Scheda studio
Palla medica per arcieri: studio Wattimena 2025
Enhancing archery-specific physical fitness: A controlled trial on the effects of medicine ball load variations
Citazione
Wattimena, F. Y., Humaid, H., Lubis, J., Pratama, O. S. Y., & Resmana, D. (2025). Enhancing archery-specific physical fitness: A controlled trial on the effects of medicine ball load variations. Journal Sport Area, 10(2), 244-252. https://doi.org/10.25299/sportarea.2025.vol10(2).21815
DOI: 10.25299/sportarea.2025.vol10(2).21815Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
Wattimena, F. Y., Humaid, H., Lubis, J., Pratama, O. S. Y., & Resmana, D. (2025). Enhancing archery-specific physical fitness: A controlled trial on the effects of medicine ball load variations. Journal Sport Area, 10(2), 244-252. https://doi.org/10.25299/sportarea.2025.vol10(2).21815
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author = {Wattimena, Ferry Yohannes and Humaid, Hidayat and Lubis, Johansyah and Pratama, Octavian Serka Yudha and Resmana, Dadan},
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doi = {10.25299/sportarea.2025.vol10(2).21815}
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio randomizzato
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Livello di società
- Disciplina
- Non dichiarata
- Numero di soggetti
- 30
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Journal Sport Area (rivista regionale)
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Trenta arcieri universitari indonesiani fra i diciannove e i ventidue anni, con almeno tre anni di pratica e tre allenamenti a settimana, assegnati a caso a tre gruppi da dieci: palla medica da tre chili, palla medica da quattro chili e controllo che continua il solo allenamento di tiro. Otto settimane, tre sedute a settimana, cinque esercizi di lancio, dieci ripetizioni per esercizio, dalle due alle tre serie. Chi misurava non sapeva a quale gruppo appartenesse l'atleta, e nell'analisi sono entrati solo quelli con almeno il novanta per cento di presenze.
Gli esiti sono tre prove di ginnastica. I piegamenti sulle braccia e gli addominali in un minuto per la resistenza, e lo stork test, cioè la tenuta su una gamba, per l'equilibrio. Nei due gruppi allenati i piegamenti passano da 38 a 46 e da 36 a 44, gli addominali da 56 a 64 e da 57 a 63, la tenuta sulla gamba sinistra da 41 a 52 e da 42 a 53 secondi, sulla destra da 43 a 55 e da 41 a 52. Nel controllo i piegamenti vanno da 36 a 39, gli addominali da 56 a 59, la tenuta da 41 a 46 e da 42 a 47 secondi, e queste variazioni sono dichiarate non significative.
Fra i due carichi non c'è differenza, e l'articolo lo dice con chiarezza: un chilo in più non cambia niente. È la risposta alla domanda del titolo, ed è una risposta utile, perché chiude una scelta che un allenatore potrebbe credere importante.
Quello che manca è il motivo per cui questo studio è nato. L'ultima frase dell'introduzione dice di volere valutare l'efficacia dell'allenamento con la palla medica «sull'equilibrio e sulla precisione» degli arcieri. La procedura dice che nella nona settimana si è fatta una prova di precisione a trenta metri. L'analisi statistica dice che un test t appaiato è stato usato per valutare i cambiamenti «di precisione e di equilibrio» fra prima e dopo. Nei risultati, della precisione non c'è una riga: nessuna tabella, nessuna figura, nessun numero, nessun accenno nella discussione o nelle conclusioni. Una prova sul bersaglio è stata fatta e non è stata riportata.
Come è stato misurato
Disegno sperimentale con tre gruppi, misura prima e dopo, assegnazione casuale. La popolazione sono arcieri universitari di diciannove a ventidue anni; la selezione è a scelta ragionata, con tre criteri: essere atleti attivi che si allenano almeno tre volte a settimana da tre anni, non avere avuto infortuni, in particolare alla parte alta del corpo, negli ultimi sei mesi, ed essere disposti a completare tutto il programma e tutte le prove. Approvazione etica dell'università statale di Giacarta. Trenta partecipanti, dieci per gruppo.
