Quando guardi con tutti e due gli occhi aperti, il cervello non usa le due immagini alla pari: per allineare un punto vicino con uno lontano ne prende una come riferimento. L'occhio che fornisce quell'immagine è l'occhio dominante, o occhio di mira, e nel tiro con l'arco conta perché la mira è proprio un allineamento fra l'occhio, il mirino o la punta della freccia, e il bersaglio.

Di solito l'occhio dominante sta dallo stesso lato della mano con cui scrivi, ma non sempre. In uno studio francese su 82 studenti di scienze motorie destrimani, al primo contatto con l'arco, 28 avevano l'occhio sinistro dominante, uno su tre. Quando occhio e mano stanno da lati opposti si parla di dominanza crociata, e la domanda che ne segue è quasi sempre la stessa: conviene tirare dal lato dell'occhio? In questo articolo trovi come si scopre l'occhio dominante e che cosa hanno misurato gli studi sui crociati, che danno una risposta meno netta di quella che circola sulla linea di tiro; in fondo, come mi regolerei in pratica.

Cos'è la dominanza oculare

La dominanza oculare è la preferenza del cervello per un occhio nei compiti di allineamento e di mira. Non dipende da quanto vedi bene, perché riguarda il modo in cui il cervello usa le due immagini e non la loro nitidezza: puoi avere dieci decimi da entrambi gli occhi e un occhio nettamente dominante, oppure vedere meglio proprio dall'occhio che non domina.

Per chi tira la conseguenza è diretta. Se miri con entrambi gli occhi aperti, come fanno molti arcieri, è l'occhio dominante a decidere dove cade la linea di mira. Quando quell'occhio sta dal lato opposto a quello su cui hai impostato l'arco, il cervello tende ad allineare il mirino, o la punta della freccia, con l'occhio che non sta sopra la corda, e la linea di mira si sposta di lato rispetto a quella della freccia. Per questo la dominanza crociata va scoperta presto, prima che diventi un'abitudine compensata in modi che pesano sulla costanza.

Come scoprire il tuo occhio dominante

Il test più semplice è quello del triangolo, disegnato nella figura qui sotto: con le mani formi un piccolo triangolo, inquadri un oggetto lontano tenendo entrambi gli occhi aperti, poi chiudi un occhio per volta. L'occhio con cui l'oggetto resta dentro il triangolo è quello dominante; con l'altro l'oggetto salta di lato.

FIG · 01 Il test del triangolo, in tre passi Trenta secondi, nessuno strumento 1 · triangolo con le mani inquadra un oggetto lontano 2 · chiudi un occhio poi l'altro 3 · l'oggetto resta al centro con l'occhio dominante
Fig. 01 Il test del triangolo: l'occhio che, da solo, tiene l'oggetto al centro del triangolo è il tuo occhio dominante.

Un'alternativa altrettanto rapida è il test del foro: tieni a distanza di braccio un cartoncino con un buco, guarda un oggetto attraverso il buco con tutti e due gli occhi, poi chiudili uno alla volta, con la stessa logica del triangolo. Lo studio francese usava invece il test del dito puntato, che funziona allo stesso modo con l'indice al posto del triangolo. Qualunque test scegli, rifallo in giorni diversi, perché in qualche caso non dà un risultato netto: nel questionario francese, che chiedeva agli arcieri di fare proprio il test del dito, 72 arcieri hanno risposto «nessuna preferenza».

Che cosa dicono gli studi sulla dominanza crociata

Sulla linea di tiro si sente dire che chi ha l'occhio dominante dal lato opposto alla mano debba passare all'arco dell'altra mano, o chiudere un occhio, perché altrimenti non mirerà mai con precisione. Le misure dirette sono poche e cambiano segno a seconda di chi tira, e nel registro l'affermazione che la dominanza crociata tra occhio e mano peggiora la precisione è contestata.

L'unico risultato a favore viene dai principianti. Nello studio francese del 2009 gli 82 studenti, dopo mezz'ora di istruzione, hanno tirato con un ricurvo da principiante senza mirino, dieci frecce a 7 metri su un bersaglio da 60 centimetri e dieci su uno da 40: i 54 con occhio e mano dallo stesso lato hanno fatto più punti dei 28 crociati, con una differenza statisticamente netta. L'occhio dominante, però, era stabilito con un solo test.

Fra gli arcieri già formati il vantaggio non si vede. Nella seconda parte dello stesso lavoro gli autori hanno raccolto per posta i questionari di 1.135 arcieri francesi, tutti con il mirino, dal livello locale a quello internazionale: la quota di crociati, misurata sul modo in cui tirano, restava fra il 15 e il 19% a ogni livello, senza differenze, e chi aveva cambiato lato per tirare lo aveva fatto quasi sempre tenendo l'occhio e cambiando la mano dell'arco. Già nel 1986, su 81 arcieri statunitensi del ricurvo divisi in quattro livelli di punteggio, la dominanza crociata non distingueva i livelli; nessuno dei nove arcieri di livello mondiale del campione era crociato, ma con nove persone la tendenza non raggiungeva la significatività statistica.

