Scheda studio
Caffeina e punteggio negli arcieri: studio Türker 2026
An ergogenic approach to enhancing performance in archery: the acute effects of caffeine
Citazione
Türker, Ü., Ateş, Z. H., Görgülü, M., Kıyıcı, F., & Bayrakdaroğlu, S. (2026). An ergogenic approach to enhancing performance in archery: the acute effects of caffeine. Physical Education of Students, 30(2), 90-100. https://doi.org/10.15561/20755279.2026.0205
DOI: 10.15561/20755279.2026.0205Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
Türker, Ü., Ateş, Z. H., Görgülü, M., Kıyıcı, F., & Bayrakdaroğlu, S. (2026). An ergogenic approach to enhancing performance in archery: the acute effects of caffeine. Physical Education of Students, 30(2), 90-100. https://doi.org/10.15561/20755279.2026.0205
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Scheda tecnica
- Disegno
- Altro
- Popolazione
- Arcieri
- Numero di soggetti
- 12
- Tipo
- Articolo in rivista
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- Physical Education of Students
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Dodici arcieri universitari turchi con licenza, dieci uomini e due donne, hanno tirato due volte a 18 metri al coperto a settantadue ore di distanza: la prima volta senza caffeina, la seconda un'ora dopo avere preso una capsula da 200 milligrammi. Ogni sessione prevedeva tre serie di prova e poi dieci serie da tre frecce contate, trenta frecce in tutto, su un massimo di 300 punti.
Il totale medio è passato da 198,58 a 250,08 punti, cioè da 6,61 a 8,33 punti per freccia, con una differenza di 51,50 punti (t di 5,557, p inferiore a 0,001). La dispersione si è ridotta di molto: la deviazione standard del totale scende da 36,09 a 11,96, e quella della media per freccia da 1,20 a 0,39. Serie per serie, le differenze sono significative in sette casi su dieci (serie 2, 3, 4, 6, 8, 9 e 10) e non significative nelle serie 1, 5 e 7, dove il valore p sta fra 0,055 e 0,098.
L'analisi della varianza a misure ripetute conferma l'effetto della condizione (F 30,88 su 1 e 11 gradi di libertà, p inferiore a 0,001, eta quadro parziale 0,737), non trova un effetto delle serie (p 0,054) e non trova interazione fra condizione e serie (p 0,773): il distacco fra le due giornate è uguale dall'inizio alla fine della serie di trenta frecce.
Gli autori chiudono dicendo che si tratta di evidenza preliminare e non di una prova di causa, e chiedono studi randomizzati con placebo.
Come è stato misurato
Gli arcieri avevano in media 22,92 anni e 6,50 anni di pratica, statura 175,83 centimetri e massa 74,58 chilogrammi; dieci tiravano con occhio e braccio destri, due con il lato sinistro. Erano esclusi infortuni muscoloscheletrici, problemi cardiovascolari, malattie metaboliche, operazioni recenti e reazioni avverse alla caffeina. Il calcolo della numerosità con G*Power chiedeva quindici partecipanti; ne sono stati reclutati dodici, e gli autori lo dichiarano come limite.
Il disegno è un pre-post su un solo gruppo, sempre nello stesso ordine. Nella prima visita sono stati raccolti il consenso, le misure antropometriche (statura con stadiometro Holtain, massa con Tanita BC-418 A) e le soglie uditive con audiometro clinico Interacoustics AC40, per verificare un udito fra meno 10 e 25 decibel da 500 a 8000 hertz, dato che il protocollo usa segnali acustici per scandire il tiro. Colazione standardizzata alle 9, tiro alle 12, senza caffeina.
Settantadue ore dopo, stessa colazione alle 9, capsula da 200 milligrammi di caffeina alle 11, sessanta minuti di attesa, dieci minuti di riscaldamento generale più un riscaldamento specifico e poi lo stesso protocollo di tiro. La capsula era un integratore in commercio e corrisponde, dicono gli autori, alla caffeina di due tazze di caffè.
Il tiro è a 18 metri al coperto, con l'attrezzatura personale di gara: archi olimpici Hoyt da 66 a 70 pollici, libbraggi fra 34 e 42 libbre, frecce Easton X10 scelte secondo le misure di ciascuno. Le visuali sono quelle indoor a tre spot con cinque anelli previste per l'arco olimpico. Ogni serie di tre frecce andava completata entro due minuti, con brevi intervalli fra le serie, in un campo coperto a illuminazione costante e senza distrazioni esterne. I punteggi sono stati registrati serie per serie. L'analisi, in SPSS 27, usa test t per dati appaiati serie per serie e un'analisi della varianza a misure ripetute come riferimento principale, con correzione di Greenhouse-Geisser dove serviva. Non c'erano randomizzazione, controesposizione né placebo.
