Scheda studio

Pilates ed equilibrio nei giovani arcieri: Park 2016

Effects of Pilates core stability exercises on the balance abilities of archers

Jeong-Min Park, Gwang-Suk Hyun, Yong-Seok Jee2016

Citazione

Park, J.-M., Hyun, G.-S., & Jee, Y.-S. (2016). Effects of Pilates core stability exercises on the balance abilities of archers. Journal of Exercise Rehabilitation, 12(6), 553-558. https://doi.org/10.12965/jer.1632836.418

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APA

Park, J.-M., Hyun, G.-S., & Jee, Y.-S. (2016). Effects of Pilates core stability exercises on the balance abilities of archers. Journal of Exercise Rehabilitation, 12(6), 553-558. https://doi.org/10.12965/jer.1632836.418

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Scheda tecnica

Disegno
Studio controllato
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Exercise Rehabilitation

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Venti arcieri delle scuole superiori di Daejeon, iscritti alla federazione coreana e con almeno cinque anni di pratica, divisi in dieci che aggiungono dodici settimane di Pilates a terra al normale allenamento e dieci che continuano solo con quello. Tre sedute a settimana da sessanta minuti, riscaldamento, lavoro e defaticamento, intensità dichiarata fra 8 e 13 sulla scala di Borg, cioè da molto leggera a un po' faticosa. Alla fine si misurano due cose, l'equilibrio statico e quello dinamico, sulla stessa pedana.

Sull'equilibrio statico non si muove niente. Nel gruppo del Pilates la ripartizione del peso passa da 51,10 a 50,80 per cento in avanti e da 51,10 a 50,20 a sinistra, variazioni non significative, e nel controllo nemmeno quelle. L'unica differenza significativa è fra i due gruppi alla fine, su sinistra e destra: il gruppo del Pilates arriva a 50,20 e 49,80, il controllo resta a 51,70 e 48,30. Un punto e mezzo percentuale di peso fra un piede e l'altro.

Sull'equilibrio dinamico i numeri si muovono, e di parecchio. Il test misura quanto lontano e quanto in fretta l'arciere porta il centro di pressione verso un bersaglio luminoso che si accende in otto direzioni. Nel gruppo del Pilates il punteggio complessivo passa da 38,6 a 47,5, in avanti da 40,7 a 46,9, a destra da 38,5 a 50,4, in basso a destra da 31,9 a 42,2. Nel controllo il complessivo resta dov'era, 39,2 contro 38,3, con cinque direzioni in leggero calo e quattro in leggera salita, e questo è il dato più utile di tutto l'articolo, perché dice che la prova ripetuta a tre mesi di distanza non si migliora da sola. Nel confronto finale fra gruppi il Pilates sta più in alto in avanti, avanti a destra, in basso a destra e nel complessivo.

Dentro lo studio nessuno ha tirato una freccia. Niente punteggio, niente misura della posizione di tiro, niente oscillazione dell'arco: l'articolo si apre dicendo di volere dati utili al rendimento in gara e alla stabilità del tiro, e si chiude con un punteggio su una pedana. Anche la composizione corporea, che il riassunto dichiara misurata prima e dopo, compare solo come fotografia di partenza: dopo dodici settimane non ne è pubblicato nessun valore.

Come è stato misurato

Lo studio gira da dicembre 2015 a marzo 2016, cioè fuori stagione agonistica. Venti arcieri delle superiori di Daejeon, iscritti come atleti alla federazione coreana, con più di cinque anni di carriera: diciassette anni e tre mesi di età media, carriera 6,6 ± 1,4 anni. Dieci nel gruppo del Pilates, dieci nel controllo. Come sono stati divisi non è scritto da nessuna parte: si legge che venti volontari avevano capito lo scopo dello studio e intendevano partecipare, e non c'è una riga su sorteggio, abbinamento o criterio di assegnazione. Nemmeno il sesso dei partecipanti è dichiarato in nessun punto dell'articolo.

Il programma è dodici settimane, tre volte a settimana, sessanta minuti per seduta, dieci di riscaldamento, quaranta di lavoro e dieci di defaticamento, sopra al normale allenamento scolastico e non al posto di quello. Diciannove esercizi di Pilates a terra, dalla respirazione al nuoto al ponte sulle spalle, tabellati con serie e ripetizioni che crescono ogni quattro settimane e con l'intensità tenuta fra 8 e 10 sulla scala di Borg nelle fasi di apertura e chiusura e fra 11 e 13 nel lavoro centrale. Il gruppo di controllo fa soltanto il suo allenamento di sempre. Il confronto, quindi, non è fra il Pilates e un'altra attività: è fra tre ore in più a settimana e niente in più.

