Scheda studio
Elastici o plank per arcieri: studio Purnama 2025
Differences in the effects of resistance band and plank exercises on arm muscle endurance in archers at the blora archery club
Citazione
Purnama, R. W., Pangestu, A., Rifqi, F., Andjani, L. Y., Saskara, D. L., & Pradana, D. D. (2025). Differences in the effects of resistance band and plank exercises on arm muscle endurance in archers at the blora archery club. Jorpres (Jurnal Olahraga Prestasi), 21(2), 38-41. https://doi.org/10.21831/jorpres.v21i2.95694
DOI: 10.21831/jorpres.v21i2.95694Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
Purnama, R. W., Pangestu, A., Rifqi, F., Andjani, L. Y., Saskara, D. L., & Pradana, D. D. (2025). Differences in the effects of resistance band and plank exercises on arm muscle endurance in archers at the blora archery club. Jorpres (Jurnal Olahraga Prestasi), 21(2), 38-41. https://doi.org/10.21831/jorpres.v21i2.95694
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author = {Purnama, Rachelino Wira and Pangestu, Arif and Rifqi, Frederico and Andjani, Lavaya Yuri and Saskara, Danendra Luhung and Pradana, Dhany Diva},
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number = {2},
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doi = {10.21831/jorpres.v21i2.95694}
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio controllato
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Giovani
- Disciplina
- Non dichiarata
- Numero di soggetti
- 12
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Jorpres (Jurnal Olahraga Prestasi) (rivista regionale)
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Dodici arcieri del club di Blora, in Giava centrale, fra i tredici e i diciassette anni: tutti i tesserati, non un campione. Sei fanno sedici sedute di elastici in due mesi, due volte a settimana, due o tre serie da dodici a venti ripetizioni a intensità dichiarata da leggera a moderata. Sei fanno il plank, tenute da venti a trenta secondi, due o tre serie, con uno o un minuto e mezzo di recupero. L'esito è un solo numero, i secondi di tenuta misurati prima e dopo con quello che l'articolo chiama Holding Bow Test.
Con gli elastici la tenuta passa da 31,83 ± 4,71 a 41,17 ± 4,45 secondi, più 9,34. Con il plank da 32,17 ± 4,62 a 45,67 ± 4,32, più 13,50. I due gruppi partivano praticamente uguali, trentadue secondi a testa, perché l'assegnazione è stata fatta appaiando i punteggi iniziali. Entrambi migliorano, e rifacendo i conti sui valori pubblicati entrambi migliorano in modo netto: il test appaiato dà t uguale a 9,97 con gli elastici e 20,65 con il plank, su cinque gradi di libertà.
Da qui l'articolo conclude che il plank è migliore. La conclusione è plausibile, ma il numero con cui la sostiene non misura quello che gli si chiede: il riassunto scrive che il plank ha mostrato un miglioramento maggiore «con valori di correlazione di 0,938 e 0,876». Quelle due cifre sono le correlazioni fra la misura iniziale e quella finale dentro ciascun gruppo, cioè la riga che il programma di statistica stampa accanto al test appaiato, e una correlazione non cambia se a tutti i valori finali si aggiunge o si toglie la stessa quantità. Per costruzione non può dire quanto si è migliorato.
Il confronto fra i due gruppi, poi, è dichiarato significativo sui valori finali, e sui valori finali pubblicati non lo è: 41,17 contro 45,67 con quelle deviazioni e sei persone per gruppo danno t uguale a 1,777 su dieci gradi di libertà, cioè p uguale a 0,106. Il confronto che invece regge è un altro, quello sui guadagni, che l'articolo non fa: 9,34 contro 13,50 secondi danno p uguale a 0,0055. La conclusione sopravvive, per una ragione diversa da quella scritta.
Nessuna freccia, nessun punteggio, nessun gruppo che si alleni normalmente senza aggiunte.
Come è stato misurato
Disegno con due gruppi, misura prima e dopo, nessun controllo. Il lavoro si è svolto al club di Blora, nel reggente di Blora, fra agosto e settembre 2024, su sedici incontri con frequenza di due volte a settimana. I dodici atleti sono stati presi per intero, cioè tutto il club, e divisi in due gruppi da sei con la tecnica dell'appaiamento ordinale: si ordinano i punteggi iniziali e si distribuiscono alternandoli, così i due gruppi partono equivalenti. Funziona, perché i due valori iniziali sono 31,83 e 32,17 secondi.
