Scheda studio

Imagery nel tiro a segno con pistola: studio Lee 2023

Psychological skills training impacts autonomic nervous system responses to stress during sport-specific imagery: An exploratory study in junior elite shooters

Gunyoung Lee, Jihoon Ryu, Teri Kim2023

Citazione

Lee, G., Ryu, J., & Kim, T. (2023). Psychological skills training impacts autonomic nervous system responses to stress during sport-specific imagery: An exploratory study in junior elite shooters. Frontiers in Psychology, 14, 1047472. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2023.1047472

Cita lo studio
APA

Lee, G., Ryu, J., & Kim, T. (2023). Psychological skills training impacts autonomic nervous system responses to stress during sport-specific imagery: An exploratory study in junior elite shooters. Frontiers in Psychology, 14, 1047472. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2023.1047472

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Scheda tecnica

Disegno
Prima e dopo, senza gruppo di controllo
Popolazione
Atleti di altri sport
Livello
Giovani
Disciplina
Non pertinente
Numero di soggetti
5
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Frontiers in Psychology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Prima cosa da sapere: non è uno studio su arcieri. I partecipanti sono cinque giovani tiratori coreani di pistola ad aria compressa, tre ragazzi e due ragazze fra i 17 e i 18 anni, con tre o quattro anni di pratica e nessun percorso strutturato di allenamento mentale alle spalle. Entra nel registro come trasferimento da un altro sport di mira.

I cinque hanno seguito otto settimane di allenamento delle abilità psicologiche: una seduta di gruppo da 50 minuti a settimana più 30 minuti di colloquio individuale, sui temi di orientamento, obiettivi, conoscenza di sé, visualizzazione in due sedute, rilassamento, ristrutturazione cognitiva e routine. Prima e dopo, un elettrocardiogramma registrato per sei minuti in tre condizioni: respirazione tranquilla, ricordo di un momento critico vissuto in gara e visualizzazione di una prestazione perfetta. In più quattro questionari.

Dei tanti valori misurati, quattro cambiano. Fra i questionari, la competenza percepita passa da 2,52 ± 0,95 a 3,36 ± 0,73 (p = 0,049) e la fiducia sportiva di tratto da 4,94 ± 1,17 a 6,60 ± 0,65 (p = 0,049). Fra gli indici cardiaci, il rapporto fra bassa e alta frequenza scende durante il ricordo del momento critico, da 3,4 ± 2,3 a 1,014 ± 0,71 (p = 0,038), e durante la visualizzazione della prestazione riuscita, da 1,933 ± 0,917 a 0,988 ± 0,572 (p = 0,046).

Tutto il resto resta sopra la soglia, comprese cose che si muovono parecchio: la deviazione standard degli intervalli fra battiti durante il rilassamento passa da 69,14 a 89,78 millesimi di secondo con p = 0,068, la potenza a bassa frequenza nello stesso stato da 1.673 a 4.111 con p = 0,081, la potenza ad alta frequenza durante il momento critico da 505,6 a 871,4 con p = 0,168. Gli autori riportano per questi valori d di Cohen fra 0,91 e 0,94, cioè effetti grandi che con cinque persone non raggiungono la significatività.

Nella condizione di rilassamento, invece, il rapporto fra frequenze sale anziché scendere, da 2,298 a 2,95. L'ordine fra le condizioni si rovescia: prima dell'intervento il ricordo del momento critico dava un rapporto più alto del riposo (3,4 contro 2,298), dopo l'intervento più basso (1,014 contro 2,95). Nessun punteggio di tiro è stato raccolto.

Come è stato misurato

I cinque partecipanti hanno firmato un consenso informato per sé e per i rappresentanti legali, con l'accordo di riservatezza e nel rispetto della dichiarazione di Helsinki.

Il programma è stato costruito dopo una rassegna della letteratura e colloqui con atleti e allenatori, da un gruppo di tre esperti: un docente di psicologia dello sport, un consulente di psicologia dello sport e un allenatore di tiro. Le otto sedute coprono, nell'ordine, orientamento, definizione degli obiettivi, conoscenza di sé, visualizzazione in due sedute, rilassamento con il respiro, ristrutturazione cognitiva e routine. Ogni seduta di gruppo era seguita entro 48 ore da un colloquio individuale di 30 minuti, con una scheda di lavoro da compilare e il riscontro sulla scheda della volta precedente.