L'equilibrio statico è misurato come ripartizione del peso sulla pedana, con l'arciere in piedi che guarda uno schermo e spinge verso un indicatore centrale. Si riportano quattro valori in percentuale, avanti, indietro, sinistra e destra. L'equilibrio dinamico è la prova dei limiti di stabilità sulla stessa macchina: l'indicatore si accende in ordine casuale nelle otto direzioni, si registrano tempo di movimento e tenuta, e ne escono otto punteggi direzionali più un complessivo. La composizione corporea è presa con un impedenziometro, a vescica vuota e dopo cinque minuti di riposo.

La statistica è non parametrica. Gli autori scrivono di avere controllato «il grado di varianza uguale» con il test di Kolmogorov e Smirnov e di avere trovato che nessun dato è distribuito normalmente: sono due cose diverse messe nella stessa frase, perché quel test guarda la forma della distribuzione e non l'omogeneità delle varianze. Dentro i gruppi si usa il test dei ranghi segnati di Wilcoxon, fra i gruppi quello di Mann e Whitney, con la soglia a 0,05. I confronti fra gruppi sono fatti solo sui valori finali, le differenze di partenza non sono mai passate per un test, e sui trentanove confronti complessivi non è applicata nessuna correzione.

Il metodo, spiegato: Posturografia: il centro di pressione

Limiti

Il problema più serio sta nella colonna dei valori di Z della tabella dell'equilibrio dinamico. Con dieci coppie di misure, il test dei ranghi segnati di Wilcoxon ha una somma dei ranghi che va da 0 a 55, con media 27,5 e scarto 9,81: il valore di Z più estremo che quel test possa produrre su dieci coppie è 2,80, e spingendo la correzione per i pari fino al caso limite in cui tutte le differenze hanno la stessa ampiezza non si passa 3,16. La tabella riporta per il gruppo del Pilates 3,637 in avanti, 4,052 in basso, 5,655 sul complessivo e 5,859 in basso a destra. Quattro numeri che quel test, su quel campione, non può dare.

Nello stesso punto c'è un secondo segnale, e aiuta a capire. Gli asterischi non seguono i valori di Z. Con Z uguale a 3,637 la probabilità sotto la normale è 0,00028, cioè tre asterischi, e l'articolo ne mette due; con 2,644 è 0,0082, due asterischi, e ne mette uno; con 4,052 è 0,00005 e ne mette due; con 2,081 è 0,037, un asterisco, e non ne mette nessuno. Nel controllo il valore in basso a destra, 2,819, darebbe 0,0048 e resta senza asterischi, mentre il testo descrive quel gruppo come privo di variazioni pur passando da 26,20 a 30,90, cioè quasi un quinto in più. Su diciotto confronti dentro i gruppi, cinque hanno asterischi che non corrispondono al proprio Z. Le due colonne non vengono dallo stesso conto, e le conclusioni dell'articolo poggiano sugli asterischi.

L'equilibrio statico, poi, non è oscillazione: è ripartizione del peso, e i suoi quattro valori sono due. In tutte e otto le celle avanti più indietro fa esattamente 100,00 e sinistra più destra fa esattamente 100,00, con scarti identici dentro ogni coppia e valori di Z speculari a segno rovesciato, 1,152 e -1,152, 1,868 e -1,868, 2,923 e -2,923. Il risultato annunciato nelle conclusioni, l'equilibrio statico di sinistra e di destra migliorato, è quindi un risultato solo contato due volte. E dentro il gruppo non è cambiato niente, Z uguale a 1,868 e nessun asterisco: la significatività nasce dal confronto finale fra i due gruppi, mentre al via il gruppo del Pilates stava a 51,10 e il controllo a 51,60 senza che nessun test lo abbia verificato.

