Scheda studio

Forza della spalla negli arcieri: studio Kim 2018

The Characteristics of Shoulder Muscles in Archery Athletes

Ri Na Kim, Jin-Hyuck Lee, Seok Ha Hong, Jin Ho Jeon, Woong Kyo Jeong2018

Citazione

Kim, R. N., Lee, J.-H., Hong, S. H., Jeon, J. H., & Jeong, W. K. (2018). The Characteristics of Shoulder Muscles in Archery Athletes. Clinics in Shoulder and Elbow, 21(3), 145-150. https://doi.org/10.5397/cise.2018.21.3.145

Cita lo studio
APA

Kim, R. N., Lee, J.-H., Hong, S. H., Jeon, J. H., & Jeong, W. K. (2018). The Characteristics of Shoulder Muscles in Archery Athletes. Clinics in Shoulder and Elbow, 21(3), 145-150. https://doi.org/10.5397/cise.2018.21.3.145

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Numero di soggetti
15
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Clinics in Shoulder and Elbow

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Quindici arcieri coreani di alto livello (7 uomini e 8 donne) sono stati confrontati con 30 persone sane non atlete, appaiate per sesso ed età, misurando con un dinamometro isocinetico la forza massima di sei movimenti della spalla, destra e sinistra: flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione esterna e rotazione interna. Tutti i partecipanti erano destrimani, quindi nei grafici la spalla sinistra è quella del braccio dell'arco e la destra quella che traziona.

Il risultato più solido riguarda la spalla dell'arco. Negli arcieri la coppia massima di rotazione interna era più alta a tutte e tre le velocità (39,8 contro 29,9 newton metro a 60 gradi al secondo, 38,0 contro 28,9 a 120, 36,2 contro 30,2 a 180) e quella di adduzione era più alta alle due velocità più lente (66,7 contro 53,2 e 64,2 contro 51,6). A destra nessuna di queste differenze arriva alla significatività.

Il secondo risultato è un rapporto, non una forza. Il quoziente fra flessione ed estensione era più basso negli arcieri su entrambe le spalle e a tutte le velocità, per esempio 49,4 contro 61,2 per cento sulla spalla sinistra a 60 gradi al secondo e 51,8 contro 59,6 sulla destra: gli estensori sono relativamente più forti dei flessori. Anche il rapporto fra abduzione e adduzione si differenzia, ma solo a sinistra e solo alle due velocità più alte: 48,6 contro 59,4 per cento a 120 gradi al secondo e 47,2 contro 58,3 a 180, cioè più basso negli arcieri, segno di un'adduzione relativamente più forte. Il rapporto fra rotazione esterna e interna, quello che in clinica si usa come indicatore di rischio per la spalla, non distingue i gruppi alle velocità lente: a 60 gradi al secondo è 58,3 e 51,0 per cento negli arcieri contro 62,3 e 58,5 nei controlli, valori vicini ai riferimenti per la popolazione generale citati dagli autori. In valore assoluto la flessione tendeva a essere più bassa negli arcieri e l'estensione più alta, con un'unica differenza significativa isolata (flessione destra a 180 gradi al secondo, 30,9 contro 40,3).

Come è stato misurato

Gli arcieri erano una squadra nazionale, fra i 18 e i 35 anni; i controlli, 15 uomini e 15 donne fra i 19 e i 31 anni, erano volontari sani che non praticavano sport. Sono stati esclusi da entrambi i gruppi chi avesse dolore, dolorabilità o limitazione del movimento a una spalla e chi avesse una storia di infortunio, trauma o intervento. Lo studio è stato approvato dal comitato etico dell'ospedale universitario Korea Anam.

Le misure vengono da un dinamometro isocinetico Biodex. Il soggetto era seduto e fissato con una cinghia sul torace, con l'asse dell'omero allineato all'asse di rotazione della macchina, il gomito sostenuto a 90 gradi e l'avambraccio in rotazione neutra. Ogni coppia di movimenti aveva la sua posizione: per flessione ed estensione la spalla in flessione anteriore con il gomito esteso; per abduzione e adduzione la spalla a 90 gradi di abduzione; per le due rotazioni, 30 gradi di abduzione con 30 gradi di elevazione sul piano della scapola. Si cominciava sempre dalla spalla destra e sempre nella stessa sequenza di movimenti. Per ogni movimento erano previste 15 ripetizioni, con cinque minuti di riposo fra una prova e l'altra, e lo stesso protocollo per tutti.