L'elettrocardiogramma è stato raccolto con un PolyG-I, elettrodi al lato palmare dei due polsi e alla caviglia destra, in una stanza insonorizzata con temperatura e umidità controllate, a 512 Hz, con filtro a 60 Hz per togliere il disturbo di rete, e analizzato con Kubios HRV 2.2. Le tre condizioni duravano sei minuti ciascuna, per 18 minuti in tutto, con un minuto di intervallo fra una e l'altra per togliere l'effetto della precedente e l'ordine assegnato a caso; su richiesta si poteva riposare prima di passare alla successiva. Gli indici considerati sono, nel dominio del tempo, la deviazione standard degli intervalli e la radice della media dei quadrati delle differenze successive; nel dominio delle frequenze, la potenza a bassa frequenza fra 0,04 e 0,15 Hz, quella ad alta frequenza fra 0,15 e 0,4 Hz e il loro rapporto, con le potenze espresse in millesimi di secondo al quadrato.

I questionari sono quattro, nelle versioni coreane: l'inventario delle abilità psicologiche per tiro con l'arco e tiro a segno, 25 item su scala a sette punti e cinque sottofattori (controllo della visualizzazione, attenzione e ansia, motivazione al risultato, regolazione dell'attivazione, fiducia); l'inventario della motivazione intrinseca, 16 item su sette punti e quattro sottoscale (interesse e piacere, competenza percepita, impegno e importanza, pressione e tensione); la scala dell'ansia sportiva, 21 item su quattro punti e tre sottoscale (ansia somatica, preoccupazione, disturbo della concentrazione); e l'inventario della fiducia sportiva di tratto, 13 item su nove punti. I coefficienti di affidabilità riportati vengono da studi precedenti, non da questo campione.

L'analisi è a test t per dati appaiati, separatamente per ciascuna condizione e ciascun indice, in SPSS 21, con soglia a 0,05, test a due code e d di Cohen come dimensione dell'effetto. I colloqui individuali sono stati trascritti e usati come materiale qualitativo per interpretare i risultati, senza che venga descritto un metodo di analisi.

Il metodo, spiegato: Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri, Questionari psicologici

Limiti

Cinque partecipanti e nessun gruppo di controllo. Un test t appaiato su cinque persone ha quattro gradi di libertà, e i quattro risultati significativi stanno tutti fra p = 0,038 e p = 0,049, cioè appena dentro la soglia: spostare un partecipante li fa uscire. Nelle otto settimane questi ragazzi di 17 e 18 anni hanno continuato ad allenarsi, sono cresciuti e hanno rifatto per la seconda volta la stessa procedura, compresa la visualizzazione a comando con gli elettrodi addosso. Il disegno non separa l'effetto del programma da nessuna di queste cose.

C'è un'ironia che vale la pena notare, perché gli autori la scrivono da soli. Nella loro introduzione citano la meta-analisi che documenta il bias di pubblicazione negli studi di allenamento mentale e il fatto che gli effetti troppo positivi possono venire dall'aspettativa dei partecipanti, e portano questo come motivo per cercare indicatori oggettivi. Poi usano un disegno a gruppo singolo, cioè quello in cui l'aspettativa agisce senza controllo, e come indicatore oggettivo un indice cardiaco raccolto in una condizione che richiede uno sforzo di immaginazione volontario.

I confronti sono circa 28 fra indici cardiaci e sottoscale dei questionari, senza nessuna correzione. Quattro significativi sono più di quanto il caso darebbe, ma con quei margini e quella numerosità il quadro resta fragile. Vale anche il contrario: tre valori hanno una d di Cohen fra 0,91 e 0,94, cioè effetti grandi, e non arrivano alla soglia perché il campione è troppo piccolo. Leggere solo i quattro che ce l'hanno fatta, e non i tre altrettanto grandi che non ce l'hanno fatta, è una selezione.

