Scheda studio

Respirazione lenta e tiro: rassegna Russo 2017

The physiological effects of slow breathing in the healthy human

Marc A. Russo, Danielle M. Santarelli, Dean O'Rourke2017

Citazione

Russo, M. A., Santarelli, D. M., & O'Rourke, D. (2017). The physiological effects of slow breathing in the healthy human. Breathe, 13(4), 298-309. https://doi.org/10.1183/20734735.009817

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APA

Russo, M. A., Santarelli, D. M., & O'Rourke, D. (2017). The physiological effects of slow breathing in the healthy human. Breathe, 13(4), 298-309. https://doi.org/10.1183/20734735.009817

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Scheda tecnica

Disegno
Revisione narrativa
Popolazione
Non sportivi
Livello
Non pertinente
Disciplina
Non pertinente
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Breathe

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

È una rassegna narrativa, scritta da tre autori di una clinica australiana del dolore, su che cosa succede nell'organismo di persone sane quando respirano lentamente, cioè, nella definizione degli autori, tra 4 e 10 atti al minuto, contro i 10-20 abituali. Non presenta dati nuovi: mette in ordine gli studi su respirazione, circolazione e sistema nervoso autonomo.

Il filo della rassegna è questo: quando il respiro rallenta cresce il volume di ogni atto e lo scambio di gas diventa più efficiente; frequenza cardiaca e pressione oscillano di più al ritmo del respiro; la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e la sensibilità del riflesso che regola la pressione aumentano, con un massimo intorno a 6 atti al minuto, la cosiddetta frequenza di risonanza, che però varia da persona a persona. Sul sistema nervoso autonomo gli studi citati indicano uno spostamento verso il versante parasimpatico, quello del recupero; gli autori precisano che il respiro lento non spegne il simpatico, ma sembra renderlo più reattivo e meglio bilanciato. Propongono come respirazione «ottimizzata» un ritmo tra 6 e 10 atti al minuto, con respiri più ampi ottenuti con il diaframma, e notano che in letteratura non risultano effetti avversi in questo intervallo.

Come è stato misurato

Gli autori hanno cercato su Medline gli studi sulla respirazione tra 4 e 10 atti al minuto nell'uomo, escludendo quelli con carichi respiratori, apparecchi per la ventilazione, altre tecniche di respirazione, meditazione, yoga, esercizio o diete, e mentre scrivevano hanno allargato la ricerca alla fisiologia di base. Non indicano quanti studi abbiano trovato, né con quali criteri li abbiano scelti o valutati, e non fanno una sintesi numerica dei risultati.

Ogni sezione parte dalla fisiologia del respiro normale e passa poi agli effetti del respiro lento, nell'ordine: apparato respiratorio, apparato cardiovascolare, interazione tra cuore e respiro (HRV, riflesso della pressione, aritmia respiratoria) e sistema nervoso autonomo. Una tabella finale riassume gli effetti, distinguendo con il corsivo quelli documentati da quelli ipotizzati.

Limiti

Come ogni rassegna narrativa, dipende dalle scelte degli autori: senza criteri dichiarati non si sa quanto sia completa né quanto pesino gli studi piccoli. Molti degli effetti riassunti vengono da prove brevi, in laboratorio, con persone sedute o sdraiate che respirano a un ritmo imposto; gli stessi autori scrivono che le registrazioni durante una pratica prolungata sono scarse. Alcuni meccanismi, come l'origine dell'aritmia respiratoria, sono presentati come ancora discussi, e il rapporto tra basse e alte frequenze dell'HRV, usato per descrivere l'equilibrio tra simpatico e parasimpatico, è definito dagli stessi autori un indice qualitativo.

La tabella finale mette insieme effetti misurati e ipotesi, distinti solo dal corsivo, e il riferimento alla salute e alla longevità è una prospettiva degli autori, non qualcosa che la rassegna dimostri. Lo sport non è trattato: non c'è nessuno studio su atleti, su gesti di precisione o sul respiro durante uno sforzo.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira la rassegna serve come base fisiologica, non come metodo. Spiega perché qualche respiro lento e ampio cambia in fretta frequenza cardiaca e HRV, e da dove viene il riferimento ai circa 6 atti al minuto, la frequenza a cui negli studi di laboratorio HRV e riflesso della pressione raggiungono il massimo. Non dice niente su che cosa succeda al tiro: non riguarda la mira, il respiro trattenuto durante la trazione o la prestazione, e non mostra che un'HRV più alta prima della volée porti a frecce migliori.

Nel registro conta come fonte di sfondo sulla fisiologia della respirazione lenta nelle persone sane. Le affermazioni che collegano respiro, HRV e tiro hanno bisogno di studi che misurino arcieri mentre tirano.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The physiological effects of slow breathing in the healthy human. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/russo-2017-slow-breathing

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