Il tiro di campagna è tiro con l'arco fatto camminando. Invece di stare tutti sulla stessa linea davanti a una fila di paglioni, si segue un percorso segnato, nel bosco o su un terreno vario, e lungo il percorso si trovano le piazzole: ognuna ha uno o più bersagli e i suoi picchetti, da cui si tira. Le regole cambiano con la federazione. Nel regolamento di World Archery un percorso completo è di 24 bersagli con tre frecce ciascuno, su visuali rotonde; in quello della IFAA i round principali sono di 28 bersagli con quattro frecce; nelle gare nazionali della FIARC si tira su sagome di animali, sempre a distanza sconosciuta. In tutti e tre i casi si gira in piccoli gruppi, e a ogni bersaglio si segna il punteggio e si recuperano le frecce prima di passare al successivo. Per cominciare la strada è la stessa del tiro alla targa: una società che pratichi la disciplina, un corso con un istruttore e la tessera della federazione a cui la società è affiliata.
Le regole di cui parlo qui vengono dai regolamenti ufficiali, elencati con la loro data in fondo alla pagina. Le federazioni li aggiornano spesso, e prima di una gara conta sempre l'ultima versione pubblicata.
Il percorso e le piazzole
Un percorso di campagna è costruito per sfruttare il terreno. Il regolamento World Archery chiede che i bersagli siano disposti in modo da dare la massima varietà, e fissa a 100 metri il dislivello massimo fra il punto più alto e quello più basso del percorso. Si tira quindi in salita e in discesa, attraverso le radure e fra gli alberi, e ogni piazzola chiede di leggere il tiro da capo: la pendenza, la luce, il punto in cui mettere i piedi.
Nelle gare World Archery si gira in gruppi di tre o quattro arcieri, che tirano a coppie. Le piazzole sono numerate da 1 a 24, e il cartello con il numero sta fra 5 e 10 metri prima dei picchetti, dove il gruppo aspetta il proprio turno. Al picchetto si tira in piedi o in ginocchio, entro circa un metro dal picchetto, e nessuno si avvicina al bersaglio finché tutto il gruppo non ha finito di tirare. In qualificazione il tempo limite è di 180 secondi, e l'arbitro lo cronometra quando un arciere o un gruppo rallenta il percorso. Il colore del picchetto dice da dove tira ciascuno: nelle regole World Archery il rosso è per ricurvo e compound, il blu per arco nudo e per ricurvo e compound under 18, il giallo per l'arco nudo under 18. L'arco tradizionale, dal blu, e il longbow, dal giallo, compaiono solo nei percorsi ricreativi, perché World Archery li fa gareggiare ufficialmente nel 3D. La FITARCO usa gli stessi colori, con qualche aggiunta per le classi giovanili e una differenza che conta per chi tira tradizionale: dal 1° gennaio 2026, nelle sue gare di calendario, l'arco istintivo tira dal picchetto giallo e non più dal blu.
Nella FIARC il percorso segue la stessa logica, ma il tiro di campagna prende la forma del tiro alla sagoma: le piazzole simulano situazioni di caccia, con sagome di animali di carta o tridimensionali. Ogni piazzola ha una tabella con il numero, i picchetti, i bersagli e l'ordine di tiro, e si gira in squadre da tre a sei arcieri, guidate da un caposquadra che assegna i punti; il regolamento chiede che una squadra non sia formata soltanto da arcieri della stessa compagnia, come nella FIARC si chiamano le società. I picchetti di tiro sono gialli, mentre per i Cuccioli, i più giovani, c'è un picchetto rosso più vicino al bersaglio e sui bersagli più grandi ce n'è uno blu per gli Scout: rispetto a World Archery, dove il rosso è il picchetto più lontano, i colori si leggono al contrario. Il percorso porta con sé prove che nella targa non esistono, cioè tiri in ginocchio, postazioni sopraelevate o su tree stand, sagome mobili su un carrello e piazzole a tempo limitato, dove le frecce vanno tirate in 30 secondi dal via. Il tempo limitato vale per arco storico, longbow e ricurvo; le altre categorie e tutti i Cuccioli, su quelle piazzole, tirano con le modalità normali. Ogni serie ha comunque un tempo massimo, che parte quando l'arciere supera la tabella: un minuto se si tira una freccia, due per due frecce, tre per tre.