Il programma è lo stesso nei due gruppi allenati, cambia solo il peso della palla: lancio sopra la testa, passaggio dal petto, lancio con torsione laterale, lancio in accosciata e passaggio in affondo. Dieci ripetizioni per esercizio, due serie nelle settimane uno e due e tre serie dalla terza all'ottava, intensità dichiarata da moderata ad alta, dieci minuti di riscaldamento e cinque a dieci di defaticamento, sotto la guida di un allenatore di tiro con l'arco. Il controllo continua il normale allenamento di tiro senza aggiunte. La frequenza è stata registrata dagli allenatori.
Le misure di partenza comprendono altezza, peso, indice di massa corporea, percentuale di grasso, piegamenti e addominali in un minuto, e lo stork test. I tre gruppi partono equivalenti su età, peso, altezza e indice di massa corporea, con valori di p fra 0,228 e 0,424, e l'articolo li pubblica: è una buona pratica, e qui è rispettata. La percentuale di grasso, dichiarata misurata, non compare in nessuna tabella.
Nella nona settimana si fa la misura finale, che secondo la procedura comprende una prova di precisione a trenta metri e lo stork test, senza ripetere le misure antropometriche. Dei piegamenti e degli addominali finali, che poi sono riportati, la procedura non parla.
L'analisi dichiarata è un'analisi della varianza a misure ripetute a due vie per i confronti fra gruppi, il test di Shapiro e Wilk per verificare «l'omogeneità dei dati», e il test t appaiato per i cambiamenti fra prima e dopo. Lo stork test non è descritto: non si legge se a occhi aperti o chiusi, con le mani ai fianchi, con il tallone sollevato, quante prove e quale si tenga. Nessun risultato dell'analisi della varianza è pubblicato, e tutti gli esiti stanno in due figure a barre più la descrizione a parole.
Limiti
La prova sul bersaglio è stata fatta e non è stata riportata. Lo dicono tre punti dell'articolo: l'obiettivo dichiarato alla fine dell'introduzione, cioè valutare l'effetto su equilibrio e precisione; la procedura, secondo cui la misura finale della nona settimana comprende una valutazione della precisione a trenta metri; e l'analisi statistica, dove si legge di un test t appaiato per i cambiamenti di precisione ed equilibrio fra prima e dopo. Nei risultati la precisione non compare, e non compare nemmeno fra i limiti che gli autori riconoscono. Da notare, anche: nell'elenco delle misure iniziali la precisione non c'è, quindi un cambiamento fra prima e dopo non si sarebbe potuto calcolare in nessun caso. Resta una misura raccolta sul bersaglio di cui non si sa niente, e nel registro è la misura che conta.
Il secondo limite è che nessun numero di questo studio si può ricalcolare. Tutti gli esiti stanno in due figure a barre e nella loro descrizione a parole; non ci sono deviazioni standard, non ci sono valori di t, non ci sono gradi di libertà, non ci sono probabilità esatte, non ci sono misure dell'ampiezza dell'effetto e non c'è l'analisi della varianza a misure ripetute che i metodi dichiarano. Le dodici medie riportate nel testo sono tutte numeri interi, cioè arrotondate: con dieci persone per gruppo una media cade sui decimi, quindi quei valori sono letti dalla figura e non i valori effettivi. Qualunque verifica è quindi preclusa a chi legge.
Il terzo riguarda il confronto fra gruppi, che è la risposta alla domanda del titolo. I metodi dicono: «è stato usato un test t appaiato per confrontare resistenza ed equilibrio alla misura finale fra i gruppi». Un test appaiato confronta due misure sulle stesse persone e non può confrontare gruppi diversi, quindi la frase descrive un'operazione che non esiste. Che fra tre chili e quattro chili non ci sia differenza è probabilmente giusto e non sorprende, ma il test con cui si è stabilito non è leggibile.