FIG · 02 Quanti arcieri sono crociati, livello per livello Occhio e mano da lati opposti, in percentuale · Francia, 2009 popolazione generale: 24-41% Principianti (82) Livello locale (405) Livello regionale (390) Nazionale e internazionale (340) SENZA MIRINO CON IL MIRINO 34,1% 19,0% 14,9% 19,4% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Principianti: studenti destrimani, ricurvo senza mirino. Arcieri: 1.135 questionari, mano dell'arco e occhio di mira.
Fig. 02 Fra i principianti al primo contatto con l'arco i crociati sono uno su tre; fra gli arcieri francesi che praticano con il mirino sono fra il 15 e il 19%, senza differenze significative fra un livello e l'altro. La fascia grigia sono le stime per la popolazione generale raccolte da una revisione del 2022, che non concordano fra loro.

Una revisione sistematica del 2022, che riprende questi dati, aggiunge due avvertenze. La prima è che la quota di crociati nella popolazione generale non è stabilita, con stime che vanno dal 24 al 41%, per cui non si può dire con sicurezza se fra gli arcieri siano più rari che fra chi non tira. La seconda è che gli studi sono tutti osservazionali, con un rischio di distorsione da moderato ad alto: se fra chi pratica i crociati sono meno che fra chi prova per la prima volta, può dipendere da chi smette e non da una precisione più bassa. Gli autori francesi pensano che sia il mirino ad annullare lo svantaggio dei principianti, ma è la loro lettura, perché nessuno ha seguito nel tempo arcieri crociati e non crociati con lo stesso allenamento.

Ci si è chiesti anche se i crociati abbiano un profilo mentale diverso, e sugli arcieri la domanda non è stata messa alla prova. La stessa revisione del 2022 non trova nessuno studio che leghi il profilo di dominanza occhio-mano a tratti psicologici, cognitivi o tattici. L'unico indizio viene da 26 studenti universitari alla fine di un corso base di otto settimane, tutti con archi per destrimani: i sette con l'occhio sinistro dominante facevano più errori in un test di attenzione, ma i loro punteggi di attenzione e di concentrazione erano uguali a quelli degli altri diciannove. Il test non ha niente del tiro e il risultato va in due direzioni, per cui nel registro l'affermazione che il profilo di dominanza occhio-mano dica qualcosa delle caratteristiche mentali è trasferita.

Le strade possibili

Chi scopre di essere crociato ha davanti tre strade. Nessuno le ha confrontate fra loro in uno studio, per cui quello che segue è come le leggo io alla luce dei dati appena visti.

  • Opzione 01 · per chi comincia

    Tirare dal lato dell'occhio

    Imposti l'arco dal lato dell'occhio dominante anche se la mano che useresti d'istinto è l'altra: un destrimano con l'occhio sinistro dominante tira con un arco da mancino. Così a mirare è l'occhio che sta sopra la corda e la dominanza crociata non si pone più. Per chi inizia è la scelta più semplice, perché in ogni caso sta imparando il gesto da zero, ed è quella che hanno fatto quasi tutti gli arcieri francesi che hanno cambiato lato.

  • Opzione 02 · per chi tira già

    Coprire l'occhio dominante

    Resti sul lato della mano e metti un piccolo schermo davanti all'occhio dominante: un adesivo traslucido sulla lente degli occhiali, o un paraocchi (blinder) fissato al cappellino, nel punto in cui quell'occhio vedrebbe il mirino. Tieni aperti tutti e due gli occhi, ma a mirare resta solo quello sopra la corda. Che si possa arrivare in alto restando crociati lo suggerisce il questionario francese, dove anche a livello nazionale e internazionale i crociati erano un arciere su cinque.

  • Opzione 03 · la versione minima

    Chiudere l'occhio dominante

    Chiudi l'occhio dominante mentre miri. Non richiede niente, e sulla precisione i due studi che hanno confrontato un occhio chiuso con due occhi aperti dicono cose opposte: nel registro l'affermazione che mirare con un occhio chiuso dia gruppi più stretti è contestata, e nel confronto più accurato, 14 arcieri universitari con 36 frecce per condizione a 30 metri, coprire l'occhio che non mirava non cambiava né il punteggio né il centro del gruppo. Ne parlo per esteso nell'articolo su come mirare, con un occhio o con due.