Il gruppo degli elastici lavora a intensità da leggera a moderata, due o tre serie, dodici a venti ripetizioni, uno o un minuto e mezzo fra le serie. Il gruppo del plank tiene la posizione da venti a trenta secondi, due o tre serie, con sessanta a novanta secondi di recupero. Quali esercizi con l'elastico, con quale resistenza, su quali piani di movimento: non è scritto. Se il carico sia stato aumentato nel corso delle sedici sedute non è scritto. Se oltre a questo i ragazzi abbiano continuato a tirare, e quanto, non è scritto, benché l'introduzione dica che al club si lavora soprattutto sulla tecnica in campo.
L'esito, lo Holding Bow Test, è nominato e non descritto. Non c'è una definizione, non c'è un riferimento a chi lo ha proposto, non c'è il protocollo: non si legge se l'arco sia tenuto in trazione completa o soltanto esteso, con quale libbraggio, con l'arco dell'arciere o con uno standard, con quale criterio si fermi il cronometro, né quante prove si facciano e quale si tenga. Non c'è nessun dato di ripetibilità. Trentadue secondi di tenuta sono un valore alto se la trazione è completa e modesto se l'arco è solo sostenuto, e la differenza fra le due letture cambia il significato dell'intero lavoro.
L'analisi è dichiarata così: test di normalità, test di omogeneità, test t appaiato dentro i gruppi e test t indipendente sui valori finali fra i gruppi, soglia 0,05. Nessun risultato di quei test è riportato oltre alla scritta p minore di 0,05: non ci sono valori di t, gradi di libertà, probabilità esatte, intervalli di confidenza né misure dell'ampiezza dell'effetto. La tabella dei risultati contiene quattro medie, quattro deviazioni e due differenze. Tutti i conti rifatti in questa scheda partono da lì e dalle due correlazioni citate nel riassunto.
Il metodo, spiegato: Test fisici da campo
Limiti
Il primo limite riguarda il numero con cui l'articolo sostiene la propria conclusione. Il riassunto dice che il plank ha dato un miglioramento maggiore degli elastici «con valori di correlazione di 0,938 e 0,876»: una correlazione fra la misura iniziale e quella finale dice se l'ordine fra gli atleti si è conservato, e resta identica se a ogni valore finale si aggiunge lo stesso numero di secondi. Quindi non misura un miglioramento, né il suo, né quello di nessun altro. Che si tratti proprio delle correlazioni appaiate si vede da una verifica: usandole per ricavare la deviazione delle differenze, 2,295 secondi con gli elastici e 1,602 con il plank, i test appaiati vengono significativi come l'articolo dichiara.
Il secondo è il confronto fra i gruppi, e qui non torna. L'articolo scrive di avere fatto il test t indipendente sui valori finali e di avere trovato una differenza significativa a favore del plank. Con 41,17 ± 4,45 e 45,67 ± 4,32 su sei e sei, quel test dà t uguale a 1,777 su dieci gradi di libertà e p uguale a 0,106, sia a varianza comune sia con la correzione di Welch. Non è significativo, e non ci vuole nulla a vederlo: quattro secondi e mezzo di differenza con deviazioni intorno a quattro e mezzo e sei persone per gruppo.
La cosa interessante è che la conclusione regge comunque, su un test che l'articolo non ha fatto. Siccome i due gruppi partivano appaiati, il confronto giusto è sui guadagni: 9,34 ± 2,295 contro 13,50 ± 1,602 danno t uguale a 3,641 e p uguale a 0,0055. Il plank batte gli elastici su questi dati, ma la strada per dirlo è un'altra da quella scritta, e la ricostruzione poggia sulle due correlazioni, quindi un controllo sui dati grezzi resta la via pulita.
Resta però una conseguenza da guardare. Quelle deviazioni delle differenze sono piccole: con il plank sei ragazzi fra i tredici e i diciassette anni avrebbero guadagnato tutti fra gli undici e i sedici secondi circa. Una risposta così uniforme, su una prova di tenuta volontaria e in un'età di crescita rapida, è insolita.
Il terzo limite è il disegno. Non esiste un gruppo che continui ad allenarsi come prima, quindi nessuna delle due curve si può separare da due mesi di crescita, da due mesi di tiro al club e dall'abitudine alla prova, che qui è stata fatta due volte senza nessuna seduta di familiarizzazione. Il confronto fra plank ed elastici è protetto da questi effetti, perché li subiscono entrambi i gruppi; l'affermazione che ciascuno dei due migliori la tenuta, invece, non lo è, e il titolo e le conclusioni la fanno.
