Scheda studio

Esperienze di giovani arcieri a scuola: Nallos 2025

Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes

Ia Sairah Rafales Nallos, Susan P. Losaňes2025

Citazione

Nallos, I. S. R., & Losaňes, S. P. (2025). Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes. Globus Journal of Progressive Education, 15(1), 110-116. https://doi.org/10.46360/globus.edu.220251018

Cita lo studio
APA

Nallos, I. S. R., & Losaňes, S. P. (2025). Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes. Globus Journal of Progressive Education, 15(1), 110-116. https://doi.org/10.46360/globus.edu.220251018

BibTeX
@article{nallos2025bullseyevoices,
  author = {Nallos, Ia Sairah Rafales and Losaňes, Susan P.},
  title = {Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes},
  year = {2025},
  journal = {Globus Journal of Progressive Education},
  volume = {15},
  number = {1},
  pages = {110--116},
  doi = {10.46360/globus.edu.220251018}
}

Scheda tecnica

Disegno
Studio qualitativo
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
10
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Globus Journal of Progressive Education (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio raccoglie le esperienze di dieci arcieri della junior high, il primo ciclo della scuola secondaria filippina, in un istituto pubblico di General Santos che ha un programma di tiro con l'arco riconosciuto nella regione. Dalle interviste le autrici ricavano undici temi, divisi in tre gruppi. Il primo riguarda come i ragazzi sono arrivati all'arco e cosa ci hanno trovato: un film (Brave), una sorella che gareggiava, l'idea di uno sport «libero»; e poi più calma, pazienza e capacità di concentrarsi, che i ragazzi dicono di ritrovare anche fuori dal campo.

Il secondo gruppo descrive il contesto: i genitori al primo posto tra le persone che contano, poi allenatori e compagni più grandi; emozioni che vanno dalla soddisfazione alla frustrazione; un corpo più forte nella schiena e nelle spalle, «perché tiriamo archi pesanti»; il gruppo e i viaggi per le gare. Il problema che le autrici indicano come principale è il costo dell'attrezzatura, che cresce con il livello. Il terzo gruppo riguarda il futuro: alcuni sognano la nazionale o le Olimpiadi. C'è anche un episodio di sicurezza: un ragazzo racconta di aver colpito per sbaglio il proprio allenatore.

Come è stato misurato

È uno studio fenomenologico: l'obiettivo è descrivere come i ragazzi vivono e interpretano la loro esperienza, non misurarla. I partecipanti sono stati scelti tra gli iscritti al programma con almeno un anno di esperienza, gare alle spalle, un buon rendimento scolastico e la disponibilità a raccontarsi. Le interviste, registrate con un telefono, seguivano una traccia con domande di approfondimento; le risposte citate mescolano inglese, filippino e cebuano e sono tradotte dalle autrici. Le trascrizioni sono state fatte rileggere ai partecipanti e poi analizzate con l'analisi tematica in sei passaggi di Braun e Clarke. L'articolo nomina anche gruppi di discussione per un controllo incrociato, ma non dice come siano stati usati.

Il metodo, spiegato: Interviste e studi qualitativi

Limiti

Dieci ragazzi di una sola scuola, scelti tra chi va bene a scuola e ha voglia di raccontare, sono per costruzione un gruppo che vede l'arco in modo favorevole: chi ha lasciato il programma non c'è. L'articolo non riporta età, sesso, tipo di arco né livello dei partecipanti, e la descrizione del metodo è incoerente: parla di interviste strutturate e semistrutturate, e di gruppi di discussione mai descritti. I temi sono accompagnati da teorie generali della psicologia citate a sostegno, ma il passaggio dalle frasi dei ragazzi ai benefici fisici e mentali dichiarati nelle conclusioni è affermato, non mostrato.

Alcuni riferimenti bibliografici sono siti web o titoli difficili da rintracciare, e le citazioni nel testo non sempre corrispondono all'elenco finale. Come ogni studio qualitativo, non dice quanto siano diffuse queste esperienze, solo che esistono.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio non cambia niente sul piano tecnico. Per chi gestisce un programma giovanile riporta alcune cose concrete dal punto di vista dei ragazzi: i genitori vengono nominati per primi tra le persone che contano, prima di allenatori e compagni più grandi, il gruppo e le trasferte sono una parte importante del piacere, e il costo dell'attrezzatura è l'ostacolo indicato come principale, perché sale con il livello.

La calma e la concentrazione di cui parlano sono il loro racconto, non un effetto misurato: dicono perché l'arco piace a questi ragazzi, non dimostrano che l'arco le produca. L'episodio dell'allenatore colpito per sbaglio ricorda invece che nei programmi scolastici, con molti principianti sulla linea, la sicurezza non è un dettaglio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

Popolazione e disciplina

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/nallos-2025-bullseye-voices

BibTeX
@misc{campagna2026_evidencenallos2025bullseyevoices,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Bullseye: Documenting the Voices of Junior High School Archery Athletes},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/nallos-2025-bullseye-voices},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}