Scheda studio
Vibrazione della freccia in carbonio: Rieckmann 2012
Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions
Citazione
Rieckmann, M., Park, J. L., Codrington, J., & Cazzolato, B. (2012). Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 226(2), 114-122. https://doi.org/10.1177/1754337112442273
Cita lo studio
Rieckmann, M., Park, J. L., Codrington, J., & Cazzolato, B. (2012). Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 226(2), 114-122. https://doi.org/10.1177/1754337112442273
@article{rieckmann2012modellingthree,
author = {Rieckmann, Marianne and Park, James L and Codrington, John and Cazzolato, Ben},
title = {Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions},
year = {2012},
journal = {Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology},
volume = {226},
number = {2},
pages = {114--122},
doi = {10.1177/1754337112442273}
}
Scheda tecnica
- Disegno
- Prova di laboratorio
- Popolazione
- Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
- Oggetto della prova
- Attrezzatura, senza partecipanti
- Livello
- Non dichiarato
- Disciplina
- Non pertinente
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Lo studio mette alla prova due modi di calcolare come vibra una freccia da gara, e li confronta con la misura diretta su tre tipi di asta Easton ProTour, la 380, la 420 e la 470, tutte tagliate a 710 millimetri. Il primo modo di flessione calcolato vale 82,3, 80,3 e 78,4 hertz con il metodo alle differenze finite e 82,7, 81,8 e 77,6 hertz con il modello agli elementi finiti; misurato con il vibrometro laser dà 83,3, 80,2 e 78,3 hertz. L'ordine è quello che l'arciere si aspetta: più l'asta è rigida, più la frequenza è alta, e fra la 380 e la 470 ci sono circa cinque hertz, cioè il 6% circa.
Entrambi i modelli stanno entro il 2% dal valore misurato sul primo modo, meglio del 3% che gli autori si erano dati come obiettivo. Il modello agli elementi finiti arriva fino all'ottavo modo di flessione e tiene il passo anche lì: per la ProTour380, per esempio, calcola 249, 498, 819, 1218, 1700, 2256 e 2875 hertz dal secondo all'ottavo modo, contro i 248, 490, 795, 1185, 1663, 2230 e 2856 misurati, con uno scarto che su questa asta non supera il 3%, mentre sulla ProTour420 il quarto modo calcolato sta il 5% sopra quello misurato. Lo stesso modello mostra che alle basse frequenze il comportamento dell'asta è dominato dalla flessione e che gli altri modi cilindrici, cioè quelli circonferenziali, torsionali e di respiro, contano poco. Sono misurati anche i nodi del primo modo, a 142 e 636 millimetri dalla cocca per la 380, e il fattore di perdita modale, che resta sotto 0,012: con uno smorzamento così piccolo la frequenza di risonanza misurata e la frequenza propria calcolata praticamente coincidono.
Come è stato misurato
Le aste sono quelle usate in gara, un tubo interno di alluminio AL7075-T9 da 3,572 millimetri di diametro esterno e 0,1524 di spessore, rivestito di carbonio ed epossidica, con diametro esterno che cambia lungo l'asta. Il modulo elastico del carbonio non era disponibile dal costruttore e gli autori lo hanno ricavato per via indiretta: hanno riprodotto al calcolatore la prova statica dello spine, cioè la freccia sospesa su due appoggi a 711 millimetri con un peso di 880 grammi al centro, e hanno regolato il modulo finché la deflessione calcolata coincideva con quella di catalogo (per la ProTour380, 9,652 millimetri, cioè 380 millesimi di pollice), arrivando a 222 gigapascal nella direzione delle fibre. Le proprietà nelle altre direzioni sono stimate da materiali analoghi in letteratura. Cocca, alette e punta sono state pesate (1,580 grammi la cocca con le alette, 7,776 grammi la punta) e modellate come masse concentrate con i rispettivi momenti d'inerzia, applicate nei baricentri.
I due modelli sono diversi per ambizione. Il metodo alle differenze finite tratta la freccia come una trave di Euler e Bernoulli in sedici segmenti da 44,375 millimetri, con passi temporali da 25 microsecondi, e calcola solo il primo modo, perché deformare l'asta nella forma dei modi superiori è complicato: l'asta viene flessa come sotto il proprio peso e poi lasciata andare. Il modello agli elementi finiti, costruito in ANSYS Workbench 12.1 con elementi guscio a otto nodi su due strati, 549 divisioni lungo i 710 millimetri, 5490 elementi e 16.490 nodi, calcola in tre dimensioni tutti i modi fino all'ottavo.
La misura è fatta con un vibrometro laser Polytec PSV-400 in configurazione a tre teste, su 25 punti lungo una linea dell'asta. L'asta è sospesa in orizzontale con elastici leggeri posizionati sui nodi del primo modo, per non aggiungere massa né smorzamento, e viene eccitata senza contatto da due sorgenti acustiche: un driver a compressione con uscita da 25 millimetri, buono fra 1 e 4 kilohertz, e un altoparlante da 80 millimetri, migliore per i primi quattro modi fra 50 hertz e 1 kilohertz. Di ciascuno dei tre tipi di asta sono stati preparati e provati tre esemplari.