Il confronto fra gruppi, sia per le coppie massime sia per i tre rapporti, è stato fatto con il test U di Mann-Whitney in SPSS 12, con soglia a 0,05; l'appaiamento per sesso è stato controllato con il chi quadrato, le caratteristiche antropometriche con lo stesso test U. Non è stata misurata nessuna variabile del tiro: niente punteggio, niente distanza, niente elettromiografia.

Limiti

Il campione è piccolo e gli autori lo mettono per primo fra i limiti: con quindici arcieri molte differenze restano sotto la soglia anche quando i valori medi vanno nella stessa direzione, come l'estensione, più alta negli arcieri su entrambe le spalle senza arrivare alla significatività. La loro frase che con un campione più grande quelle differenze diventerebbero significative è una previsione, non un risultato.

Il problema più serio è il confronto in sé. I due gruppi erano appaiati per età e sesso ma non per corporatura: gli arcieri pesavano in media 76,5 chili contro 64,0 e avevano un indice di massa corporea di 25,2 contro 22,0, differenze significative. Le coppie massime sono riportate in valore assoluto, senza normalizzazione per peso o massa muscolare, e gli autori riconoscono che questo disturba l'analisi. Una parte di quello che si legge come adattamento al tiro potrebbe essere semplicemente taglia.

C'è poi un'incongruenza nei metodi: l'abstract dice che le prove sono state fatte a 30, 60 e 180 gradi al secondo, mentre il testo e le tabelle riportano 60, 120 e 180. Questa scheda usa le tabelle. Nella tabella delle coppie massime un asterisco compare sul valore della rotazione esterna sinistra a 180 gradi al secondo, che ha p pari a 0,763: è una svista di stampa. Più fastidiosa è una contraddizione sul rapporto fra abduzione e adduzione: l'abstract lo dice maggiore negli arcieri sulla spalla sinistra, mentre la tabella e la discussione lo danno minore (48,6 contro 59,4 per cento a 120 gradi al secondo). Questa scheda segue la tabella.

Non è indicato se chi misurava sapesse a quale gruppo apparteneva il soggetto, e l'ordine di test era fisso, sempre dalla spalla destra, quindi un effetto di affaticamento o di apprendimento cade sempre sullo stesso lato. Mancano, per ammissione degli autori, la resistenza muscolare, che nel tiro conta, e l'attività dei muscoli periscapolari, che non hanno potuto valutare per indisponibilità degli accessori. Gli arcieri sono stati reclutati senza sintomi, quindi lo studio descrive spalle che stanno bene e non dice niente sul rischio di infortunio. L'interpretazione che estensori e adduttori servano a stabilizzare la spalla dell'arco durante mira e rilascio è un ragionamento biomeccanico degli autori, costruito sulla geometria del braccio dell'arco, non una misura fatta su un tiro. Dalla stessa catena viene la conclusione finale, che un programma di rinforzo selettivo di adduttori ed estensori potrebbe migliorare la prestazione: nessun allenamento è stato somministrato e nessun punteggio è stato raccolto.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio descrive come è fatta la spalla di un arciere di alto livello che non ha dolore, confrontata con quella di chi non fa sport, e il quadro che ne esce è asimmetrico. Le differenze misurabili stanno quasi tutte sulla spalla dell'arco, in rotazione interna e in adduzione, cioè nei movimenti che spingono il braccio verso l'asse del corpo e lo ruotano verso l'interno: sono i muscoli che tengono ferma una spalla spinta di lato dall'arco. Sulla spalla che traziona, dove l'intuito di molti si aspetterebbe il grosso dell'adattamento, le coppie massime non si distinguono dai controlli.

Per chi si allena in palestra il dato interessante è il rapporto fra flessione ed estensione, più basso negli arcieri su entrambi i lati. È un profilo spostato verso gli estensori, su tutte e due le spalle, che però non autorizza nessuna conclusione sul punteggio: nessuno ha tirato una freccia in questo studio, e il consiglio di rinforzare selettivamente adduttori ed estensori resta un'ipotesi degli autori.

Altrettanto utile è il rapporto che non cambia. Il quoziente fra rotazione esterna e interna, che in ambito clinico si usa per sorvegliare la spalla, negli arcieri senza sintomi resta vicino ai valori di riferimento della popolazione generale alle velocità lente. Serve come fotografia di spalle in salute, non come criterio di valutazione: un dolore alla spalla va visto da un medico o da un fisioterapista, e un profilo isocinetico medio di quindici atleti non dice niente sul singolo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Characteristics of Shoulder Muscles in Archery Athletes. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/kim-2018-shoulder-muscles

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