Scheda studio

Visualizzazione e punteggio nel tiro: Zervas 1991

Visuomotor Behavior Rehearsal in Archery Shooting Performance

Yannis Zervas, Vassilis Kakkos1991

Citazione

Zervas, Y., & Kakkos, V. (1991). Visuomotor Behavior Rehearsal in Archery Shooting Performance. Perceptual and Motor Skills, 73(3_suppl), 1183-1190. https://doi.org/10.2466/pms.1991.73.3f.1183

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APA

Zervas, Y., & Kakkos, V. (1991). Visuomotor Behavior Rehearsal in Archery Shooting Performance. Perceptual and Motor Skills, 73(3_suppl), 1183-1190. https://doi.org/10.2466/pms.1991.73.3f.1183

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Scheda tecnica

Disegno
Studio controllato
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
18
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Perceptual and Motor Skills

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Quattro settimane di rilassamento e visualizzazione non hanno migliorato i punteggi di nove arcieri della nazionale greca più di quanto siano migliorati nove arcieri che si allenavano soltanto. Lo studio è stato fatto durante la stagione indoor, usando due gare reali di pari importanza, a quattro settimane di distanza, come misura prima e dopo.

Il gruppo trattato è passato da 498 a 513 punti su 600, il controllo da 434 a 454. Con l'analisi della covarianza, che tiene conto del punteggio di partenza, la differenza fra i gruppi al secondo torneo è nulla (F 0,11). Nemmeno le tre scale del questionario sull'ansia di gara si sono mosse: ansia somatica (F 0,85), ansia cognitiva (F 0,48) e fiducia in sè (F 0,85), tutte senza differenze significative. L'unica misura cambiata è la sensazione di tensione, raccolta su una scala da 1 a 10 prima e dopo ogni seduta di rilassamento (F 4,25, p sotto 0,01): dopo la seduta i partecipanti si sentivano più rilassati.

Gli autori segnalano, fuori dalle statistiche, che nella seconda gara il gruppo trattato ha fatto cadere un record nazionale e due record personali, e che sette dei nove hanno riferito di essersi sentiti molte volte del tutto coinvolti nel proprio tiro, due sempre. Aggiungono anche l'argomento che salire di punteggio partendo da 498 è più difficile che salire partendo da 434: è un'osservazione loro, non una correzione applicata ai dati.

Come è stato misurato

Diciotto atleti, sei donne e tre uomini per gruppo, di età fra i 13 e i 44 anni (media 25,0) e con da tre a cinque anni di gare alle spalle (media 3,8). I nove del gruppo sperimentale erano tutti membri della nazionale greca, con esperienza internazionale; i nove del controllo erano scelti fra i migliori arcieri che non avevano raggiunto lo standard per la nazionale. Nessuno aveva mai seguito prima un percorso di allenamento mentale. Il controllo ha fatto lo stesso allenamento fisico del gruppo trattato, senza nient'altro: non c'era una condizione finta, e i gruppi non sono stati sorteggiati.

Il programma è quello che in letteratura si chiama visuomotor behavior rehearsal: centratura dell'attenzione sul respiro, rilassamento breve e ripetizione in immaginazione. Otto incontri in quattro settimane, due a settimana, il primo di due ore, il secondo di un'ora e mezza, gli altri sei di un'ora, più esercizio quotidiano a casa. Gli arcieri imparavano a vedersi eseguire sei fasi del tiro (preparazione, caricamento dell'arco con presa e dita sulla corda, puntamento con ancoraggio e mira, rilascio, follow through, recupero), prima una alla volta e poi di seguito, potendo soffermarsi più a lungo su una fase da correggere. Per l'aspetto cinestesico lavoravano a coppie, descrivendo al compagno quello che sentivano al presente, e usavano un cronometro perché il regolamento dava 150 secondi per tre frecce. L'allenatore della nazionale era presente a tutti gli incontri.

Le misure: il punteggio di 60 frecce a 18 metri, su 600, con il centro di 4 centimetri di diametro; il questionario sull'ansia di gara nella seconda versione, somministrato 15 minuti prima di ciascuna gara; un test di capacità di immaginazione all'ingresso, superato da tutti; la scala di tensione da 1 a 10; e, nell'ultima settimana, un resoconto scritto dei partecipanti sul proprio impegno nel programma.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

Nove persone per gruppo sono poche per trovare una differenza che non sia grande, e gli autori non hanno calcolato in anticipo quante ne servissero. I due gruppi partivano da livelli molto diversi, 498 contro 434 punti, e sono diversi anche per selezione: da una parte la nazionale, dall'altra chi non ci era entrato. L'analisi della covarianza corregge per il punteggio iniziale, ma non rende i due gruppi confrontabili su tutto il resto.

Non c'è sorteggio e non c'è una condizione finta: il gruppo trattato ha ricevuto otto incontri di attenzione, in presenza dell'allenatore della nazionale, che dichiarava il suo sostegno al programma citando campioni che usavano strategie simili. Quella è una parte del trattamento, e non è separabile dal rilassamento e dall'immaginazione.

Gli stessi autori attribuiscono l'esito nullo alla brevità del programma, quattro settimane, e spiegano che non potevano allungarlo perché la seconda gara era l'ultima indoor dell'anno. È una spiegazione possibile fra altre, e lo studio non può distinguerla dall'ipotesi che il trattamento non faccia effetto.

Record nazionale e record personali citati nella discussione non entrano in nessuna analisi: sono due gare sole, e in una gara i record cadono anche senza intervento. La tabella dei punteggi, nel testo che abbiamo letto, è impaginata in modo che le deviazioni standard non si possano attribuire con certezza alle quattro celle: questa scheda riporta solo le medie.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere il risultato utile è quello negativo: un programma strutturato di rilassamento e visualizzazione, otto incontri in quattro settimane con pratica quotidiana a casa, non ha spostato i punteggi di gara più del normale allenamento, e non ha abbassato l'ansia misurata con un questionario prima della gara. Vale per arcieri già formati, in gara indoor, su una finestra di quattro settimane.

Quello che si è mosso è la sensazione soggettiva: dopo ogni seduta i partecipanti si sentivano più rilassati, e nei resoconti finali diversi hanno scritto di avere imparato qualcosa che usavano anche fuori dal campo, agli esami o nelle situazioni difficili. È un esito riferito, non misurato sul bersaglio, e lo studio non lo collega al punteggio.

Lo studio non dice che l'allenamento mentale sia inutile: dice che questo programma, in questo formato e in questo tempo, non ha prodotto una differenza visibile su diciotto persone. Gli stessi autori indicano la durata come il punto debole, e nel registro questa resta una domanda aperta piuttosto che una risposta.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Visuomotor Behavior Rehearsal in Archery Shooting Performance. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/zervas-1991-visuomotor-behavior

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