Gli arcieri di livello più alto resistono meglio alla fatica del tiro

4 studi · 36 arcieri misurati

A favoreContestoContro19952000200520102015202020251999, a favore, n = 201994, a favore, n = 121994, contro, n = 122017, contesto, n = 22020, a favore, n = 2
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Tre studi su arcieri vanno in questa direzione, ma nessuno basta da solo e insieme restano un indizio. Nel 1994 dodici arcieri italiani di due livelli hanno fatto sei serie da dieci tenute di venti secondi: l'oscillazione laterale dell'arco è cresciuta in tutti, dal 6 al 39%, e meno quanto più alto era il punteggio FITA (r = -0,65), mentre i meno forti hanno alzato di più l'attività del bicipite (16% contro 12) e, secondo il testo, allungato la mira, anche se il coefficiente stampato per quel legame ha il segno opposto. Lo stesso studio però non trova legami fra livello e cambiamento del centro di pressione, mostra due arcieri dello stesso gruppo che reagiscono in modo diverso, e non vede il punteggio cambiare in nessuno. Nel 1999 venti giovani svedesi hanno riferito uno sforzo percepito più basso nei più forti, 9,5 contro 12,9 sulla scala di Borg, ma dopo dodici frecce, che non sono una gara. Nel 2020, lungo 72 frecce a 70 m, un principiante ha perso il 10,8% di forza di presa e mostrato i segni elettromiografici della fatica nei flessori delle dita, mentre un arciere della nazionale brasiliana è rimasto stabile: sono due persone. E nessuno studio ha ancora mostrato che la fatica costi più punti ai meno forti che ai più forti.

Formulata anche come: gli arcieri esperti si stancano meno; resistenza alla fatica e livello; i più forti calano meno a fine gara; fatica ed esperienza nel tiro con l'arco; abituarsi al volume di gara

Nella pratica

Si dice che chi tira da più anni si stanca meno: il fisico si abitua al volume di una gara, e a fine giornata i più forti tirano come all'inizio mentre gli altri calano.

Evidenze

  • 1994
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    12 arcieri della federazione italiana, 7 intermedi (1180-1300 punti FITA) e 5 di alto livello (oltre 1300), dieci frecce a 12 m prima e dopo sei serie da dieci tenute di venti secondi: l'oscillazione laterale dell'arco cresce in tutti, dal 6 al 39% (media 20%), e cresce meno quanto più alto è il punteggio FITA (r = -0,65, p < 0,05). Dopo la fatica i meno forti allungano la fase di mira (il coefficiente è stampato come 0,81 positivo, mentre il testo descrive la relazione opposta) e l'aumento dell'attività elettrica è più marcato nel bicipite degli intermedi, 16% contro 12. Il punteggio non cambia in modo significativo in nessuno.

    Fatigue effects on shooting archery performance · Roberto Squadrone, Renato Rodano, C. Gallozzi

  • 1994
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    Nello stesso studio, dopo la fatica alcuni arcieri allungano il percorso del centro di pressione nell'ultimo secondo prima del rilascio, segno di correzioni più rapide, ma l'entità del cambiamento non si lega al livello tecnico, e lo spostamento del centro di pressione sui due assi non cambia né nei singoli né nei gruppi. Anche l'attività muscolare dipende dalla persona più che dal gruppo: due arcieri di alto livello aumentano il bicipite del 21% e del 5%. Gli autori concludono che una parte dei cambiamenti dipende dal livello e una parte è propria di ciascun arciere.

    Fatigue effects on shooting archery performance · Roberto Squadrone, Renato Rodano, C. Gallozzi

  • 1999
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    20 arcieri svedesi di 13-18 anni, divisi da quattro tecnici federali in tre livelli (7 meno forti, 7 intermedi, 6 élite), quattro serie da tre frecce in condizioni di gara dopo 45 minuti in poltrona o in vasca di galleggiamento: nella condizione di controllo lo sforzo percepito sulla scala di Borg da 6 a 20 è 9,50 negli élite contro 12,86 sia nei meno forti sia negli intermedi (differenza fra i gruppi F(2,17) = 6,23, p = 0,010, con il confronto post hoc significativo rispetto a entrambi gli altri gruppi). La misura è soggettiva e arriva dopo dodici frecce.