Il risultato cardiaco è presentato in un modo difficile da seguire. Il rapporto fra bassa e alta frequenza scende durante le due visualizzazioni, e l'abstract lo descrive come una «maggiore reattività allo stress» del sistema nervoso autonomo; di solito un rapporto più basso durante uno stimolo stressante si legge nel senso opposto, cioè come minore predominanza simpatica. Il dato più difficile da conciliare è un altro: nella condizione di rilassamento quel rapporto sale, e dopo l'intervento il ricordo del momento critico dà un rapporto più basso (1,014) del semplice respirare tranquilli (2,95). Un ordine così, con lo stimolo stressante sotto il riposo, non si spiega facilmente come una risposta allo stress migliore. Si aggiunge che il rapporto fra frequenze è un indice contestato come misura del bilancio simpatico-vagale, e qui ha deviazioni standard larghe rispetto alle medie, 3,4 ± 2,3 prima dell'intervento.

Non c'è nessuna misura di prestazione. Nessun punteggio, nessuna gara: la conclusione che il programma aiuti gli atleti a gestire meglio le situazioni difficili in gara non è stata provata né in gara né sul punteggio. Quello che è stato misurato è come rispondono il cuore e i questionari a una visualizzazione fatta seduti in una stanza.

Restano due cose. I coefficienti di affidabilità dei questionari vengono da studi precedenti, come è inevitabile con cinque persone, e uno dei sottofattori dell'inventario specifico per tiro con l'arco e tiro a segno ha un'affidabilità bassa in quegli studi, 0,63 per il controllo della visualizzazione; uno dei valori riportati è stampato come «84» invece di 0,84. I colloqui sono usati come materiale interpretativo senza che sia descritto un metodo di analisi qualitativa. E, soprattutto per questo registro: lo sport è il tiro a segno con pistola ad aria compressa, non il tiro con l'arco. Il gesto, la durata del ciclo di tiro e il carico fisico sono diversi, quindi qualunque uso di questo studio per gli arcieri è un trasferimento da dichiarare.

Cosa vuol dire per chi tira

Quello che questo studio offre a un arciere non è un risultato ma un programma, descritto con abbastanza dettaglio da essere ricostruito. Otto settimane, una seduta di gruppo da 50 minuti a settimana più mezz'ora di colloquio individuale entro due giorni, con una scheda di lavoro a settimana e il riscontro su quella precedente. I temi, nell'ordine: perché le strategie mentali contano, obiettivi a breve e lungo termine distinti fra processo, prestazione e risultato, conoscenza delle proprie caratteristiche, visualizzazione in due sedute (prima il meccanismo, poi la pratica), respirazione per regolare l'attivazione, ristrutturazione cognitiva con il dialogo interno costruito per situazioni, e routine. È una struttura ragionevole e trasferibile, costruita con un docente, un consulente e un allenatore.

La parte di misura è l'idea interessante. Invece di chiedere solo come si sentono gli atleti, gli autori registrano il cuore in tre condizioni, sei minuti ciascuna: respirando tranquilli, ricordando un momento critico vissuto in gara, e immaginando una prestazione perfetta. Chiedere a un arciere di rievocare la volée che gli è andata male e guardare cosa fa il cuore è un modo concreto di vedere se un lavoro mentale ha cambiato qualcosa, e non richiede un laboratorio.

I risultati, invece, non si possono portare via. Cinque tiratori, nessun gruppo di controllo, quattro risultati significativi tutti fra p = 0,038 e p = 0,049, e tre effetti altrettanto grandi che non raggiungono la soglia. Niente è stato misurato sul punteggio. E il risultato cardiaco è difficile da interpretare: dopo le otto settimane il rapporto fra frequenze era più basso ricordando un momento critico che respirando tranquilli, cosa che non somiglia a una migliore risposta allo stress.

Un'ultima cosa che riguarda come si legge questa letteratura: gli autori stessi ricordano, in apertura, che gli studi sull'allenamento mentale soffrono di bias di pubblicazione e che gli effetti troppo belli possono venire dall'aspettativa di chi partecipa. È un buon metro da tenere anche su questo studio, e sui molti simili che si trovano con un gruppo solo e pochi partecipanti.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Psychological skills training impacts autonomic nervous system responses to stress during sport-specific imagery: An exploratory study in junior elite shooters. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/lee-2023-pst-imagery-shooters

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