Il primo anno di tiro con l'arco si divide in due tipi di spesa. Il primo è la tessera della federazione a cui è affiliata la vostra società. Per l'anno sportivo 2027 la FITARCO ha scritto le sue quote in un documento ufficiale: 10 euro per il primo tesseramento di un atleta e 35 euro per il rinnovo, 20 euro per le classi giovanili, se la società lo registra entro il 15 novembre 2026. Nella FIARC la tessera si chiama FIARC Pass e vale per l'anno in corso; la sua quota nei regolamenti federali non compare, e la dice la compagnia. Il secondo, che pesa di più, dipende dalla società e dalle vostre scelte: il corso, la quota sociale, l'attrezzatura e le gare. Quelle cifre qui non le scrivo, perché cambiano da una società all'altra e da una città all'altra e nessun documento ufficiale le raccoglie; spiego invece come si compongono e a chi chiederle.

Una cosa la dico subito, perché cambia l'ordine di tutto il resto: per cominciare non serve comprare niente. Nella mia esperienza, durante il corso l'arco e le frecce li presta la società, e la spesa per l'attrezzatura arriva dopo, quando si è capito che lo sport piace.

FIG · 01 Le voci di spesa del primo anno Le cifre sono le quote FITARCO per il 2027; nella FIARC la quota del pass la dice la compagnia VOCE CHI DECIDE QUANTO PER COMINCIARE Tessera praticante solo FITARCO: open day, 60 giorni Federazione 1 euro Corso base di solito con l'attrezzatura in prestito Società si chiede alla società Primo tesseramento atleta chi non è mai stato tesserato Federazione 10 euro PER CONTINUARE UN ANNO Rinnovo della tessera entro il 15 novembre; dopo costa di più Federazione 35 euro 20 euro le classi giovanili Quota sociale campo, sala invernale, visuali e paglioni Società si chiede alla società Attrezzatura propria prima di base, poi di secondo livello Chi tira dipende dalle scelte Certificato medico per gareggiare (FIARC: dal corso) Centro di medicina dello sport lo dice il centro Iscrizione alle gare a cui si aggiunge il viaggio Organizzatore nel programma della gara
Le voci di spesa del primo anno, divise fra quelle per cominciare e quelle per continuare. La barra oro segna le quote fissate dalla FITARCO per l'anno sportivo 2027 (Circolare federale n. 38/2026); le altre cifre le stabiliscono la società, l'organizzatore della gara o il centro di medicina dello sport. Nella FIARC la quota del FIARC Pass non è nei regolamenti e la comunica la compagnia, e il certificato non agonistico serve già per cominciare il corso.

Il corso base

Di solito si comincia da un corso organizzato da una società affiliata alla federazione. Il prezzo lo decide la società, e conviene chiedere subito tre cose: quante lezioni comprende, se l'attrezzatura è inclusa e se nel prezzo c'è già la tessera federale. Durante il corso si scoprono cose che servono dopo per spendere bene: quale occhio guida la mira, e quindi con quale mano si tira, quanto è lungo il proprio allungo e quale tipo di arco piace di più. Come si sceglie la società e come funziona il corso lo racconto in come iniziare a tirare con l'arco.

Nella FIARC il corso ha regole scritte nel Regolamento Settore Istruzione, aggiornato al 2 dicembre 2023, e alcune toccano la spesa. Prima della prima lezione servono la tessera federale e il certificato medico per l'attività sportiva non agonistica, per cui nella FIARC queste due voci si pagano subito, prima ancora di tirare. Il corso dura almeno 18 ore, con al massimo sei allievi per istruttore, e l'istruttore, con l'aiuto del tecnico dell'attrezzatura della compagnia, il Master Archery Equipment, accompagna l'allievo nella scelta della prima attrezzatura e nella sua messa a punto: è il momento giusto per fare le domande sui costi.

Per chi viene a provare a un open day o nelle prime settimane, dall'anno sportivo 2027 la FITARCO ha introdotto la tessera da praticante: costa 1 euro, dura 60 giorni e comunque non oltre il 31 dicembre, e dà la copertura assicurativa dal giorno in cui la tessera entra nel sistema federale. Con questa tessera si partecipa alle attività di avviamento della società senza certificato medico, ma non alle attività del calendario federale, gare comprese. Non si rinnova: chi decide di continuare la trasforma in tessera da atleta pagando la quota di primo tesseramento. È una tessera della FITARCO: nella FIARC chi è ancora in formazione ha il FIARC Pass verde, di cui parlo qui sotto.