Il metodo, spiegato: Modelli matematici e simulazioni negli studi sull'arco, Prove sui materiali: flessione, vibrazione, fatica
Limiti
La freccia è sospesa nel vuoto, senza arco e senza aria in movimento. La condizione di prova, che in meccanica si chiama libero-libero, è quella di un'asta che vibra da sola: non c'è la corda che la spinge, non c'è il bottone che la tocca, non c'è la resistenza dell'aria, e nemmeno la rotazione data dalle alette. Per questo gli autori chiudono l'articolo indicando come sviluppo futuro proprio l'estensione dei modelli al tiro e al volo.
Il valore più delicato è il modulo elastico del carbonio, che non viene da una misura del materiale ma da una taratura: è il numero che fa quadrare il calcolo con la deflessione dichiarata dal costruttore nella prova dello spine. Le proprietà trasversali sono stimate da materiali simili, non misurate, e cocca, alette e punta diventano due masse concentrate; gli autori notano che le piccole discontinuità di spessore e quelle semplificazioni possono spiegare parte dello scarto. Il modello alle differenze finite lavora in due dimensioni e sul solo primo modo, e la forma del modo che calcola si discosta fino al 3% verso la punta, con i nodi spostati di 5 millimetri. Le aste sono tre tipi di un solo modello, nuove e in una sola lunghezza, con una sola punta: niente dice come cambi il quadro con una freccia più corta, una punta più pesante o un'asta danneggiata, che è il caso a cui gli autori dichiarano di voler arrivare. Il costruttore ha fornito le frecce, e la cosa è dichiarata nei ringraziamenti. Infine, l'idea che la prestazione dipenda dalle frequenze di risonanza dell'asta, con cui si apre l'articolo, è ripresa dalla letteratura: qui non si misura nessun punteggio e nessuna dispersione.
Cosa vuol dire per chi tira
Il dato che conta per chi accorda è la distanza fra una misura di spine e l'altra. Tre aste dello stesso modello, tagliate alla stessa lunghezza, con la stessa cocca, le stesse alette e la stessa punta, vibrano a 83,3, 80,2 e 78,3 hertz: fra la 380 e la 470, che nelle tabelle del costruttore sono due gradini ben distinti, ci sono cinque hertz, e fra due misure vicine ce ne sono due o tre. È una grandezza piccola, e dice perché il comportamento della freccia all'uscita cambi in modo graduale e non a scatti quando si passa di uno spine.
L'altra cosa utile è che il calcolo funziona. Se il primo modo di flessione si può prevedere entro il 2% a partire dalle quote dell'asta e dai pesi dei componenti, allora il confronto fra due configurazioni si può fare a tavolino, senza montare le frecce: è lo scopo che gli autori dichiarano, cioè sostituire con il calcolo una parte delle prove per tentativi davanti al bersaglio. Due avvertenze restano. La prima è che qui la freccia vibra libera e non vola: i numeri descrivono l'asta, non il tiro, e lo spine dinamico sull'arco dipende anche dal bottone, dalla corda e dalla punta. La seconda è che nessuna parte di questo studio misura la precisione: una previsione più accurata della frequenza non è, da sola, una previsione del punteggio.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoA spine vicino, un'asta in alluminio pesa più di una in carbonio (a favore)
- RiportatoLe frecce con spine più rigido vibrano a una frequenza propria più alta (a favore)
- RiportatoOltre alla prima flessione la freccia vibra su modi più alti, e il secondo vale circa tre volte il primo (a favore, contesto)
- RiportatoLe frecce in carbonio smorzano poco le proprie vibrazioni e arrivano al bersaglio ancora oscillando (a favore)
- CorroboratoAll'uscita dall'arco la freccia si flette e aggira il riser invece di partire dritta (contesto)
- TrasferitoPer accordare la freccia del ricurvo conta più il peso in coda che quello della punta (contesto)
- RiportatoPer rendere omogenee le frecce di un set, peso e spine nominale non bastano (contesto)
- TrasferitoLo spine misurato da fermo non basta a prevedere come la freccia si comporta al tiro (contesto)
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
Cita, nel registro
È citato nel registro da
Stesso filone
- 1990Experimental and theoretical research in archery
- 2001Lateral deflection of archery arrows
- 2011Arrow behaviour in free flight
- 2011The aerodynamic drag and axial rotation of an arrow
- 2012Arrow behaviour in the lateral plane during and immediately following the power stroke of a recurve archery bow
- 2012High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/rieckmann-2012-modelling-three
@misc{campagna2026_evidencerieckmann2012modellingthree,
author = {Campagna, Matteo},
title = {Scheda studio: Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions},
year = {2026},
howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
url = {https://matteocampagna.com/evidence/rieckmann-2012-modelling-three},
note = {consultato il 2026-10-16}
}
Aggiornamenti del registro, per email
Al massimo un'email al mese, e solo nei mesi in cui qualcosa cambia: affermazioni che cambiano stato, affermazioni nuove, previsioni del Laboratorio registrate o verificate, studi nuovi e l'uscita dei libri.
L'iscrizione la gestisce Systeme.io, il servizio della newsletter. In ogni email c'è il link per cancellarti con un clic.