    Primary process in competitive archery performance: Effects of flotation REST · Torsten Norlander, Henrik Bergman, Trevor Archer

  • 2017
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Due arcieri compound destrimani, uno esperto e uno che tirava di rado, registrati con l'elettromiografia di superficie su cinque frecce: secondo la stima di forza degli autori, in trazione l'esperto distribuisce il lavoro del braccio della corda su bicipite e deltoide (280 e 213,9 N), l'altro lo concentra sul bicipite (371,1 N). Gli autori concludono che il secondo sarebbe più esposto alla fatica, ma la fatica non è stata misurata, e loro stessi chiedono almeno dieci arcieri per gruppo.

    Comparison of upper limb muscles behaviour for skilled and recreational archers using compound bow · Muhammad Shahimi Ariffin, Azmin Sham Rambely

  • 2020
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    Un arciere d'élite di 16 anni della nazionale brasiliana e un principiante della stessa età con nove mesi di pratica, gara simulata di 72 frecce a 70 m: il principiante perde forza di presa nella mano dominante da 80,2 a 71,5 libbre (-10,8%) e nella non dominante da 75,0 a 70,0, mentre l'élite resta intorno alle 94. Nei flessori delle dita del principiante l'ampiezza elettromiografica quasi raddoppia, da 0,387 a 0,720 V (l'articolo scrive +46,2%), e la frequenza mediana scende di poco, da 122 Hz alla seconda serie a 117 alla dodicesima (-4,1%), con un minimo di 112 alla sesta, mentre nell'élite l'ampiezza scende da 0,279 a 0,221 V e la frequenza resta stabile (da 146 a 140 Hz). Lo sforzo percepito del principiante sale da 0 a 5 su 10 e il lattato da 1,5 a 2,8 mmol/L dopo la decima serie. Descrizione senza statistica.

    Physiological demands of archery: effect of experience level · Thiago Oliveira Borges, Alexandre Moreira, Reury Frank Bacurau, Fernando Henrique Magalhães, Caroline Dario Capitani, Alexandre Nunes Martins, et al.

Storia dello stato

  1. 1994 Contestato Il primo studio che confronta arcieri di livello diverso sotto fatica, dodici italiani fra 1180 e oltre 1300 punti FITA, trova risultati in due direzioni. Dopo sei serie da dieci tenute di venti secondi l'oscillazione laterale dell'arco cresce in tutti, e cresce meno quanto più alto è il livello (r = -0,65); i meno forti alzano di più l'attività del bicipite e, secondo il testo, allungano la mira. Ma il cambiamento del percorso del centro di pressione prima del rilascio non dipende dal livello, e il punteggio non cambia in nessuno. Un solo studio, con misure che vanno in direzioni opposte: contestato.
  2. 1999 Riportato Arriva un secondo studio, su venti giovani arcieri svedesi divisi in tre livelli da quattro tecnici federali: dopo dodici frecce tirate in condizioni di gara, i sei più forti riferiscono uno sforzo percepito di 9,5 sulla scala di Borg, contro 12,9 degli altri due gruppi. È una misura soggettiva presa dopo poche frecce, ma è un secondo studio indipendente dalla parte dell'affermazione, e il quadro passa a riportato: l'evidenza a favore c'è, ed è limitata.
  3. 2017 Riportato Un confronto fra due arcieri compound, uno esperto e uno occasionale, registra l'attività elettrica dei muscoli delle braccia su cinque frecce: l'esperto divide la trazione fra bicipite e deltoide, l'altro la carica quasi tutta sul bicipite. Gli autori ne deducono che il meno esperto si stancherebbe prima, ma la fatica non l'hanno misurata e le persone sono due. È un'ipotesi coerente con l'affermazione, non una prova in più: lo stato resta riportato.
  4. 2020 Riportato Un confronto fra un arciere della nazionale brasiliana e un principiante, lungo una gara simulata di 72 frecce a 70 m, va nella stessa direzione: il principiante perde il 10,8% di forza di presa nella mano dominante, l'attività elettrica nei suoi flessori delle dita quasi raddoppia e la frequenza mediana scende di poco dalla seconda serie all'ultima, mentre l'arciere d'élite resta stabile. Sono due persone, descritte senza statistica, in una rivista regionale: lo stato resta riportato.

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Gli studi descrivono gruppi di arcieri: quanto il risultato valga per il tuo tiro lo dicono i tuoi numeri.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Gli arcieri di livello più alto resistono meglio alla fatica del tiro (Versione 3). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/allenamento-fisico/livello-e-resistenza-alla-fatica

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