Nella IFAA si tira in gruppi da tre a sei arcieri, di solito quattro, a coppie, una accanto all'altra: da tre a quattro nei round a distanza conosciuta, da tre a sei in quelli a distanza sconosciuta. I picchetti hanno un colore per ogni round, bianco nel field round, rosso nell'hunter round e giallo nei round su sagome di animali e nel 3D, con il blu per gli juniores quando non tirano dal picchetto degli adulti e il nero per i più piccoli, i cub. Anche qui nessuno avanza verso il bersaglio finché tutto il gruppo non ha tirato.
Il bersaglio e il punteggio
La visuale da campagna di World Archery è diversa da quella della targa: ha un centro giallo diviso in due zone, che valgono 6 e 5, e attorno quattro anelli neri della stessa larghezza (World Archery ammette anche il color petrolio, obbligatorio nei campionati mondiali e continentali), che valgono da 4 a 1. Le visuali sono di quattro misure, da 20, 40, 60 e 80 centimetri di diametro, e le più piccole si montano in gruppo sullo stesso paglione: quattro da 40 centimetri, una per arciere, oppure dodici da 20 in quattro colonne da tre, e lì ogni arciere tira una freccia su ciascuna visuale della sua colonna. Su 24 bersagli e 72 frecce il punteggio massimo è quindi 432.
Le visuali della IFAA sono anch'esse di quattro misure, da 20, 35, 50 e 65 centimetri, ma hanno tre sole zone: il centro, lo spot, vale 5, l'anello interno 4 e quello esterno 3. Nel field round lo spot è nero, l'anello interno bianco e quello esterno nero; nell'hunter round la visuale è tutta nera con lo spot bianco. Su 28 bersagli e 112 frecce il massimo è 560, e chi lo ottiene in una gara riconosciuta dalla IFAA può entrare nel 560 Perfect Club, l'elenco che la IFAA tiene apposta. Nei round su sagome di animali il punteggio cambia: si tirano fino a tre frecce, fermandosi alla prima che va a segno, e la prima vale 20 punti nella zona centrale e 18 nel resto della sagoma, la seconda 16 e 14, la terza 12 e 10. Nei due round 3D si tira invece una freccia per picchetto, su sagome divise in tre zone: nel round a una freccia la zona centrale vale 20, quella che la circonda 16 e il resto dell'animale 10, mentre in quello a due frecce, dove contano tutte e due, le stesse zone valgono 10, 8 e 5.
Le sagome della FIARC hanno tre zone di punteggio: la sagoma dell'animale, lo spot al suo interno e, dentro lo spot, un cerchio più piccolo, il super spot. I bersagli sono divisi in quattro gruppi secondo la misura dello spot, dal gruppo 1, il più grande, al gruppo 4, e se su una sagoma di carta il super spot manca va disegnato, con un diametro di 110 millimetri nel gruppo 1 e di 35 nel gruppo 4. Il punteggio dipende dalla zona colpita e, quando su una piazzola si tirano più frecce, dall'ordine della freccia: la prima vale di più, e siccome da più picchetti si tira in avvicinamento, la prima è anche quella tirata da più lontano. Il regolamento sportivo prevede quattro gare, riassunte nella tabella.
| Gara FIARC | Piazzole e frecce | Distanza massima | Punteggio |
|---|---|---|---|
| Battuta | 28 piazzole e 48 sagome, una freccia per sagoma: sagome singole, mobili, branchi di tre e gruppi di tre a tempo. | 40 metri per i gruppi 1 e 2, 30 per il gruppo 3, 20 per il gruppo 4. | Super spot 13, spot 11, sagoma 7. |
| Percorso | 24 piazzole, tre frecce da tre distanze, 72 in tutto; contano tutte e tre. | Come nella Battuta. | Super spot 11, 9 e 7 per la prima, la seconda e la terza freccia; spot 9, 7 e 5; sagoma 6, 4 e 2. |
| Tracciato | 24 piazzole, fino a tre frecce da tre distanze; conta solo la prima freccia a segno. | 55 metri per il gruppo 1, 40 per il 2, 30 per il 3, 20 per il 4. | Super spot 22, 16 e 10; spot 20, 14 e 8; sagoma 16, 10 e 4. |
| Round 3D | 24 piazzole, due frecce da due distanze, solo sagome tridimensionali. | 35 metri per tutti i gruppi. | Super spot 16 e 9; spot 14 e 7; sagoma 10 e 5. |
Sulle sagome tridimensionali la FIARC e la IFAA contano nello stesso modo le parti che non sono l'animale: una freccia nella base, nel supporto o nelle corna non vale punti.