Il quarto è la misura. Una tenuta a esaurimento è una prestazione volontaria: dipende da quanto l'atleta decide di insistere, e in dodici ragazzi che sapevano di essere nello studio, in un club piccolo, con chi misurava a conoscenza dei gruppi, nessuno era in cieco. Nessuna freccia è stata tirata e nessun punteggio è stato raccolto, quindi la catena che porta dai secondi di tenuta al bersaglio non viene nemmeno sfiorata.
Il quinto riguarda le citazioni, e si controlla dalla bibliografia dell'articolo. Che a quell'età il condizionamento vada fatto con carichi da leggeri a moderati è attribuito a uno studio sull'uso dei social, il comportamento alimentare e lo stato nutrizionale degli adolescenti di Giacarta. Che il plank richieda l'attivazione simultanea di braccia, spalle e dorso è attribuito a un lavoro sul rapporto fra attività fisica, intensità d'uso dei social e stato nutrizionale negli studenti di una scuola superiore. Che il risultato nel tiro con l'arco dipenda dal mantenere stabile la posizione dell'arco è attribuito, fra gli altri, a un articolo sull'integrazione dell'apprendimento profondo nel curricolo della scuola primaria e a uno sull'interiorizzazione dei valori profetici attraverso la pratica del tiro. Che l'elastico aumenti la resistenza delle braccia negli sport di precisione è attribuito a una rassegna sui profili biomotori degli atleti d'élite. Sei riferimenti su una ventina stanno sotto affermazioni di cui non trattano, e i titoli sono nell'elenco dell'articolo.
Cosa vuol dire per chi tira
Quello che si usa, di questo articolo, è la dose. Sedici sedute in due mesi, due volte a settimana, con elastici a due o tre serie da dodici a venti ripetizioni oppure plank da venti a trenta secondi per due o tre serie, in aggiunta al tiro: è un carico leggero, alla portata di un club, e in otto settimane il tempo di tenuta sale di nove secondi con gli elastici e di tredici e mezzo con il plank. Su una base di trentadue secondi sono un terzo e due quinti in più.
Il confronto fra i due metodi è l'unica cosa che questo disegno protegge, perché i due gruppi partivano appaiati e hanno attraversato gli stessi due mesi. Rifatto sui guadagni viene a favore del plank, con p uguale a 0,0055. Se la domanda è quale dei due mettere in programma quando c'è tempo per uno solo, la risposta che questi dati sostengono è il plank, e la spiegazione dell'articolo è sensata: una tenuta isometrica somiglia alla fase di mantenimento più di quanto le somigli una serie di ripetizioni con l'elastico.
Le due cose da non portare a casa sono queste. La prima: che gli elastici o il plank facciano crescere la tenuta non si può dire da qui, perché non c'è un gruppo che si alleni come sempre, e dodici ragazzi fra i tredici e i diciassette anni crescono anche da soli in due mesi. La seconda: niente di tutto questo parla di punteggio. La tenuta è un prerequisito, non un risultato, e un arciere che tiene l'arco dieci secondi in più non per questo mette la freccia più al centro.
Una nota pratica sull'uso in palestra. L'articolo non dice quali esercizi con l'elastico, con quale resistenza, né se il carico sia stato aumentato durante le sedici sedute, e non descrive la prova di tenuta che usa come esito. Chi volesse replicare il programma deve quindi ricostruirlo da sé, e chi volesse usare lo stesso test per misurare i propri arcieri deve prima definirlo: trazione completa o arco sostenuto, con quale arco, con quale criterio si ferma il cronometro. Scelte diverse danno numeri che non si confrontano.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Differences in the effects of resistance band and plank exercises on arm muscle endurance in archers at the blora archery club. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/rachelino-wira-purnama-2025-resistance-band
@misc{campagna2026_evidencerachelinowirapurnama2025resistan,
author = {Campagna, Matteo},
title = {Scheda studio: Differences in the effects of resistance band and plank exercises on arm muscle endurance in archers at the blora archery club},
year = {2026},
howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
url = {https://matteocampagna.com/evidence/rachelino-wira-purnama-2025-resistance-band},
note = {consultato il 2026-10-16}
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