Scheda studio

Muscoli del braccio nel tiro con l'arco: Dorshorst 2022

Archery's signature: an electromyographic analysis of the upper limb

Tabitha Dorshorst, Gillian Weir, Joseph Hamill, Brigitte Holt2022

Citazione

Dorshorst, T., Weir, G., Hamill, J., & Holt, B. (2022). Archery's signature: an electromyographic analysis of the upper limb. Evolutionary Human Sciences, 4, e25. https://doi.org/10.1017/ehs.2022.20

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APA

Dorshorst, T., Weir, G., Hamill, J., & Holt, B. (2022). Archery's signature: an electromyographic analysis of the upper limb. Evolutionary Human Sciences, 4, e25. https://doi.org/10.1017/ehs.2022.20

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
9
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Evolutionary Human Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio nasce in antropologia: chi studia le ossa di popolazioni antiche usa la forma e la simmetria dell'omero per capire se quelle persone tiravano con l'arco, ma quasi nessuno aveva misurato quali muscoli lavorano davvero nelle due braccia durante il tiro. Gli autori hanno registrato l'attività elettrica di otto muscoli per lato in nove uomini mentre tendevano un ricurvo, e hanno confrontato il braccio della corda con quello dell'arco durante la fase di trazione.

Nel braccio della corda erano più attivi il bicipite (sia come attività totale sia come picco) e il gran dorsale (come attività totale, p = 0,004 per entrambi). Nel braccio dell'arco erano più attivi il deltoide laterale e i due capi misurati del tricipite, il lungo e il laterale, con valori di p tra 0,004 e 0,039. Deltoide anteriore e posteriore non differivano tra i due lati; il pettorale compare nei grafici ma il testo non ne discute il confronto. Le curve di un singolo arciere mostrano un picco del bicipite della corda poco prima di metà trazione, un picco del deltoide laterale dell'arco verso il 40% e poi il tricipite dell'arco che resta alto per tutta la seconda metà, quando il gomito arriva in estensione. Per gli autori il livello complessivo di attivazione è simile nelle due braccia, ma ottenuto con muscoli diversi.

Come è stato misurato

I partecipanti erano nove uomini reclutati con volantini nel campus dell'università del Massachusetts ad Amherst e nelle palestre della zona, età media 22 anni. L'esperienza era dichiarata da loro: quattro tiravano da meno di un anno e cinque da 8 a 15 anni. Uno solo tirava con la mano sinistra e ha usato un arco mancino dello stesso tipo. Tutti hanno tirato con lo stesso ricurvo standard, che secondo l'articolo aveva un libbraggio di 0,45 kg, scelto perché chiunque potesse arrivare in trazione completa senza perdere la forma.

Il bersaglio era a 6,1 metri dal piede avanti, all'altezza del petto, una distanza imposta dallo spazio del laboratorio. Ogni arciere ha tirato 10 frecce, con tutto il tempo che voleva e una pausa a scelta tra un tiro e l'altro. L'elettromiografia di superficie (Delsys Trigno, 2.000 campioni al secondo) seguiva gran dorsale, gran pettorale, bicipite, i tre fasci del deltoide e due capi del tricipite su entrambi i lati, con i valori espressi in percentuale della contrazione massima volontaria di ciascun muscolo. Undici telecamere Qualisys a 200 Hz e marcatori su arco e freccia servivano a definire l'inizio e la fine della trazione. L'analisi riguarda solo la fase di trazione, perché era quella con l'attività più alta, e usa due misure: l'attività integrata e il picco. Principianti ed esperti non differivano, quindi sono stati uniti in un solo gruppo e i due lati sono stati confrontati con il test di Wilcoxon.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge

Limiti

Il limite più grande è l'arco. Un libbraggio di 0,45 kg, cioè circa una libbra, è lontanissimo da quello di qualunque arciere: gli stessi autori ricordano che i ricurvi olimpici stanno in media sulle 48,5 libbre. Con un carico così leggero i muscoli lavorano molto meno, e non si sa se lavorerebbero nello stesso ordine e nelle stesse proporzioni con il libbraggio di un arco da gara. Il valore è anche così basso da far pensare a un errore di unità nell'articolo, ma il testo lo ripete due volte.

Gli arcieri erano dilettanti che non tiravano con regolarità durante l'anno, e l'esperienza era solo dichiarata: gli autori stessi avvertono che i loro esperti potrebbero risultare principianti con un criterio di prestazione. Il confronto tra principianti ed esperti, quattro contro cinque, aveva poche possibilità di vedere differenze, quindi averli uniti non dice che tirino allo stesso modo. Restano fuori la tenuta in mira, il rilascio e muscoli profondi come il brachiale e quelli della scapola, che l'elettromiografia di superficie non raggiunge; le curve nel tempo sono mostrate per un solo arciere. L'attività elettrica, infine, non è una misura della forza né del carico sull'osso.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio conferma una divisione del lavoro che i tecnici descrivono da tempo: il braccio dell'arco spinge con deltoide e tricipite, quello della corda tira con dorsale e bicipite, e il tricipite dell'arco entra davvero quando il gomito si distende nella seconda metà della trazione. Il picco del bicipite della corda a metà trazione, in un arciere solo e con un arco quasi senza carico, non basta però per dire che chi tira usa troppo il braccio, né per giudicare una tecnica.

Non cambia niente nell'allenamento o nella preparazione fisica di un arciere. Lo studio è utile soprattutto a chi legge le ossa antiche, e come esempio di quanto pesino libbraggio e livello del campione: per sapere quali muscoli lavorano in un arciere che si allena servono arcieri allenati con il loro arco, e anche le fasi di mira e di rilascio, che qui mancano.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Archery's signature: an electromyographic analysis of the upper limb. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/dorshorst-2022-upper-limb-emg

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