Distanze conosciute e sconosciute
Nelle regole World Archery un percorso si costruisce a blocchi di dodici bersagli. Nel blocco a distanze conosciute la distanza è scritta sul picchetto e cresce con la misura della visuale: dal picchetto rosso, per esempio, le visuali da 20 centimetri stanno a 10, 15 e 20 metri e quelle da 80 a 50, 55 e 60. Nel blocco a distanze sconosciute il picchetto non dice niente, e il regolamento fissa soltanto una forchetta per ogni misura di visuale, quella della figura: dal picchetto rosso la visuale da 80 centimetri può stare fra 35 e 55 metri, dal blu fra 30 e 45, dal giallo fra 20 e 35. Un percorso può essere tutto a distanze conosciute, tutto a distanze sconosciute o metà e metà, e quando la qualificazione di una gara World Archery prevede un percorso a distanze sconosciute e uno a distanze conosciute, quello a distanze sconosciute si tira il primo giorno.
Nella IFAA le due cose stanno in round diversi. Nel field round e nell'hunter round la distanza è scritta su ogni picchetto, e nel field round va da 20 piedi, circa 6 metri, sulla visuale da 20 centimetri, a 80 yard, circa 73 metri, su quella da 65. I round su sagome di animali esistono in due versioni, a distanze conosciute e sconosciute, e in tutte e due, come nei round 3D, il bersaglio più grande sta per gli adulti al massimo a 60 yard, circa 55 metri. Nella FIARC, invece, tutti i tiri sono a distanza sconosciuta: le distanze massime della tabella si misurano dal primo picchetto, con una tolleranza del 5%, e prima della gara nessuno può tirare sul percorso allestito.
A distanza sconosciuta la stima la fa l'arciere, a occhio, e le federazioni la proteggono in modi simili. World Archery e FITARCO vietano telemetri e qualunque aiuto per stimare distanze o pendenze, ammettono i binocoli solo se non hanno scale o segni utili a misurare, e finché il bersaglio non è stato segnato nessuno nel gruppo può parlare di distanze. La IFAA ammette strumenti ottici tenuti in mano, purché non possano misurare distanze o angoli e siano stati controllati prima della gara, e non permette di usare la macchina fotografica come telemetro; un chiarimento del 1° giugno 2026 aggiunge che negli stili senza mirino non si può tenere verso il bersaglio nessun oggetto che serva a stimare la distanza o a prendere un riferimento di mira, patella compresa. La FIARC permette binocolo e cannocchiale solo prima o dopo la propria serie di frecce, vieta di portare in gara qualunque strumento capace di misurare una distanza e vieta anche gli appunti che servano a stimarla e le informazioni sulle distanze passate ad altri arcieri.
Quanto sia grande l'errore di stima lo ha misurato un solo studio, su ventotto arcieri compound, ricurvo e tradizionali che stimavano la distanza di oggetti in campo aperto: l'errore tipico cresce con la distanza, e sull'oggetto più lontano, a circa 50 metri, valeva fra un terzo e più di metà della distanza stessa. Nel registro l'errore di stima che cresce con la distanza è riportato, perché si regge su quell'unico studio descrittivo. Di come si lavora sulla stima, e di che cosa cambia rispetto alla targa, parlo nel confronto fra tiro 3D e tiro target.
