Scheda studio

Social media prima del tiro con l'arco: Mafra 2026

Efeitos do uso das redes sociais no desempenho do tiro com arco

Willyan Pagliuso Mafra, Otávio Joaquim Barrato de Azevedo, Loiane Cristina de Souza, Guilherme Torres Vilarino, Suzana Matheus Pereira2026

Citazione

Mafra, W. P., de Azevedo, O. J. B., de Souza, L. C., Vilarino, G. T., & Pereira, S. M. (2026). Efeitos do uso das redes sociais no desempenho do tiro com arco. Revista Brasileira de Ciências do Esporte, 48, e20250087. https://doi.org/10.1590/rbce.48.e20250087

Cita lo studio
APA

Mafra, W. P., de Azevedo, O. J. B., de Souza, L. C., Vilarino, G. T., & Pereira, S. M. (2026). Efeitos do uso das redes sociais no desempenho do tiro com arco. Revista Brasileira de Ciências do Esporte, 48, e20250087. https://doi.org/10.1590/rbce.48.e20250087

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
10
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Portoghese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Revista Brasileira de Ciências do Esporte (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Dieci arcieri brasiliani esperti hanno tirato due gare simulate indoor a 18 metri, da 60 frecce ciascuna, a distanza di almeno 24 ore. Prima di una gara hanno passato 45 minuti sui social network scelti da loro, prima dell'altra hanno guardato per 45 minuti un documentario sui Giochi Olimpici dell'antica Grecia. L'ipotesi era che più di mezz'ora di social inducesse fatica mentale e abbassasse il punteggio.

Non è successo: dopo i social il punteggio medio è stato di 435,6 su 600, dopo il documentario di 433,9 (p=0,791), con differenze minime anche nelle due metà della gara (216,3 e 219 contro 221,2 e 212,7). Nemmeno l'umore misurato con la scala BRUMS e le scale analogiche di stanchezza, concentrazione e allerta sono cambiati in modo significativo tra le due condizioni, in nessuno dei quattro momenti di misura. La stanchezza dichiarata cresceva durante la gara in entrambe le condizioni, fino a 5,8 alla fine sia dopo i social sia dopo il documentario. Gli autori riconoscono che la fatica mentale probabilmente non è stata indotta, e concludono che 45 minuti di social prima di una gara di tiro, in queste condizioni, non hanno peggiorato la prestazione.

Come è stato misurato

Lo studio è un crossover: ogni arciere ha provato entrambe le condizioni, in un ordine sorteggiato con un'applicazione online, nei propri luoghi di allenamento. Dei 30 atleti invitati hanno aderito in 10, tutti con almeno un anno di gare ufficiali e almeno tre gare all'anno; in media avevano 35,9 anni (da 19 a 60), 3,8 anni di pratica agonistica, 8,4 gare nell'ultimo anno e 1,8 allenamenti a settimana. Durante i 45 minuti di social erano esclusi i contenuti sul tiro con l'arco e quelli di meditazione o rilassamento.

La gara seguiva il formato indoor di World Archery: tre volée di prova da 90 secondi, poi due serie da 10 volée di 3 frecce, con 90 secondi per volée e 10 minuti di pausa tra le serie, su visuali singole o triple da 40 cm a 1,3 metri da terra. La BRUMS (24 voci in sei sottoscale) e tre scale analogiche (stanchezza, concentrazione, allerta) sono state compilate all'inizio, dopo i 45 minuti, a metà gara e alla fine. Le due condizioni sono state confrontate con il test di Mann-Whitney, cioè come se fossero due gruppi di persone diverse.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara, Misurare quanto costa una giornata di gara, Questionari psicologici

Limiti

Il campione è piccolo, 10 arcieri, e lo dicono anche gli autori: con questi numeri sarebbe emerso solo un effetto grande. Il problema principale però viene prima: le misure soggettive non mostrano che i social abbiano affaticato più del documentario, quindi lo studio confronta due condizioni che, per quanto si vede, si somigliavano. Il risultato riguarda questo modo di usare i social, non la fatica mentale in sé.

L'analisi tratta come indipendenti misure ripetute sulle stesse persone, cosa che fa perdere potenza, e gli autori la indicano tra i limiti. Il tipo di arco non è riportato, e l'uso di visuali singole o triple fa pensare che fossero mescolate divisioni diverse. Nel PDF il paragrafo dei risultati si interrompe a metà frase; le scale analogiche sono descritte da 0 a 100 millimetri, ma i valori in tabella stanno tra 1 e 7, probabilmente in centimetri, e il valore p è riportato solo per una parte delle variabili. La discussione parla di un aumento soggettivo della fatica dopo i social che la tabella non mostra in modo significativo.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio è rassicurante ma stretto. In arcieri amatoriali esperti, con meno di due allenamenti a settimana, tre quarti d'ora di social prima di una gara indoor non hanno cambiato il punteggio: 435,6 contro 433,9 su 600, uno scarto molto più piccolo delle differenze tra un arciere e l'altro (deviazione standard di 47,0 e 64,7 punti). Non dice invece che la fatica mentale sia irrilevante per il tiro, perché secondo le misure degli stessi autori qui la fatica mentale non c'è stata.

Restano fuori le situazioni in cui la domanda si pone di più: gare all'aperto, lunghe giornate di qualificazione ed eliminatorie, atleti di alto livello, un uso dei social carico di emozioni o di confronto con gli altri. Gli autori stessi scrivono che contenuto, coinvolgimento e abitudini personali possono cambiare il quadro. Nel registro lo studio conta come un risultato nullo su un protocollo che non ha raggiunto il suo scopo, non come prova che il telefono prima della gara sia indifferente.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Efeitos do uso das redes sociais no desempenho do tiro com arco. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/mafra-2026-social-media

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