Il quarto è il gruppo di controllo. I suoi cambiamenti sono dichiarati non significativi, e sono tre piegamenti, tre addominali e cinque secondi di tenuta su ciascuna gamba. Cinque secondi, su una base di quarantuno, sono il quaranta per cento del guadagno dei gruppi allenati, e senza la deviazione standard non si può sapere se con dieci persone quel cambiamento sia davvero compatibile con il caso. La frase delle conclusioni, per cui senza un intervento specifico non possono avvenire cambiamenti sostanziali nell'equilibrio, è più forte di quanto quei cinque secondi permettano.
Il quinto è la distanza fra gli esiti e il tiro, e va riconosciuto che gli autori lo scrivono da sé fra i limiti. Vale la pena dirlo in concreto: i piegamenti sono una spinta, mentre il braccio della corda tira; gli addominali sono una flessione del tronco, mentre in trazione il tronco resta eretto e lavora contro la rotazione; lo stork test è l'equilibrio su una gamba, mentre si tira su due piedi. Nessuna delle tre prove riproduce la geometria del gesto, e il programma di lanci, per quanto sensato come lavoro generale, non contiene niente di asimmetrico.
Il sesto sono i valori dello stork test, che partono fra i quarantuno e i quarantatré secondi in tutti e tre i gruppi e arrivano a cinquantadue e cinquantacinque. Sono tempi altissimi per quella prova, che di solito si chiude in tempi molto più brevi, e il protocollo non è descritto: a occhi aperti o chiusi cambia tutto, e senza quel dettaglio i numeri non si confrontano con nessuna norma né con altri studi.
Infine, il fatto che tutti abbiano migliorato di un terzo i piegamenti e di un quarto la tenuta in otto settimane, nel gruppo che fa i lanci come nell'altro, con un carico leggero e tre sedute a settimana, è un guadagno grande per atleti già allenati da tre anni. Non è impossibile, perché le prove di ginnastica rispondono molto all'abitudine alla prova stessa, e questo rafforza il punto sul controllo: anche lui ha ripetuto le stesse prove a otto settimane di distanza.
Cosa vuol dire per chi tira
Due cose si usano subito.
La prima è la risposta che l'articolo dà davvero: fra una palla da tre chili e una da quattro, in otto settimane, non cambia niente. Chi deve comprare una palla medica per il proprio gruppo non ha una scelta da fare, e chi ne ha già una non ha motivo di cambiarla. Il peso, in questo intervallo, non è la variabile su cui spendere attenzione.
La seconda è la dose, che è l'unico pezzo completamente descritto: tre sedute a settimana per otto settimane, cinque lanci diversi, dieci ripetizioni per esercizio, due serie per le prime due settimane e tre dalla terza, riscaldamento di dieci minuti e defaticamento di cinque a dieci. È un carico leggero, da inserire dopo il tiro o in un giorno a sé, e gli autori raccomandano quarantotto a settantadue ore fra le sedute. Per un gruppo universitario è realistico.
Quello che non si può portare via è il collegamento con il punteggio. Gli esiti sono piegamenti, addominali e tenuta su una gamba: tre prove di ginnastica, nessuna delle quali riproduce il gesto del tiro. Il braccio della corda tira e i piegamenti spingono; in trazione il tronco resta eretto e gli addominali lo flettono; si tira su due piedi e lo stork test misura una gamba. Gli autori lo riconoscono fra i limiti, cosa che va detta a loro credito, e la prova sul bersaglio a trenta metri, che secondo la procedura è stata fatta nella nona settimana, non appare in nessun risultato.
In pratica: se la palla medica entra nel programma come lavoro generale di forza e coordinazione per universitari che tirano tre volte a settimana, questo articolo dà una dose plausibile e dice di non preoccuparsi del peso. Se entra come intervento per alzare i punteggi, non c'è niente qui che lo sostenga, perché i punteggi non sono stati pubblicati.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Enhancing archery-specific physical fitness: A controlled trial on the effects of medicine ball load variations. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/wattimena-2025-medicine-ball
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author = {Campagna, Matteo},
title = {Scheda studio: Enhancing archery-specific physical fitness: A controlled trial on the effects of medicine ball load variations},
year = {2026},
howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
url = {https://matteocampagna.com/evidence/wattimena-2025-medicine-ball},
note = {consultato il 2026-10-16}
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