Divisioni, categorie e stili: si tira anche senza mirino
Nel tiro di campagna di World Archery le divisioni sono tre: ricurvo, compound e arco nudo. Il ricurvo e il compound sono quelli della targa, con il mirino; sui percorsi a distanze sconosciute, però, il mirino non può avere niente che serva a valutare la distanza, e l'arciere può portare con sé le sue tacche di mira, una sola per ciascuna distanza. L'arco nudo è un ricurvo senza mirino e senza stabilizzatori. Si possono montare dei pesi, purché l'arco con tutto quello che porta passi attraverso un anello di 12,2 centimetri, e per adattare il tiro alla distanza sono ammessi lo string walking, cioè far scendere le dita lungo la corda sotto la cocca, e il face walking, cioè cambiare il punto di ancoraggio sul viso.
La FITARCO, la federazione italiana affiliata a World Archery, nel campagna riconosce arco olimpico, arco nudo, compound e longbow, e in via sperimentale l'arco istintivo, che il regolamento chiama anche tradizionale. L'arco istintivo ha il riser in laminato o in un unico pezzo di legno, un rest che non si regola e nessun indicatore d'allungo, e ammette un solo ancoraggio fisso oppure il face walking, ma non lo string walking. Il longbow deve avere la forma tradizionale, essere lungo almeno 150 centimetri e tirare soltanto frecce di legno con penne naturali, senza string walking né face walking. In tutte le divisioni senza mirino l'arco non può portare segni che aiutino a mirare.
La FIARC ha otto categorie, più quella degli Ospiti, fuori classifica, per chi tira con un'attrezzatura che la sua categoria non ammette. Cinque si tirano senza mirino. L'arco storico può avere forma storica o un'altra forma, ma è fatto con materiali simili a quelli dell'epoca o soltanto naturali, senza parti sintetiche, e così le sue frecce; il longbow, con l'arco incordato, deve avere un'unica curvatura e tirare frecce di legno con penne naturali; il ricurvo può essere lungo al massimo 64 pollici e non monta stabilizzatori. In queste tre categorie aggancio e punto di rilascio non cambiano durante la gara e si tira con tutti e due gli occhi aperti, e nel longbow e nel ricurvo la cocca sta fra indice e medio. L'arco nudo ammette uno stabilizzatore lungo al massimo 12 pollici e dei pesi sull'impugnatura, si può chiudere un occhio, e aggancio e rilascio si possono spostare in verticale durante la gara, cioè sono ammessi string walking e face walking; nella categoria Arco Compound si tira il compound senza mirino e con le dita. Le tre categorie con mirino sono tutte di compound: lo Stile Libero ha un mirino da caccia con al massimo cinque punti fissi e si tira con le dita, lo Stile Libero Illimitato aggiunge lo sgancio meccanico e il Freestyle ammette qualunque sistema di mira che non sia elettrico o elettronico. Le classi d'età sono Cuccioli, dai 7 ai 13 anni, Scout fino ai 18, Cacciatori e, nelle gare nazionali, Seniores dai 55, e per i più giovani c'è un libbraggio massimo, 25 libbre per i Cuccioli e 40 per gli Scout. In tutte le categorie la freccia non può uscire dall'arco a più di 300 piedi al secondo, circa 91 metri al secondo, lo stesso limite della IFAA.
Anche la IFAA divide l'attrezzatura in stili. Con il mirino si tirano il freestyle, unlimited con lo sgancio e limited senza, e il bowhunter unlimited e limited, che ha un mirino da quattro o cinque punti fissi da non spostare durante il round. Senza mirino si tirano il barebow, ricurvo o compound, che ammette gli stabilizzatori e gli appunti scritti portati addosso; il bowhunter, ricurvo o compound, con un solo punto d'ancoraggio, l'indice che tocca la cocca e una posizione delle dita che non cambia durante la gara; il ricurvo tradizionale, con riser e flettenti a base di legno, senza rest e senza face walking; il longbow, con frecce di legno e penne naturali e aggancio mediterraneo; e l'arco storico, costruito come prima del 1900 e con materiali dell'epoca. Il chiarimento del 2026 sulla patella si capisce da qui: nel barebow i segni sulla patella possono servire a trovare la posizione delle dita rispetto alla freccia, ma la patella non si può alzare verso il bersaglio per misurare.
