ogni seduta copriva due concetti di base, la mindfulness in generale e nello sport, e sei moduli su temi di scienza del cervello legati alla prestazione: abitudini, stress, riposo, attenzione, emozione e funzioni esecutive. Gli esercizi includevano check-in consapevoli, l'esercizio dell'uvetta, respirazione consapevole, scansione corporea, meditazione da seduti, camminata consapevole, ascolto consapevole e Bagua Dǎo yin consapevole. Il corso era condotto da un dottore di ricerca in psicologia dello sport e tre istruttori certificati con laurea magistrale. Ogni seduta iniziava con una storia sulla prestazione, poi ripasso e discussione dei compiti a casa, poi teoria, poi esercizio, e si chiudeva su come applicare le abilità in gara, per esempio respirare consapevolmente prima di tirare o camminare consapevolmente andando a raccogliere le frecce. Per sostenere l'aderenza, l'allenatore guidava 15 minuti di pratica in gruppo prima dell'allenamento normale, e a casa erano previsti 20 minuti al giorno; tutti hanno ricevuto un manuale con calendario e note.

La prestazione è stata misurata con una gara individuale olimpica simulata: 70 metri, 72 frecce in sei volée da 12, sul campo all'aperto dell'università, durante la stagione normale di allenamento. Per limitare il disturbo del vento la velocità è stata misurata con un anemometro a ventola: fra 0,1 e 1,2 metri al secondo nella prova iniziale e fra 0,0 e 1,3 in quella finale. I punteggi finali sono stati forniti dall'allenatore.

Il compito di Stroop è la versione cinese su carta, con tre condizioni da 50 stimoli ciascuna: neutra con quadrati colorati, congruente con parole di colore scritte nel loro colore e incongruente con parole scritte in un colore diverso. Si chiedeva di nominare a voce il colore dell'inchiostro ignorando il significato, il più rapidamente e accuratamente possibile; in caso di errore si doveva riprovare fino al colore giusto. Il punteggio è il tempo dal primo all'ultimo stimolo.

I questionari sono tre, nelle versioni cinesi: la scala di attenzione e consapevolezza consapevole per la mindfulness generale, 15 item su sei punti; l'inventario di mindfulness nello sport per quella sportiva, 15 item su sei punti con le sottoscale di controllo attentivo e non giudizio; e il questionario multidimensionale sulla ruminazione, con le sottoscale centrata sulle emozioni, di ricerca di senso e strumentale. La coerenza interna riportata in questo campione va da 0,76 a 0,97 secondo la scala.

Il disegno è a gruppo unico con misura prima e dopo. La prova iniziale precede la prima seduta, quella intermedia segue subito la quarta e quella finale subito l'ottava. Le sedute iniziavano alle 13 e tutte le misure sono state prese fra le 15 e le 17, con la richiesta di non assumere caffeina nelle tre ore precedenti. Tiro e funzioni cognitive sono stati misurati solo prima e dopo, per limitare l'effetto della pratica sui test; mindfulness e ruminazione tutte e tre le volte. L'analisi usa test t per dati appaiati per tiro e Stroop, analisi della varianza a una via con correzione di Bonferroni per i questionari, e correlazioni di Pearson sui dati finali, in SPSS 26.

Il metodo, spiegato: Come si misurano vento, caldo e umidità nelle gare, Test cognitivi e di attenzione

Limiti

Gli autori sono onesti sul limite principale e lo mettono per primo: senza gruppo di controllo non si possono trarre interpretazioni causali. Vale la pena vedere quanto pesa qui. Il guadagno sul tiro è di 8,2 punti su 720 in quattro settimane, cioè l'1,1%, in arcieri che nel frattempo continuavano la loro stagione normale di allenamento. Un miglioramento di quell'ordine in un mese di allenamento è ordinario, e il disegno non lo distingue dall'effetto del programma.

Sul compito di Stroop, il modo in cui i tempi migliorano suggerisce un effetto di pratica più che un guadagno di controllo inibitorio. I tre tempi si accorciano in proporzioni simili: il 12,9% nella condizione neutra, il 10,3% nella congruente e il 13,9% nella incongruente. La condizione neutra è quella con i quadrati colorati, in cui non c'è nessuna interferenza da inibire: se l'intervento avesse migliorato specificamente l'inibizione, il guadagno si sarebbe concentrato nella condizione incongruente. L'interferenza, cioè la differenza fra incongruente e congruente, in effetti scende da 14,08 a 11,42 secondi, ma su un miglioramento generale di quell'entità è difficile separare le due cose. Gli autori scrivono di aver somministrato i test solo due volte proprio per evitare l'effetto della pratica: somministrarli due volte lo limita a una ripetizione, non lo elimina, e la ripetizione del compito di Stroop è uno dei casi in cui quell'effetto è più documentato.