I due gruppi non partivano uguali, e lo dice la loro stessa tabella. Il gruppo del Pilates è alto 175,6 ± 2,1 centimetri contro 170,7 ± 4,9 e pesa 79,7 ± 5,2 chili contro 73,2 ± 7,0: rifacendo il confronto, l'altezza dà p uguale a 0,012 e il peso 0,032. Su venti ragazzi divisi in due gruppi senza che sia dichiarato come, cinque centimetri e sei chili di differenza chiedono una spiegazione, e nell'articolo non c'è nemmeno il test che li rileva. Anche sull'equilibrio dinamico in basso a destra, la direzione con il risultato più forte, il gruppo del Pilates partiva da 31,9 contro 26,2.

Un conto non chiude. L'indice di massa corporea del gruppo del Pilates è dato come 24,20, ma 79,67 chili su 1,756 metri fanno 25,84; nel controllo 73,23 su 1,707 fanno 25,13 contro i 25,04 pubblicati. La media di un rapporto non è il rapporto delle medie, d'accordo, ma con scarti così piccoli quella correzione vale meno di due decimi di punto, non un punto e mezzo.

Sul disegno resta il limite di fondo. Il gruppo del Pilates ha fatto trentasei ore di attività guidata in più, il controllo niente in più, quindi qualunque altra attività aggiuntiva potrebbe produrre lo stesso spostamento su una pedana: lo studio non mostra che serva il Pilates né che serva il core, mostra che allenarsi di più batte allenarsi come prima. Nessuno era in cieco, né i ragazzi né chi misurava, e la prova dinamica dipende dalla volontà, perché portare il centro di pressione più lontano e più in fretta verso un indicatore è una prestazione che si può decidere di fare meglio.

Infine l'apparato delle citazioni, che si controlla dalla bibliografia dell'articolo in dieci minuti. Che gli arcieri abbiano in gran parte una postura squilibrata è attribuito a uno studio sulla morfologia del bacino e l'angolo di Cobb nella scoliosi idiopatica dell'adolescente; che il Pilates migliori la stabilità fisica, a un articolo sul progetto di una palla da bowling strumentata; che l'esercizio di stabilizzazione migliori la prestazione di tiro di un arciere, a un lavoro sulle caratteristiche morfologiche dei giocatori di bowling; che la stabilità respiratoria pesi più del fattore mentale, a un randomizzato sull'esercizio in sospensione per i disturbi da colpo di frusta.

Cosa vuol dire per chi tira

Per decidere come allenarsi serve poco. Dice che venti ragazzi coreani che aggiungono tre ore di Pilates a terra alla settimana portano il centro di pressione più lontano e più in fretta su una pedana, e non dice niente su che cosa succeda sul bersaglio, perché nello studio nessuno ha tirato. Fra lo spostare il peso e il mettere la freccia nel giallo c'è tutto l'anello che questo lavoro non misura.

Quello che si porta via, con prudenza, è tre cose.

La prima non è l'effetto del Pilates, è il comportamento del gruppo di controllo: dieci arcieri che ripetono la stessa prova dopo dodici settimane senza niente in più non la migliorano, cinque direzioni in leggero calo e quattro in leggera salita, complessivo fermo. Chi prova un programma di equilibrio ha quindi un riferimento per capire che un miglioramento sulla pedana non è semplicemente pratica della pedana. È il motivo per cui un gruppo di controllo, anche da dieci persone, vale più di un campione doppio senza.

La seconda è che l'equilibrio statico non si muove, e che misurato così forse non c'era niente da muovere: questi arcieri stavano già a 51 contro 49 fra un piede e l'altro prima di cominciare, cioè praticamente in pari, nonostante l'articolo si apra dicendo che gli arcieri hanno in gran parte una postura squilibrata. Una ripartizione del peso quasi simmetrica è quello che si trova nei giovani tesserati con sei anni di pratica, e tenerla d'occhio come indicatore di progresso non promette molto.

La terza è la dose, che è il numero più concreto dell'articolo: sessanta minuti, tre volte a settimana, dodici settimane, a intensità fra leggera e moderata, in aggiunta e non in sostituzione. Trentasei ore di lavoro a terra per un guadagno che nessuno ha collegato a un punteggio.

Per chi allena la conseguenza è semplice. Se il Pilates entra nel programma come lavoro generale di base, nessun problema: è attività guidata in più, e a quell'età fa bene comunque. Se entra come intervento sulla precisione, questo studio non è l'argomento da portare. Per quello servono le due cose che qui mancano, il punteggio fra gli esiti e un gruppo di confronto che faccia un'altra attività per lo stesso tempo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects of Pilates core stability exercises on the balance abilities of archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/park-2016-pilates-core-balance

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