Perché piace a chi tira con l'arco tradizionale
Chi tira senza mirino trova nel campagna il terreno in cui il suo modo di tirare ha più senso. Sulla targa le distanze sono sempre le stesse, e chi ha il mirino ha la tacca già segnata; sul percorso la distanza cambia a ogni piazzola, il bersaglio sta in salita o in discesa, e il tiro si costruisce guardando il bersaglio. Anche il ritmo è un altro: poche frecce e poi il sentiero, e la giornata passa all'aperto, in gruppo. Per questo chi sceglie l'arco nudo, l'istintivo o il longbow nella FITARCO, o l'arco storico, il longbow e il ricurvo nella FIARC, trova nel campagna la gara più vicina al suo modo di tirare, e le differenze fra queste famiglie di archi le racconto nel confronto fra istintivo, ricurvo olimpico e compound.
Il percorso chiede anche qualcosa al corpo: si cammina, spesso in salita, e si arriva al picchetto con il fiato più corto che sulla linea di tiro. Se questo peggiori la prima freccia non è stato verificato in modo utile: nel registro l'idea che il fiato corto peggiori la prima freccia resta non studiata, perché l'unico dato viene da un abstract di congresso che non fa il confronto che servirebbe. Chi comincia può comunque prendersi qualche respiro prima di alzare l'arco. Nelle gare World Archery il cronometro dell'arbitro entra in gioco solo quando un gruppo rallenta il percorso, e anche allora, in qualificazione, il tempo limite è di 180 secondi; nella FIARC c'è un minuto per freccia da quando si supera la tabella, e solo sulle piazzole a tempo limitato, per chi tira con l'arco storico, il longbow o il ricurvo, le frecce vanno tirate in 30 secondi.
Come si comincia
Il primo passo è trovare una società che pratichi il tiro di campagna: nella FIARC è la disciplina della federazione, mentre fra le società FITARCO non tutte lo fanno. Conviene chiedere se hanno un percorso o se vanno a tirare su quelli di altre società, e a quale federazione sono affiliate, perché da questo dipendono regole, divisioni e gare. Il corso base si fa di solito sul campo della società, a distanze corte, e il percorso arriva quando il tiro è abbastanza sicuro. Nella FIARC chi è ancora nel percorso di formazione ha il FIARC Pass verde, e con quello può gareggiare in una Training Class, nelle gare regionali e amichevoli: al massimo cinque allievi per piazzola, accompagnati da un istruttore federale iscritto alla gara, anche con l'attrezzatura del corso e fuori classifica. Per le gare normali serve il FIARC Pass rosso, e la data da cui l'arciere è abilitato la scrive sul pass l'istruttore. Le cose da curare all'inizio sono le stesse del tiro alla targa, e le trovi negli errori più comuni dei principianti. La quota del corso e quella annuale le decide la società, mentre il costo della tessera FITARCO e quello del FIARC Pass si trovano presso la società o sul sito della federazione.
Per il percorso servono poche cose in più rispetto al campo: scarpe con una buona presa, vestiti adatti al bosco e al tempo che fa, una faretra da cintura o da schiena che lasci le mani libere mentre si cammina, e qualche freccia di scorta, perché nel bosco una freccia che manca il paglione non sempre si ritrova, e le regole FIARC e IFAA chiedono di cercare le frecce perse a fine gara, senza trattenere i gruppi che seguono. Nella FIARC ogni freccia deve portare vicino all'impennaggio il numero di tessera dell'arciere, e dove si tirano due o tre frecce sulla stessa piazzola vanno numerate con degli anelli, come nei round su sagome di animali della IFAA. Sul percorso si impara dal primo giorno a tirare solo quando nessuno si trova fra il picchetto e il bersaglio, né dietro il bersaglio, e ad andare verso il bersaglio solo quando tutto il gruppo ha finito. Quanto alle frecce, un calcolo fatto per un compound, senza arcieri e senza tiri, suggerisce che nel campagna convenga l'asta più leggera a parità di spine; nel registro l'asta leggera per il tiro di campagna è trasferita, perché si regge su un modello e non su prove con arcieri, e per le prime uscite va bene la freccia che l'istruttore ha scelto per il tuo arco.