Scheda studio

Silenzio muscolare prima del rilascio: Nishizono 1984

An Electromyographical Analysis of Purposive Muscle Activity and Appearance of Muscle Silent Period in Archery Shooting

Hidetsugu Nishizono, Koya Nakagawa, Tsutomu Suda, Katsumasa Saito1984

Citazione

Nishizono, H., Nakagawa, K., Suda, T., & Saito, K. (1984). An Electromyographical Analysis of Purposive Muscle Activity and Appearance of Muscle Silent Period in Archery Shooting. Japanese Journal of Physical Fitness and Sports Medicine, 33(1), 17-26. https://doi.org/10.7600/jspfsm1949.33.17

Cita lo studio
APA

Nishizono, H., Nakagawa, K., Suda, T., & Saito, K. (1984). An Electromyographical Analysis of Purposive Muscle Activity and Appearance of Muscle Silent Period in Archery Shooting. Japanese Journal of Physical Fitness and Sports Medicine, 33(1), 17-26. https://doi.org/10.7600/jspfsm1949.33.17

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
17
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Giapponese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Japanese Journal of Physical Fitness and Sports Medicine

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Questo è il lavoro che ha descritto per primo, in modo esteso, il silenzio elettrico che compare in alcuni muscoli subito prima del rilascio. Sono due esperimenti distinti. Nel primo, cinque arcieri: due principianti con tre mesi di pratica, un intermedio con cinque anni, e due arcieri di livello mondiale, un giapponese e uno statunitense. Nel secondo, dodici universitari dello stesso club, divisi in quattro principianti, quattro intermedi e quattro di livello alto in base agli anni di pratica e ai risultati in gara.

Nel primo esperimento la differenza fra i livelli sta nella distribuzione della tensione. Nei principianti il bicipite del braccio che traziona si accende molto già in apertura, l'attività si sposta verso il tronco in modo instabile, e al rilascio i due lati sono scompensati. Nei due arcieri di vertice il bicipite resta quasi fuori dal gesto, i deltoidi dei due lati lavorano a livelli alti e stabili dall'inizio dell'apertura, e il tronco è impegnato in modo simmetrico. Nel giapponese l'attività crolla 1,50 secondi dopo il rilascio, nello statunitense il livello alto si mantiene 1,71 secondi e poi cala, e in entrambi quel tempo era quasi uguale a ogni tiro. Nei due, subito prima del rilascio, compare il silenzio elettrico: nei deltoidi di entrambe le braccia e nel trapezio del braccio dell'arco, con durata fra 0,03 e 0,05 secondi.

Il secondo esperimento conta quanto spesso quel silenzio compare, al crescere del livello. Nei quattro principianti si vede in due soli arcieri, in uno dei quali nel 15 per cento dei tiri, e il tempo fra lo scatto del clicker e il rilascio è lungo e sparso. Negli intermedi compare in tre su quattro, in due dei quali fra il 45 e il 60 per cento dei tiri, con tempi di risposta al clicker tra 150 e 210 millesimi di secondo. Nei quattro di livello alto compare in tutti, nel 70 fino al 100 per cento dei tiri, e i due tempi si stringono: in media 115 millesimi dal clicker all'inizio del silenzio e 175 millesimi dal clicker al rilascio, con l'abstract che riporta gli intervalli 110-120 e 170-180.

Un dettaglio in più, osservato quasi soltanto negli arcieri di livello alto: quando il deltoide del braccio che traziona tace, il trapezio dello stesso lato aumenta l'attività, e le latenze dei due eventi coincidono entro il dieci per cento. Gli autori notano che si tratta di due muscoli che non sono antagonisti e hanno innervazioni diverse, e leggono il tutto come un programma costruito dall'allenamento, con la risposta al clicker che non è una reazione semplice ma un'anticipazione, perché l'arciere sente nei muscoli e nelle articolazioni che lo scatto sta arrivando.

Come è stato misurato

Nel primo esperimento l'elettromiografia di superficie ha coperto undici punti: trapezio nella parte discendente su entrambi i lati, deltoide nella porzione acromiale su entrambi, bicipite brachiale su entrambi, capo laterale del tricipite a destra, flessore ulnare del carpo su entrambi ed estensore comune delle dita a destra. Nei due arcieri di vertice il flessore ulnare sinistro è stato sostituito dal trapezio nella parte trasversa dei due lati. La deformazione dell'arco è stata rilevata con un estensimetro incollato sulla faccia anteriore superiore, e da quella curva si ricava l'istante del rilascio. I principianti e l'intermedio usavano un arco di prova, i due arcieri di vertice il proprio, con il clicker, che l'articolo descrive come una lamina d'acciaio da sette millimetri sotto la quale passa la freccia e che a fine trazione scatta con uno schiocco.