Limiti
Gli autori elencano i limiti con onestà e sono quelli che contano: nessun placebo, nessuna randomizzazione, nessuna cieca, quindi l'apprendimento, la ripetizione e l'attesa di un effetto non si possono separare dalla caffeina. Chi tira due volte lo stesso protocollo migliora la seconda, e qui la seconda volta è sempre quella con la caffeina. Il rispetto delle consegne, ventiquattro ore senza caffeina e abitudini di sonno e alimentazione costanti, non è stato verificato in modo oggettivo, e il consumo abituale di caffeina non è stato misurato, pur essendo il fattore che più cambia la risposta.
Alla lista va aggiunta una differenza fra le due sessioni che non è la caffeina. Nella prima gli arcieri tirano alle 12 dopo la colazione delle 9, le misure antropometriche e l'audiometria; nella seconda, prima di tirare, fanno dieci minuti di riscaldamento generale più un riscaldamento specifico, che nella prima non sono descritti. Un totale iniziale di 198,58 su 300 a 18 metri, cioè 6,6 punti per freccia, è molto basso per arcieri universitari con licenza e sei anni di pratica: suggerisce che la prima sessione non fosse una base di confronto pulita.
Anche la dose è meno precisa di quanto sembra. È fissa, 200 milligrammi per tutti, e gli autori la convertono in circa 3 milligrammi per chilogrammo sulla massa media del gruppo; con 74,58 chilogrammi di media il conto dà 2,68, e per il partecipante più leggero e per il più pesante la dose effettiva è diversa.
Nei numeri ci sono due incongruenze. La seconda e la terza tabella riportano per lo stesso effetto della condizione due valori di F, 22,01 e 30,88, e due misure d'effetto che non coincidono, eta quadro 0,50 nell'una e eta quadro parziale 0,737 nell'altra, con la media iniziale scritta 6,61 in una e 6,62 nell'altra. L'abstract, inoltre, dice che la caffeina è stata assunta in ciascuna delle due sessioni, mentre il metodo dice che nella prima non è stata somministrata. Infine lo studio non misura niente dei meccanismi che chiama in causa: attenzione, tempo di reazione e funzione neuromuscolare non sono stati valutati, e gli autori lo riconoscono.
Cosa vuol dire per chi tira
Il risultato grezzo è grande, oltre cinquanta punti su trenta frecce, e proprio per questo va letto con calma: nessuna dose di caffeina sposta un arciere da 6,6 a 8,3 punti per freccia. Un salto di quelle dimensioni, in un disegno dove la seconda sessione è sempre quella con la caffeina e ha anche un riscaldamento in più, dice soprattutto che la prima sessione non era una base affidabile.
Quello che la scheda può offrire a chi tira è un modo di leggere il proprio punteggio indoor. Le serie prese una per una danno sette differenze significative su dieci, e le tre che non lo sono sono la prima e due di mezzo: su trenta frecce la variazione fra serie è tanta, e con dodici arcieri serve una differenza molto grossa perché una singola serie risulti diversa. L'assenza di interazione fra condizione e serie dice un'altra cosa utile: il distacco fra le due giornate non crebbe verso la fine, cioè nessuna delle due sessioni mostrò un calo di tenuta lungo le trenta frecce.
Sulla caffeina, questo studio da solo non autorizza nulla. Gli autori lo dicono da sé, chiamando il risultato preliminare e chiedendo prove con placebo, e citano letteratura in cui dosi più alte nel tiro tradizionale e nella carabina non hanno dato effetti. Il registro non dà indicazioni d'uso di sostanze, e qui non ce ne sono nemmeno da estrarre.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- ContestatoLa caffeina migliora la precisione nel tiro con l'arco (a favore, contesto)
- ContestatoGli arcieri di vertice tirano libbraggi moderati, fra le trenta e le quaranta libbre (contesto)
- RiportatoAl vertice del ricurvo i mancini sono pochi (contesto)
- CorroboratoNegli studi su arcieri agonisti il punteggio medio per freccia sta intorno a sette punti, non a nove (a favore)
- RiportatoNella seconda metà di una gara il punteggio non cala, anche se la stanchezza cresce (a favore)
Articoli che lo usano
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Filone di ricerca
Stesso filone
- 2026Analyse multidimensionnelle de la performance en tir à l'arc
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: An ergogenic approach to enhancing performance in archery: the acute effects of caffeine. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/turker-2026-caffeine
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