La tessera federale

Nella FITARCO l'anno sportivo va dal 1° gennaio al 31 dicembre, e la tessera da atleta scade con lui. Per il 2027 le quote decise dal Consiglio federale sono queste: 10 euro per il primo tesseramento, cioè per chi non è mai stato tesserato prima; 35 euro per il rinnovo e 20 euro per il rinnovo delle classi giovanili, se la società lo registra entro il 15 novembre 2026, mentre dopo quella data salgono a 50 e 30 euro. Chi si tessera per la prima volta mentre la società fa i rinnovi, cioè dal 1° ottobre ed entro il 31 dicembre 2026, può scegliere se coprire solo il 2026, solo il 2027 o entrambi gli anni.

Sono le quote che la società versa alla federazione, e di solito arrivano all'arciere dentro la quota della società: per questo vale la pena chiedere se la tessera è compresa o si paga a parte.

Nella FIARC anche l'anno federale sportivo va dal 1° gennaio al 31 dicembre, e la tessera è il FIARC Pass, valido per l'anno in corso, che alle gare si può mostrare anche dal telefono o dall'app della federazione. Il Regolamento Tecnico, aggiornato al 2 dicembre 2023, ne distingue due: con il pass rosso si partecipa a tutte le gare, con il pass verde si gareggia nella Training Class finché non si è completato il percorso formativo, e la data da cui si passa alle gare normali la segna sul pass l'istruttore federale. La quota del pass i regolamenti non la riportano: chiedetela alla compagnia, insieme alla domanda se è già compresa nella quota sociale.

Le due federazioni internazionali, World Archery e la IFAA, hanno come soci le federazioni nazionali, ed è a loro che chiedono la quota annuale. Per World Archery l'importo lo decide il Congresso; la IFAA lo scrive nella sua Costituzione, 100 euro l'anno per ogni associazione membro. Per chi tira, quindi, la tessera da pagare è quella della federazione nazionale a cui è affiliata la società, la FITARCO o la FIARC.

La quota della società

La quota sociale è la voce che cambia di più da un posto all'altro, perché ogni società, che nella FIARC si chiama compagnia, la decide al suo interno, secondo il proprio statuto. Paga quello che rende possibile tirare: il campo all'aperto, spesso una sala per l'inverno, le visuali e i paglioni che si consumano, a volte la presenza di un tecnico in certi giorni della settimana. Quando confrontate due società, guardate quindi che cosa c'è dentro la quota più che il numero: quanti giorni si può tirare, se d'inverno c'è un posto al coperto, se un tecnico segue anche chi ha appena finito il corso.

Il certificato medico

Qui contano le regole, e le riporto come le scrivono le due federazioni, perché la FITARCO e la FIARC non chiedono la stessa cosa. Nella FITARCO, secondo la Circolare federale n. 38/2026, che richiama la circolare n. 22/2026, l'attività non agonistica di tiro con l'arco non ha l'obbligo del certificato medico, anche se la federazione raccomanda comunque un controllo prima di cominciare. L'attività agonistica si può cominciare dal 1° gennaio dell'anno in cui si compiono 9 anni, e per gareggiare serve il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica, che per il tiro con l'arco vale due anni; chi gareggia anche in altri sport fa una sola visita, ogni anno. I tesserati della classe pulcini, sotto i 9 anni, per le attività a loro dedicate devono avere il certificato di idoneità non agonistica; per i bambini fino a 6 anni l'obbligo non c'è, salvo i casi indicati dal pediatra. La circolare rende la società responsabile dei certificati dei suoi tesserati, quindi al momento dell'iscrizione chiedete quale vi chiede. Il costo della visita non lo fissa la federazione: chiedetelo al centro di medicina dello sport a cui vi rivolgete, e per un figlio minorenne chiedete anche al centro o all'ASL se la visita agonistica è esente.

Nella FIARC il certificato arriva prima. Il Regolamento Settore Istruzione mette fra le condizioni per cominciare il corso il certificato medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica in corso di validità, quindi la visita va messa in conto fin dall'inizio. Per le gare il Regolamento Tecnico chiede che le iscrizioni arrivino dalla compagnia, sui moduli o sul gestionale della federazione e con il numero del FIARC Pass, proprio per far partecipare solo arcieri in regola con la certificazione medico sportiva prescritta; quale certificato serva per gareggiare quel regolamento non lo specifica, e va chiesto alla compagnia. Anche nella FIARC il costo della visita lo stabilisce il centro di medicina dello sport.

L'attrezzatura, in due tempi

La prima attrezzatura propria, finito il corso, comincia di solito dagli oggetti personali: la patella o il guanto per le dita, il parabraccio e la faretra. Poi viene l'arco, e per il ricurvo la scelta che fa risparmiare di più nel tempo è un riser su cui si montano flettenti intercambiabili, perché nel primo anno il libbraggio sale e a quel punto si cambiano solo i flettenti. Infine le frecce, che vanno tagliate sul proprio allungo, che si stima con il calcolatore di allungo e lunghezza della freccia e si conferma con l'istruttore, e che devono avere uno spine adatto al libbraggio e alla lunghezza: nel registro la regola che lo spine della freccia va accordato al libbraggio e alla lunghezza della freccia è riportata, e come si sceglie in pratica lo spiego in come scegliere lo spine delle frecce. Le frecce sono anche la voce che si ripete, perché nel primo anno qualcuna si perde, qualcuna si rompe e va buttata, e quando il libbraggio sale di parecchio può servire uno spine più rigido. Che cosa guardare nel primo arco l'ho scritto in che arco comprare per iniziare.

