Scheda studio

Ammiccamento in arcieri e kendoka: Hamaguchi 2012

A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners

Masayuki Hamaguchi, Hiroshi Asada, Kaoru Kitagawa2012

Citazione

Hamaguchi, M., Asada, H., & Kitagawa, K. (2012). A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners. Taiikugaku kenkyu (Japan Journal of Physical Education, Health and Sport Sciences), 57(1), 119-127. https://doi.org/10.5432/jjpehss.11087

Cita lo studio
APA

Hamaguchi, M., Asada, H., & Kitagawa, K. (2012). A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners. Taiikugaku kenkyu (Japan Journal of Physical Education, Health and Sport Sciences), 57(1), 119-127. https://doi.org/10.5432/jjpehss.11087

BibTeX
@article{hamaguchi2012eyeblinkingkendo,
  author = {Hamaguchi, Masayuki and Asada, Hiroshi and Kitagawa, Kaoru},
  title = {A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners},
  year = {2012},
  journal = {Taiikugaku kenkyu (Japan Journal of Physical Education, Health and Sport Sciences)},
  volume = {57},
  number = {1},
  pages = {119--127},
  doi = {10.5432/jjpehss.11087}
}

Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Misto
Livello
Livello di società
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
36
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Giapponese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Taiikugaku kenkyu (Japan Journal of Physical Education, Health and Sport Sciences)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio confronta l'ammiccamento di 18 universitari che praticano kendo con quello di 18 universitari dei club di tiro con l'arco (10) e di kyudo (8), durante un compito di reazione in laboratorio. Lo scopo era trovare nei kendoka una traccia dello zanshin, l'attenzione che resta vigile anche dopo il colpo; gli arcieri servono da confronto, come praticanti di discipline in cui si mira a un bersaglio fermo.

Arcieri e kyudoka non differivano in nessuna misura (per esempio t(16) = 1,63 per gli ammiccamenti dopo il segnale di preavviso), e sono stati analizzati come un unico gruppo. Rispetto a loro i kendoka non ammiccavano di più né di meno dopo il preavviso (21,5% contro 18,6% delle prove) né nel primo secondo dopo lo stimolo, e avevano gli stessi tempi di reazione (320,9 contro 318,3 ms). La differenza stava nel secondo successivo: i kendoka rimandavano più spesso il primo ammiccamento a 1-2 secondi dopo lo stimolo (18,2% e 15,3% delle prove, a seconda che dovessero rispondere o trattenersi, contro 10,6% e 7,4% nel gruppo arco e kyudo; F(1, 34) = 10,78).

Solo nel kendo questo ritardo era legato al livello, con correlazioni di 0,73 e 0,71 con la classifica interna al club. Nel gruppo arco e kyudo nessuna misura dell'ammiccamento era associata al livello, con coefficienti tra -0,22 e 0,15, e nemmeno il tempo di reazione (0,33, non significativo).

Come è stato misurato

I partecipanti erano tutti uomini e destrimani. I kendoka (età media 21,1 anni) erano 3° e 2° dan; gli arcieri (19,7 anni) e i kyudoka (20,8) facevano parte dei rispettivi club universitari e non avevano esperienza di kendo. All'inizio erano 43, e sette sono stati esclusi perché il tracciato non permetteva di riconoscere gli ammiccamenti. Seduti in una stanza schermata, con la mano destra sul tavolo, guardavano tre piccoli LED a un metro di distanza: quello centrale, giallo, si accendeva come preavviso e, due secondi dopo, si accendeva uno dei due rossi laterali. In base alla consegna dovevano rispondere coprendo in fretta con l'indice una fotocellula oppure trattenersi (compito Go/NoGo). Ciascuno ha fatto 12 blocchi di tre minuti, per un totale di 260 prove.

Gli ammiccamenti sono stati registrati con l'elettro-oculogramma a 500 Hz, con elettrodi sopra e sotto l'occhio sinistro e agli angoli esterni degli occhi, così da distinguerli dai movimenti oculari. Per ogni prova si è guardato dove cadeva il primo ammiccamento: nel secondo dopo il preavviso, nel primo secondo dopo lo stimolo o nel secondo successivo. Il livello agonistico è la posizione nella classifica del proprio club: per il kendo la percentuale di vittorie in 51 incontri del campionato interno, per gli arcieri la media annuale del punteggio nelle gare del club rapportata ai 720 punti, per i kyudoka la media annuale dei centri su 20 tiri.

Il metodo, spiegato: Eye tracking ed elettrooculografia, Test cognitivi e di attenzione

Limiti

Lo studio è costruito attorno al kendo, e il tiro con l'arco ci entra solo come termine di confronto: dieci arcieri, uniti a otto kyudoka perché i due gruppi non differivano, senza nessuna analisi dedicata a loro. Con numeri così piccoli l'assenza di differenze tra arcieri e kyudoka non dimostra che si comportino allo stesso modo, e una correlazione modesta con il livello dentro il gruppo misto sarebbe passata inosservata.

Il livello di un arciere è la sua posizione nella classifica del club, ottenuta da una media annuale su 720 punti, e la classifica del gruppo misto accosta arcieri e kyudoka misurati in modi diversi; non si sa nemmeno che arco usassero gli arcieri né quanto tirassero bene. Il compito di laboratorio, poi, chiede di reagire in fretta a una luce, una cosa molto lontana dal tiro: descrive come si ammicca in una situazione di attesa e di risposta rapida, non durante la mira. La lettura in chiave di zanshin, sostenuta da un modello a variabile latente che nel kendo spiega il 76% delle differenze di livello su 18 persone, è un'interpretazione degli autori.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere il dato utile è scarno e quasi tutto in negativo. In un compito di attesa e reazione, il modo di ammiccare non distingueva gli arcieri dai kyudoka e non era legato alla loro posizione in classifica nel club, mentre nei kendoka il ritardo dell'ammiccamento dopo lo stimolo andava insieme al livello. Gli autori spiegano la differenza con un allenamento tipico del kendo, che chiede di restare vigili dopo il colpo.

Anche il tiro con l'arco conosce qualcosa di simile, nell'attenzione che si mantiene dopo il rilascio, ma questo studio non lo misura: non registra gli ammiccamenti durante il tiro e non guarda che cosa succede dopo che la freccia è partita. Chi si interessa all'ammiccamento durante la mira trova qui soltanto i rimandi a studi giapponesi più vecchi, secondo cui alcuni tiratori esperti trattengono l'ammiccamento più a lungo nei tiri riusciti.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

Popolazione e disciplina

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/hamaguchi-2012-eyeblinking-kendo

BibTeX
@misc{campagna2026_evidencehamaguchi2012eyeblinkingkendo,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: A study of eyeblinking and attention concentration in Kendo practitioners},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/hamaguchi-2012-eyeblinking-kendo},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}