Scheda studio

Coping e punteggio negli arcieri: studio Taha 2018

Supervised pattern recognition of archers’ relative psychological coping skills as a component for a better archery performance

Z. Taha, R. M. Musa, M. R. Abdullah, A. B. H. M. Maliki, N. A. Kosni, S. M. Mat-Rasid, A. Adnan, H. Juahir2018

Citazione

Taha, Z., Musa, R. M., Abdullah, M. R., Maliki, A. B. H. M., Kosni, N. A., Mat-Rasid, S. M., Adnan, A., & Juahir, H. (2018). Supervised pattern recognition of archers’ relative psychological coping skills as a component for a better archery performance. Journal of Fundamental and Applied Sciences, 10(1S), 467-484. https://www.ajol.info/index.php/jfas/article/view/168316

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APA

Taha, Z., Musa, R. M., Abdullah, M. R., Maliki, A. B. H. M., Kosni, N. A., Mat-Rasid, S. M., Adnan, A., & Juahir, H. (2018). Supervised pattern recognition of archers’ relative psychological coping skills as a component for a better archery performance. Journal of Fundamental and Applied Sciences, 10(1S), 467-484. https://www.ajol.info/index.php/jfas/article/view/168316

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
32
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Journal of Fundamental and Applied Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Trentadue giovani arcieri del programma di sviluppo del consiglio sportivo di Terengganu, in Malesia (24 ragazzi e 8 ragazze, dai 13 ai 24 anni, età media 17), hanno compilato l'Athletic Coping Skills Inventory e tirato sei frecce a 50 metri. Lo scopo era capire quali capacità psicologiche accompagnino i punteggi più alti.

Sui sette aspetti del questionario, un'analisi delle componenti principali ne raggruppa tre nella prima componente, con pesi alti: reazione alle difficoltà (0,88), concentrazione (0,83) e fiducia unita alla motivazione (0,82); quella componente da sola copre il 42,18 per cento della variabilità. Nella seconda stanno la disponibilità ad ascoltare l'allenatore (0,72) e l'assenza di preoccupazione (0,81); nella terza, da sola, la capacità di rendere sotto pressione (0,98). Le tre componenti insieme arrivano al 78,84 per cento.

Una classificazione a grappoli divide poi gli arcieri in due gruppi, uno ad alta e uno a bassa prestazione, usando insieme le risposte al questionario e il punteggio. Un'analisi discriminante riassegna correttamente il 93,55 per cento degli arcieri a quei due gruppi, e nel gruppo alto le medie delle sette scale psicologiche sono tutte più alte che nel gruppo basso. Dei 32 arcieri, 18 finiscono nel gruppo alto e 13 nel basso: uno non rientra in nessuno dei due e viene escluso. I punteggi sulle sei frecce vanno da 17 a 57 su 60, con una media di 45,19.

Come è stato misurato

Gli arcieri vengono da un programma di sviluppo universitario e statale, con l'obiettivo di passare ai livelli statale e nazionale. Il questionario è l'Athletic Coping Skills Inventory, che misura sette aspetti: reazione alle difficoltà, disponibilità ad ascoltare l'allenatore, concentrazione, fiducia e motivazione a riuscire, definizione degli obiettivi e preparazione mentale, rendimento sotto pressione e assenza di preoccupazione. Gli autori riportano una coerenza interna fra 0,67 e 0,82 sul loro campione.

Il test di tiro si svolgeva in un'area allestita a simulare una gara: quattro frecce di prova, poi sei frecce registrate a 50 metri. Il punteggio è la somma di quelle sei.

L'elaborazione è in tre passaggi. Prima un'analisi delle componenti principali con rotazione varimax, tenendo le componenti con autovalore sopra 1 e considerando rilevanti i pesi sopra 0,70; la misura di adeguatezza del campione è 0,60 nel complesso. Poi un raggruppamento gerarchico, che costruisce i due gruppi a partire dalla somiglianza fra arcieri su tutte le variabili, questionario e punteggio insieme. Infine un'analisi discriminante sui gruppi così creati, condotta in tre modi (completa, in avanti e all'indietro), che misura quanti arcieri vengono riassegnati al gruppo da cui provengono. I calcoli sono fatti con XLSTAT, con soglia al cinque per cento, dopo un controllo di normalità con Shapiro-Wilk.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

Il 93,55 per cento che l'articolo mette nel riassunto non è una capacità di previsione. I due gruppi erano stati costruiti dal raggruppamento gerarchico usando le stesse variabili, punteggio compreso, con cui poi l'analisi discriminante li separa: il conto dice che quella divisione è coerente con sé stessa, non che da un questionario si possa indovinare come tirerà un arciere. Non c'è nessun campione tenuto da parte per il controllo, e il gruppo chiamato ad alta prestazione è definito anche dal punteggio, quindi scoprire che ha punteggi più alti è una conseguenza del modo in cui è stato creato.

La misura di prestazione è fragilissima: sei frecce, una sola volata, a 50 metri. I punteggi vanno da 17 a 57 su 60, una dispersione che su sei frecce può venire da una giornata di vento o da un paio di errori, e non c'è nessuna ripetizione che permetta di stimare quanto quel numero sia stabile.

L'adeguatezza del campione è 0,60, il minimo accettabile, e per due delle sette scale i valori individuali sono molto bassi (0,21 per il rendimento sotto pressione e 0,34 per l'assenza di preoccupazione), cosa che il testo interpreta come assenza di collinearità, che è un'altra cosa. Restano poi diverse incongruenze: il riassunto parla di tre parametri con sei e tre componenti; la varianza delle prime due componenti è 62,75 per cento nel testo e 62,95 nella tabella; il testo dice otto variabili indipendenti e la tabella sette; nella parte dell'analisi discriminante in avanti le due righe della tabella risultano scambiate; e la discussione presenta la seconda componente come se riguardasse attenzione e concentrazione, quando i pesi alti sono quelli dell'ascolto dell'allenatore e dell'assenza di preoccupazione.

Il campione è di 32 giovani di un unico programma, con età da 13 a 24 anni messe insieme, senza indicazione del tipo di arco. L'ordine delle due prove è contraddetto: il metodo dice questionario prima del tiro, la discussione dice punteggi prima del questionario. Non c'è DOI, la rivista è un numero speciale e il registro la segnala per criteri editoriali dubbi.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, lo studio non fornisce né un profilo da imitare né uno strumento da usare. La parte sana è la descrizione: in un gruppo di 32 giovani arcieri malesi, le tre voci del questionario che si muovono insieme sono reazione alle difficoltà, concentrazione e fiducia, mentre il rendimento sotto pressione sta per conto suo, cioè non va insieme alle altre. È un'indicazione su come si organizzano quelle risposte, non su che cosa produca punti.

La parte da non prendere è il 93,55 per cento. Non significa che un questionario possa dire chi tirerà bene: i gruppi erano stati costruiti usando anche il punteggio, quindi il conto gira su sé stesso. Chi cerca strumenti per selezionare giovani arcieri non trova qui una prova del fatto che funzionino.

Resta una nota di metodo, utile a leggere gli altri studi di questo tipo. Quando un lavoro misura la prestazione con sei frecce, qualsiasi legame con un questionario regge su un numero che, per un arciere giovane a 50 metri, cambia molto da una volata all'altra. Nel registro questa fonte conta come evidenza debole, da affiancare agli studi che hanno misurato il punteggio su volate intere e ripetute.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Supervised pattern recognition of archers’ relative psychological coping skills as a component for a better archery performance. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/taha-2018-supervised-pattern

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