Due casi stanno a parte. Chi tira senza mirino, nell'arco nudo o nell'istintivo, è nella condizione dei principianti dello studio francese, gli unici in cui la dominanza crociata è costata punti: se la dominanza è netta, per lui tirare dal lato dell'occhio mi sembra la scelta più prudente, anche se arcieri formati di queste divisioni non sono stati confrontati. Chi invece al test non mostra un occhio nettamente dominante ha meno ragioni di spostarsi dal lato della mano.

Tirare da mancino

Chi cambia lato per seguire l'occhio si chiede spesso se tirare da mancino cambi qualcosa. Al vertice del ricurvo chi tira da mancino è una minoranza, ma nella quota che ci si aspetta: fra i primi quindici del ranking mondiale di maggio 2024, uomini e donne, sono quattro su trenta, il 13%, e fra 200 arcieri di 13-20 anni a un Europeo giovanile l'11,5% tirava con la sinistra. Sono quote vicine a quella dei mancini nella popolazione generale, intorno al 10-13%, per cui nel registro l'affermazione che al vertice del ricurvo i mancini sono pochi è riportata, con la precisazione che pochi non vuol dire penalizzati.

Circola anche l'idea opposta, che i mancini facciano più punti. Il solo confronto è uno studio turco del 2017 su 44 arciere compound a un campionato nazionale, dove le cinque mancine avevano una media di 670,6 punti sulle 72 frecce a 50 metri contro i 561,7 delle destrimane. Le mancine però sono cinque, scelte in base alla mano dominante e non al lato da cui tirano, e la rivista ha criteri editoriali dubbi: il registro riporta lo studio ma non lo usa per decidere lo stato, e l'affermazione che i mancini tirano con punteggi più alti dei destrimani resta non studiata.

Quanto alla mano nuova, tirare dal lato non dominante si impara, e c'è chi lo fa di proposito. In uno studio tedesco su 75 arcieri agonisti, 25 si allenavano da anni, 4,6 in media, anche dal lato non dominante, e nella prova di tiro non si distinguevano dagli altri cinquanta: 14,5 punti contro 15,7, su nove frecce a 15 metri, una prova troppo corta per vedere differenze piccole. L'idea che allenarsi anche dal lato non dominante faccia migliorare di più il lato dominante viene invece da un solo esperimento su quaranta principianti, in cui chi alternava i lati migliorava con il lato dominante di circa il 15% contro poco meno dell'8% di chi tirava da un lato solo; è raccontato in due pagine senza test statistici, e nel registro l'affermazione è contestata.

Occhio dominante e vista

La dominanza non è l'acuità, e l'acuità stessa, nell'unico studio che l'ha messa accanto al punteggio, non distingueva gli arcieri più forti. Erano 102 arcieri statunitensi del ricurvo, dal principiante al livello mondiale: nessuna delle undici misure di acuità, forie e visione dei colori si legava al punteggio medio della stagione, e la correlazione più alta, quella della visione dei colori, arrivava a 0,25, sulla soglia che gli autori si erano dati senza superarla. È un solo studio, del 1986, fatto con prove di screening, per cui nel registro l'affermazione che l'acuità visiva non è legata al punteggio dell'arciere è riportata e niente di più.

Questo non vuol dire che la vista si possa trascurare. In uno studio pilota su 57 arcieri iraniani di ricurvo e compound, esaminati in un ospedale oftalmico, circa il 13% tirava con un difetto di refrazione non corretto, più o meno uno su otto; è un solo conteggio e il numero va preso come indicativo, per cui l'affermazione che una parte degli arcieri tira con un difetto di vista non corretto è riportata. Se non controlli la vista da tempo, il momento in cui fai il test dell'occhio dominante è un buon promemoria per un controllo dall'oculista o dall'optometrista. Della vista in generale parlo nell'articolo su vista e percezione negli arcieri.

Cosa fare in pratica

Se stai iniziando, fai il test dell'occhio dominante prima di scegliere l'arco e parlane con il tuo istruttore. Se la dominanza crociata è netta, io imposterei l'arco dal lato dell'occhio: costa poco, perché stai imparando il gesto da zero in ogni caso, ed evita il problema nell'unica situazione in cui gli studi l'hanno visto costare punti, quella di chi tira senza mirino ai primi tiri. Non è un obbligo, però, perché fra gli arcieri formati con il mirino la quota di crociati resta fra il 15 e il 19% dal livello locale a quello internazionale.

Se tiri già da anni dal lato della mano e scopri ora di essere crociato, nei dati non c'è nessun motivo per ribaltare tutto. Prova a coprire l'occhio dominante con un adesivo traslucido sugli occhiali o con un paraocchi, guarda se la dispersione laterale delle frecce cambia e dai al cambiamento qualche settimana prima di giudicarlo. Cambiare lato dopo anni è un lavoro lungo, che ha senso in casi particolari, per esempio quando si tira senza mirino e l'occhio non si riesce a gestire, e solo con un tecnico che lo segua.