Scheda studio

Analisi del movimento nel kyudo: Koyama 2018

Study on motion analysis of archery

Haruhi Koyama, Yuji Kawamori, Masanobu Asai, Nobuyuki Kida2018

Citazione

Koyama, H., Kawamori, Y., Asai, M., & Kida, N. (2018). Study on motion analysis of archery. The Proceedings of the Symposium on Sports and Human Dynamics, 2018, B-4. https://doi.org/10.1299/jsmeshd.2018.b-4

Cita lo studio
APA

Koyama, H., Kawamori, Y., Asai, M., & Kida, N. (2018). Study on motion analysis of archery. The Proceedings of the Symposium on Sports and Human Dynamics, 2018, B-4. https://doi.org/10.1299/jsmeshd.2018.b-4

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri di kyudo
Livello
Giovani
Disciplina
Kyudo
Numero di soggetti
15
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Giapponese
Revisione tra pari
No
Sede
The Proceedings of the Symposium on Sports and Human Dynamics

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Quindici studenti del club di kyudo di un liceo giapponese, con un'esperienza che andava da sei mesi a tre anni, hanno tirato due frecce ciascuno davanti a una telecamera. Gli autori hanno guardato due cose del kai, la fase di piena trazione in cui l'arciere tiene prima del rilascio: quanto cambiava la posizione del gomito destro tra la prima e la seconda freccia, e quanto durava il kai prima del rilascio (hanare).

Il gomito era più costante negli studenti con più anni di pratica. Lo studente più regolare si è spostato tra un tiro e l'altro di 0,706 mm in un senso e 0,881 mm nell'altro; il meno regolare, al primo anno, di 36,274 mm e 9,463 mm. Anche i tempi seguivano l'esperienza: l'intera sequenza, dal sollevamento dell'arco alla posizione finale, durava da 12 a 26 secondi, e tra le due frecce cambiava al massimo di un secondo negli esperti e fino a 7 secondi nei principianti. I due studenti del terzo anno, entrambi convocati nella rappresentativa della prefettura per i giochi nazionali, tenevano il kai 2 secondi in tutti e due i tiri; al secondo anno si andava da 2 a 5 secondi, al primo da 2 a 11. L'allenatore chiede di tenere almeno 5 secondi, e gli autori notano che molti degli arcieri più esperti della scuola si fermavano a 2 secondi o meno: un segno di hayake, il rilascio anticipato che il kyudo considera uno dei suoi difetti più seri.

Come è stato misurato

Gli arcieri erano allievi di un club scolastico con un allenatore che lo segue da più di trent'anni: dal primo anno, appena iniziato, fino al terzo, con gradi, per chi ne aveva uno, dal terzo kyu al secondo dan. Sono stati applicati marcatori su gomiti e polsi e una videocamera frontale ha ripreso i tiri; con il programma TEMA della Photron gli autori hanno ricavato due coordinate in millimetri del gomito destro durante il kai e le hanno confrontate tra la prima e la seconda freccia. Le durate delle fasi (dal sollevamento dell'arco alla trazione, dalla trazione al kai, dal kai al rilascio, dal rilascio alla posizione finale) sono state misurate in secondi dall'allenatore.

I tiri erano due per arciere perché alcuni studenti del primo anno non riuscivano a tirarne di più. Non ci sono analisi statistiche: i risultati sono presentati come grafici dei singoli arcieri ordinati per anni di pratica. Alla fine gli autori hanno chiesto agli esperti perché rilasciassero così presto, e riportano le loro risposte.

Il metodo, spiegato: Come si cronometrano le fasi del tiro, Motion capture e analisi video della cinematica

Limiti

Due frecce per arciere sono troppo poche per parlare di costanza: una differenza tra due tiri può dipendere da un tiro solo riuscito male. La telecamera è una sola e frontale, quindi il gomito è seguito su un piano; l'articolo non dice in quale direzione stiano le due coordinate rispetto alla linea di trazione. I tempi li ha presi l'allenatore e sono riportati al secondo, e il testo non dice con quale strumento. Non c'è nessun test statistico, gli anni di pratica vanno insieme all'età e alla forza, e nessuna misura è collegata al bersaglio: non si sa chi abbia colpito il mato, il bersaglio.

È un lavoro presentato a un simposio, non passato per una rivista con revisione. Il titolo inglese parla di tiro con l'arco, ma lo studio riguarda solo il kyudo, con il suo arco, la sua distanza di 28 metri e la sua sequenza di otto fasi. Le spiegazioni dell'hayake, in parte fisiche e in parte mentali, vengono da qualche risposta degli arcieri e non da una misura.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira con l'arco occidentale lo studio non dà numeri da trasferire, ma mostra due cose che si riconoscono. La prima è che con gli anni il gesto si stabilizza anche nei dettagli: il gomito torna quasi nello stesso punto e i tempi tra una freccia e l'altra si somigliano. La seconda riguarda il tempo in piena trazione: proprio gli arcieri più bravi della scuola, quelli convocati per i giochi nazionali, rilasciavano dopo 2 secondi pur avendo l'indicazione di tenerne almeno 5.

Le risposte raccolte dagli autori descrivono il problema dall'interno: la sensazione di aver trovato il momento in cui la freccia va al centro, la fretta di rilasciare prima di cedere, il rilascio che parte da solo anche quando si cerca di tenere. Nel tiro occidentale un racconto simile accompagna il target panic. Lo studio però non misura né spiega il meccanismo, e non dice se un kai più lungo avrebbe fatto colpire di più quegli arcieri.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Study on motion analysis of archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/koyama-2018-motion-analysis-kyudo

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