Nella FIARC e nella IFAA la spesa la decide soprattutto la categoria, perché ognuna stabilisce che cosa si può montare sull'arco e con quali frecce si tira. Nell'arco storico della FIARC l'arco non può avere materiali sintetici, colle a parte, e le frecce devono essere di materiali naturali, e nella IFAA gli stili longbow e arco storico chiedono frecce di legno con penne naturali. Il mirino, nella FIARC, è ammesso solo nelle categorie del compound che lo prevedono: lo Stile Libero e lo Stile Libero Illimitato, con un mirino da caccia ad al massimo cinque punti fissi, e il Freestyle, dove sono ammessi tutti i sistemi di mira. Anche le frecce hanno regole che pesano sul conto. Nella FIARC devono essere tutte uguali in ogni componente, tranne nel Freestyle, quelle in carbonio giuntate o riparate sono vietate, e sull'asta va scritto il numero di tessera; nelle piazzole dove si tirano due o tre frecce, poi, vanno numerate con anelli vicino all'impennaggio. Nella IFAA, negli stili che ammettono un solo set di frecce uguali, dall'arco nudo al bowhunter, al ricurvo tradizionale, al longbow e all'arco storico, le Executive Clarifications del 1° giugno 2026 precisano che il set non si cambia fra un bersaglio e l'altro, fra un round e l'altro o fra un giorno di gara e l'altro, e nel bosco le frecce si perdono: il regolamento chiede di portarne abbastanza da continuare a tirare e da tornare a cercare quelle perse quando il tiro è finito. Per questo conviene scegliere la categoria con l'istruttore prima di comprare.

Nella FITARCO il secondo tempo arriva quando si comincia a gareggiare: mirino, stabilizzatori, frecce di gamma più alta per la distanza. Nella FIARC il primo passo verso le gare può costare meno: nelle gare di Campionato Regionale e nelle amichevoli la compagnia organizzatrice può iscrivere in una Training Class gli allievi con il pass verde, accompagnati da un istruttore federale in gara, e gli allievi possono tirare con l'attrezzatura didattica anche fuori regolamento, senza entrare in classifica. È poi con l'attrezzatura propria che la spesa cresce, e lo raccontano anche gli arcieri più giovani. Che per i ragazzi l'ostacolo più grosso sia il costo dell'attrezzatura viene dal racconto di dieci arcieri di una scuola secondaria filippina intervistati uno per uno: fra le difficoltà emerge il tema delle risorse, e due di loro indicano il denaro come il problema principale, perché più si sale di livello più costa l'attrezzatura che serve. Nel registro l'affermazione è riportata e resta un indizio, perché nessuno ha contato o messo in ordine gli ostacoli. Per decidere quando vale la pena salire di gamma, ho scritto a parte che cosa si sa su quanto un arco migliore porta in punti. Il mio consiglio, intanto, è di chiedere in società: nella mia esperienza l'usato fra arcieri dello stesso campo è il modo più semplice di passare da un libbraggio all'altro senza ricomprare tutto.

Le gare

Nella FITARCO per gareggiare servono la tessera da atleta, perché quella da praticante non lo permette, e il certificato agonistico. A questo si aggiunge l'iscrizione a ogni gara, che decide l'organizzatore e che si trova scritta nel programma della gara, e poi il viaggio, che per una gara lontana può pesare più dell'iscrizione. Il primo anno, in genere, conviene cominciare dalle gare vicino a casa: si impara come funziona una giornata di gara e la spesa resta sotto controllo.

Nella FIARC le iscrizioni non le fa l'arciere da solo: le manda la compagnia, con il numero del FIARC Pass. Per le gare di Campionato Regionale il Regolamento Tecnico stabilisce che la quota di iscrizione non può superare gli importi fissati dal Consiglio federale, e che la compagnia risponde all'organizzatore delle quote non versate anche se l'arciere poi non si presenta. Il tetto, nel regolamento, non è scritto in cifre: lo conosce la compagnia.

Le gare internazionali vengono dopo, e anche lì la quota la presenta l'organizzatore. Per i suoi eventi World Archery prevede che il Congresso possa fissare un tetto alle quote di iscrizione. La IFAA chiede che le quote dei campionati del mondo coprano i costi reali dell'organizzazione e che l'organizzatore le presenti in anticipo, due anni prima per il campionato del mondo di tiro di campagna e uno per quelli bowhunter e indoor; e quando una gara ammette più iscrizioni dello stesso arciere, ogni stile si paga a parte.