Scheda studio

Braccio d'arco e di trazione nei giovani: Sarı 2025

Physical characteristics of the pulling and stabilization arm in archers, examination of posture and injury risk

Pakize Nurgül Sarı, Ramazan Çevik, Tamer Çankaya2025

Citazione

Sarı, P. N., Çevik, R., & Çankaya, T. (2025). Physical characteristics of the pulling and stabilization arm in archers, examination of posture and injury risk. Turkish Journal of Kinesiology, 11(4), 217-223. https://doi.org/10.31459/turkjkin.1652566

Cita lo studio
APA

Sarı, P. N., Çevik, R., & Çankaya, T. (2025). Physical characteristics of the pulling and stabilization arm in archers, examination of posture and injury risk. Turkish Journal of Kinesiology, 11(4), 217-223. https://doi.org/10.31459/turkjkin.1652566

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
13
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Turkish Journal of Kinesiology (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Tredici arcieri tesserati tra gli 11 e i 18 anni, con almeno due anni di pratica, sono stati misurati sui due lati del corpo, confrontando il braccio che tira la corda con quello che tiene l'arco. Il braccio della corda era più forte in quasi tutte le prove: in flessione, abduzione e adduzione della spalla, in flessione ed estensione del gomito e in tutte e quattro le prese misurate. Le differenze ampie, con un d di Cohen sopra 1, riguardano però solo le prese con le dita: presa palmare 6,05 contro 5,22 (d 1,29), presa sulla punta delle dita 5,18 contro 4,55 (d 1,07), presa laterale 7,35 contro 6,09 (d 1,74). Negli altri casi l'effetto era piccolo o medio: 0,59 per la flessione del gomito, 0,46 per l'abduzione della spalla, 0,21 per la presa a mano piena (30,42 contro 28,78).

Sul lato della corda i rotatori esterni della spalla risultavano più accorciati (10,60 contro 6,60 cm, d 0,75), e lo stesso valeva, con differenze minori, per il piccolo pettorale e per la rotazione del tronco. Tra le misure della scapola differivano solo la distanza tra il margine superiore e la colonna (7,67 contro 7,10), lo scivolamento laterale a 45 gradi (10,53 contro 9,75) e la distanza tra acromion e muro. Nell'analisi della postura da fotografie la spalla e l'anca del lato della corda risultavano più inclinate in avanti (2,80 contro 2,39 e 2,24 contro 1,86). Nel questionario sui disturbi muscoloscheletrici i dolori citati più spesso erano alla schiena e alla zona lombare, poi al ginocchio e al collo.

Come è stato misurato

Lo studio è trasversale e non ha un gruppo di confronto: ogni arciere fa da controllo a se stesso, perché si mettono a confronto i suoi due lati. La dimensione del campione era stata calcolata in anticipo per un confronto tra destra e sinistra (13 persone, con d = 0,86 e potenza dell'80%); dei 15 arcieri contattati uno ha rifiutato e uno non rispettava i criteri di inclusione. Tutti erano destrimani. La forza di spalla e gomito è stata misurata con un dinamometro manuale MicroFET 2, la presa con un dinamometro Jamar, le circonferenze 10 cm sopra e sotto il gomito. Accorciamenti muscolari e flessibilità sono test clinici in centimetri; la scapola è stata valutata con le distanze dalla colonna e con il Lateral Scapular Slide Test a 0, 45 e 90 gradi, la resistenza laterale del tronco con il ponte laterale.

La postura è stata analizzata con l'app PostureScreen Mobile su fotografie di fronte, di spalle e di lato, segnando i punti anatomici sulle immagini. I disturbi sono stati raccolti con il Cornell Musculoskeletal Disorders Questionnaire. I due lati sono stati confrontati con il test di Wilcoxon, affiancato dal d di Cohen. Il tipo di arco è stato registrato ma non viene riportato, il questionario sui dolori è descritto senza numeri e per la forza non sono indicate le unità.

Il metodo, spiegato: Come si contano gli infortuni: questionari e registri, Test fisici da campo

Limiti

Il limite principale sta nel disegno. Tutti erano destrimani e, secondo la discussione, la maggior parte tirava la corda con il braccio dominante, quindi il lato della corda coincide in gran parte con il lato della mano forte, e senza un gruppo di coetanei che non tirano con l'arco non si può dire quanto dell'asimmetria venga dal tiro e quanto dalla normale dominanza di un lato; gli autori lo accennano nella discussione. Gli arcieri sono stati misurati una volta sola, quindi lo studio non mostra che l'asimmetria cresca con gli anni di pratica, e nessuna misura è collegata al punteggio o a infortuni avvenuti: il rischio di infortunio del titolo è dedotto, non osservato.

I dati presentano diverse incongruenze. Le percentuali del campione (57,1% maschi, 42,9% femmine, 21,4% con occhiali) corrispondono a 14 persone, non a 13. Nella resistenza laterale del tronco il lato dell'arco ha un massimo di 22 e una media di 59,42, cosa impossibile. Alcuni d del testo non coincidono con la tabella (1,72 e 1,74 per la presa laterale, 1,31 e 1,29 per quella palmare). La discussione parla di arcieri d'élite e di dolori soprattutto agli arti superiori, mentre il campione è giovanile e i risultati mettono al primo posto schiena e zona lombare, seguite dal ginocchio.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio descrive come appaiono, confrontando i due lati, tredici giovani arcieri con qualche anno di pratica: sul lato della corda le prese con le dita sono nettamente più forti, la spalla un po' più forte e i rotatori esterni più rigidi. È un quadro coerente con il lavoro del braccio della corda, ma lo studio non permette di separarlo dalla dominanza della mano, e la maggior parte delle differenze è piccola. Quelle della scapola, in particolare, sono di pochi millimetri e cadono su misure cliniche che hanno un proprio margine di errore.

La conclusione degli autori, cioè che servano esercizi di rinforzo e di allungamento per prevenire problemi di postura, è una loro proposta: nessun esercizio è stato provato e nessun infortunio è stato contato. Per chi segue ragazzi che tirano, il dato più concreto è la rigidità dei rotatori esterni sul lato della corda (d 0,75), da conoscere come possibile adattamento al tiro; per sapere se abbia conseguenze servirebbe uno studio che segua gli arcieri nel tempo e registri gli infortuni.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Physical characteristics of the pulling and stabilization arm in archers, examination of posture and injury risk. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/sari-2025-pulling-stabilization-arm

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