Scheda studio

Visualizzazione negli arcieri d'élite: Kim 2020

A Case Study on the Effect of Imagery Training for Elite Archers of South Korea

Youngsook Kim, Taiseok Chang2020

Citazione

Kim, Y., & Chang, T. (2020). A Case Study on the Effect of Imagery Training for Elite Archers of South Korea. IJASS(International Journal of Applied Sports Sciences), 32(2), 48-65. https://doi.org/10.24985/ijass.2020.32.2.48

Cita lo studio
APA

Kim, Y., & Chang, T. (2020). A Case Study on the Effect of Imagery Training for Elite Archers of South Korea. IJASS(International Journal of Applied Sports Sciences), 32(2), 48-65. https://doi.org/10.24985/ijass.2020.32.2.48

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Scheda tecnica

Disegno
Prima e dopo, senza gruppo di controllo
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
6
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
IJASS(International Journal of Applied Sports Sciences)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Sei arcieri coreani della squadra nazionale, tre uomini e tre donne tra i 23 e i 36 anni con 12-22 anni di pratica, hanno fatto in laboratorio otto sedute di allenamento all'immaginazione mentale, di 30 minuti ciascuna. A occhi chiusi, ascoltando l'audio registrato a una tappa di Coppa del Mondo, immaginavano i cinque minuti prima dell'inizio della gara e le tre frecce della prima volée. Un EEG registrava le onde beta sopra le aree motorie e un piccolo motore vibrava quando l'attività superava una soglia personale.

Gli autori riportano che l'attività beta è diminuita in quattro arcieri su sei, è aumentata in uno ed è rimasta quasi uguale nell'ultimo, con differenze che loro stessi definiscono minuscole: per esempio da 0,000186 a 0,000157 in un arciere e da 0,000376 a 0,000393 in quello in cui è salita, senza unità di misura indicate. Tutte le differenze risultano significative, ma i test sono calcolati sui singoli campioni del segnale, più di 500 al secondo. Nell'analisi freccia per freccia la vibrazione diminuiva dalla prima alla seconda e alla terza freccia solo in due arcieri.

Nei questionari l'ansia di gara è cambiata poco, diminuita in tre arcieri, quasi invariata in uno e aumentata negli altri due, di pochissimo in uno e un po' di più nell'altro, con medie di gruppo quasi identiche (ansia cognitiva da 1,88 a 1,85, ansia somatica da 1,70 a 1,605, ansia di tratto da 16,33 a 16). L'abilità immaginativa misurata con lo Sport Imagery Questionnaire è salita in media in tutte e cinque le aree, soprattutto in quella cinestesica (da 8,5 a 12,166) e in quella visiva (da 8,166 a 11).

Come è stato misurato

Prima dello studio principale, una prova pilota con 16 elettrodi aveva mostrato attività beta durante l'immaginazione in C3, Cz e C4 in tutti e sei gli arcieri, e lo studio principale ha usato solo questi tre punti sopra le aree motorie (apparecchio Laxtha WEEG-32, impedenza sotto 5 kΩ, filtri a 0,5 e 100 Hz). All'inizio di ogni seduta un minuto di registrazione a riposo serviva a fissare la soglia personale, corrispondente all'ottavo stanino, cioè circa all'89° percentile; durante l'immaginazione un programma in LabVIEW faceva vibrare un motorino quando le beta la superavano. L'audio, registrato in gara, riproduceva con i tempi reali l'annuncio dei cinque minuti, i segnali acustici e l'inizio del tiro, e per ogni freccia immaginata si analizzava una finestra di 20 secondi.

Prima e dopo le otto sedute gli arcieri hanno compilato il CSAI-2 per l'ansia di stato e la fiducia, il SCAT per l'ansia di tratto e lo Sport Imagery Questionnaire, che valuta la nitidezza visiva, uditiva e cinestesica delle immagini, l'umore che le accompagna e il controllo su di esse. Il confronto prima-dopo dei dati EEG è stato fatto con test t separati per ogni arciere; per i questionari ci sono solo medie e descrizioni caso per caso. Gli arcieri hanno anche ricevuto delle schede per allenare l'immaginazione a casa.

Il metodo, spiegato: EEG, potenziali evocati e neuroimmagini

Limiti

Non c'è nessuna misura del tiro: né punteggi, né gare, né frecce tirate. Mancano un gruppo di controllo e una condizione senza vibrazione, quindi l'effetto del neurofeedback non si separa da quello dell'immaginazione in sé, della ripetizione delle sedute e delle schede per casa, che secondo gli autori alcuni arcieri hanno usato molto e altri poco.

Le analisi EEG sono il punto più debole. I test t trattano decine di migliaia di campioni del segnale come osservazioni indipendenti, per cui qualunque differenza, anche minima, diventa significativa. Il testo presenta come media di tutti gli arcieri valori che nella tabella sono quelli del primo arciere, e la colonna chiamata frequenza di vibrazione contiene in realtà una differenza tra segnale e soglia, con valori anche negativi, che rende difficile capire che cosa sia cambiato. Non è detto con chiarezza quali sedute formino il prima e il dopo.

Anche i questionari hanno qualche errore di calcolo: la differenza nell'ansia cognitiva è scritta -0,33, ma da 1,88 a 1,85 è -0,03, e quella cinestesica è scritta +3,833 mentre da 8,5 a 12,166 è +3,666. L'abstract, infine, dice che le beta si sono stabilizzate e la vibrazione è diminuita in tutti gli arcieri, mentre i risultati descrivono un arciere in cui le beta sono salite e uno senza differenze chiare.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere lo studio descrive un'idea di allenamento più che un risultato: immaginare l'inizio di una gara con l'audio registrato sul campo e ricevere un segnale quando l'attività cerebrale si alza oltre il proprio livello di riposo. Gli arcieri hanno riferito immagini più nitide, soprattutto nelle sensazioni del corpo, e alcuni un po' meno ansia, ma senza un gruppo di confronto questo può dipendere semplicemente dall'aver dedicato otto sedute all'immaginazione.

Lo studio non mostra che il neurofeedback migliori il tiro, perché il tiro non è stato misurato, e i dati EEG, per come sono stati analizzati, non permettono di dire che l'attività cerebrale degli arcieri sia cambiata in modo apprezzabile. Chi valuta un sistema di neurofeedback per l'allenamento trova qui un esempio di come lo si può usare con atleti di vertice, non una prova che funzioni.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: A Case Study on the Effect of Imagery Training for Elite Archers of South Korea. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/kim-2020-imagery-neurofeedback

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