C'è un problema di tempi che vale la pena notare. Le misure finali sono state prese subito dopo l'ottava seduta, mentre quelle iniziali precedevano la prima: la prova finale di tiro arriva quindi poche ore dopo una seduta di mindfulness, quella iniziale no. Qualunque effetto immediato della seduta si somma all'effetto delle quattro settimane, e il disegno non li separa.

La claim sulla relazione dose-risposta, annunciata nell'abstract, poggia su poco. Tiro e Stroop non sono stati misurati a metà percorso, quindi per la misura principale non esiste nessuna informazione sulla dose. L'unico dato di quel tipo è che la ruminazione centrata sulle emozioni era già scesa dopo quattro sedute e non scendeva più dopo altre quattro, mentre la mindfulness mostrava la differenza solo alla fine. È un indizio su due questionari, non una curva dose-risposta.

Un valore nella tabella dei risultati è impossibile come è scritto. Per la sottoscala del non giudizio l'analisi della varianza è riportata come F(2,44) = 6,22 con p = 0,541: con quei gradi di libertà un F di 6,22 corrisponde a una probabilità intorno a 0,004, mentre l'eta quadro riportato, 0,03, è coerente con il risultato nullo che il testo descrive. Uno dei due numeri è un errore di stampa, e dall'articolo non si capisce quale.

La correlazione fra punteggio e mindfulness sportiva, r = 0,426 con p = 0,043, è calcolata solo sui dati finali e su 23 arcieri. Senza la stessa correlazione sui dati iniziali non si può dire se il legame sia stato prodotto dal programma o fosse già presente, ed è una sola correlazione appena sotto la soglia. Nello stesso campione il punteggio non è correlato con nessuna delle misure cognitive, cioè proprio quelle che sono migliorate di più.

Restano cose che gli autori dichiarano: il campione è piccolo e sbilanciato fra i sessi, 19 uomini e 4 donne di una sola università; non c'è nessun controllo a distanza di tempo, quindi non si sa se qualcosa resti; la gara simulata, pur essendo un tiro completo a 70 metri, non ha l'autenticità di una competizione in calendario; e dei contenuti delle discussioni durante le sedute non è stato raccolto nulla. Da aggiungere: i punteggi sono stati forniti dall'allenatore e non registrati in modo indipendente, nel compito di Stroop gli errori venivano corretti fino alla risposta giusta, quindi finiscono dentro il tempo e non esiste una misura di accuratezza, e il vento, pur misurato in modo lodevole, non è stato trattato nell'analisi.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo è uno dei pochi studi sulla mindfulness negli arcieri che misura il tiro per davvero: 72 frecce a 70 metri all'aperto, prima e dopo, con il vento misurato con l'anemometro. Per questo vale la pena guardarlo, anche se il risultato è piccolo. Il punteggio è salito di 8,2 punti su 720 in quattro settimane, l'1,1%, senza un gruppo di confronto: un arciere che si allena normalmente può guadagnare tanto in un mese, quindi quel numero non è una ragione per iniziare o per non iniziare.

La parte riutilizzabile è il programma, descritto in modo abbastanza completo da ricostruirlo: otto sedute da un'ora, due a settimana per un mese, con una struttura fissa (una storia sulla prestazione, ripasso dei compiti a casa, teoria, esercizio, e una chiusura su come usarla in gara), 15 minuti di pratica in gruppo guidata dall'allenatore prima dell'allenamento normale e 20 minuti al giorno a casa. Il dettaglio che conta è quell'ultimo passaggio di ogni seduta: la mindfulness veniva collegata a momenti concreti del tiro, respirare consapevolmente prima di scoccare, camminare consapevolmente andando a raccogliere le frecce. Senza quel legame il resto resta un esercizio da aula.

Il risultato più interessante riguarda la ruminazione, cioè il rimasticare pensieri negativi. È l'unica misura con un effetto grande (eta quadro 0,43), ed è già scesa dopo quattro sedute, senza scendere ulteriormente nelle quattro successive: da 3,19 a 2,78 a metà e 2,46 alla fine. Se il dato tiene, dice che la parte che funziona prima è quella sul pensiero, non quella sull'attenzione: la mindfulness misurata dai questionari si muove solo alla fine. Resta un dato su questionari in un gruppo senza controllo.

Due cose non vanno portate via. Il miglioramento ai test cognitivi, che è il più vistoso, si vede nella stessa proporzione anche nella condizione senza interferenza, cioè quella che non richiede nessun controllo inibitorio: assomiglia a un effetto di pratica sul test. E nello stesso campione il punteggio di tiro non è correlato con nessuna delle misure cognitive migliorate, quindi, anche prendendo per buoni quei guadagni, non risultano collegati a come si tira.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Effects of Mindfulness-Based Intervention on Shooting Performance and Cognitive Functions in Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/wu-2021-mindfulness

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