Le prove si sono svolte in palestra, a dieci metri, su un bersaglio da 0,8 metri di diametro, con il centro a 1,3 metri da terra, in formato di gara: circa dieci tiri per arciere nel primo esperimento, venti nel secondo. Una macchina fotografica da 35 millimetri posta di lato, con tempo di scatto un millesimo di secondo, riprendeva la sequenza in sincronia con l'elettromiografia, e l'analisi del movimento è stata fatta ricalcando le immagini sulla carta. Sono stati misurati anche altezza, peso e apertura delle braccia, e la forza di trazione in modo isometrico, con la mano dell'arco appoggiata a una barra fissa e l'altra che tirava un cavo collegato a un estensimetro.

Nel secondo esperimento i muscoli scendono a cinque: trapezio trasverso su entrambi i lati, deltoide acromiale su entrambi ed estensore comune delle dita a destra. Allo scatto del clicker è stato aggiunto un contatto elettrico, una lamina metallica fissata al fianco dell'impugnatura, così da avere il segnale esatto. I segnali andavano su nastro magnetico e venivano poi riletti con un oscillografo elettromagnetico, per poter leggere con precisione la durata e la latenza del silenzio. Il tempo di risposta al rilascio è definito come l'intervallo fra il contatto del clicker e l'inizio della risalita della curva di deformazione dell'arco. Per ogni arciere e per i venti tiri sono stati calcolati media e deviazione standard, e i risultati sono riportati per gruppo.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Il clicker strumentato è la misura dell'allungo, Sensori di forza: impugnatura, corda, dita e pedane

Limiti

I numeri sono piccoli e il disegno è descrittivo. Il primo esperimento confronta due arcieri di vertice con tre arcieri di club, e i due arcieri di vertice sono persone, non un gruppo: gli autori notano che differiscono fra loro, perché il giapponese tirava con una posizione frontale e simmetrica, lo statunitense con una posizione aperta e una rotazione del busto che gli alzava il trapezio destro. Il secondo esperimento ha quattro arcieri per livello, e non riporta nessun test statistico fra i gruppi: le percentuali di comparsa e le medie stanno in un grafico, le differenze si leggono a vista.

Nessuno dei due esperimenti ha misurato il punteggio. I tiri erano a dieci metri su un bersaglio da ottanta centimetri in palestra, una condizione scelta per registrare, non per discriminare la precisione, e il livello dei partecipanti è stato definito dagli anni di pratica e dai risultati passati. Quindi il legame fra il silenzio elettrico e la bontà del tiro non è misurato in nessun punto: è dedotto dal fatto che gli arcieri più avanti lo mostrano più spesso.

Che cosa sia quel silenzio resta un'interpretazione. Gli autori stessi scrivono che in letteratura il fenomeno era stato letto in due modi opposti, come attività inutile nei principianti in un lavoro precedente e come segno di abilità negli esperti in un altro, e propongono una spiegazione, un programma organizzato sopra il livello periferico, che i loro dati non mettono alla prova. Il trapezio che si accende mentre il deltoide tace è un dato; l'inibizione reciproca che la spiegherebbe è un'ipotesi, come gli autori stessi riconoscono, perché i due muscoli non sono antagonisti.

Infine la strumentazione è del 1984: nastro magnetico, oscillografo, analisi del movimento ricalcata a mano da fotografie, una sola camera di lato. L'articolo è in giapponese, con abstract e titolo in inglese.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, il contributo di questo lavoro è un dato di tempo. Negli arcieri più avanti, fra lo scatto del clicker e la partenza della freccia passano in media 175 millesimi di secondo, e l'intervallo è stretto da un tiro all'altro; nei principianti lo stesso tempo è più lungo e cambia molto. È la misura di un gesto che non si comanda a vista: è troppo breve per correggerlo mentre avviene, e abbastanza regolare, nei più avanti, per somigliare a qualcosa di preparato in anticipo.

L'altro dato è dove sta la tensione. Nei due arcieri di livello mondiale il bicipite del braccio che traziona è quasi fuori dal gesto e il carico sta sui deltoidi e sulla schiena, in modo simmetrico; nei principianti il bicipite lavora molto e i due lati non si corrispondono. Dopo il rilascio i muscoli degli arcieri di vertice restano attivi un tempo lungo e sempre uguale, un secondo e mezzo circa, che gli autori chiamano il follow through.

Quello che lo studio non dice è che il silenzio elettrico vada cercato o allenato. Non c'è un punteggio in nessuno dei due esperimenti, e nessuno ha provato a farlo comparire: il fenomeno accompagna il livello alto, e questo lascia aperte entrambe le direzioni. Non dice nemmeno che un rilascio più rapido sia meglio, perché la misura è la regolarità del tempo, non la sua brevità.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: An Electromyographical Analysis of Purposive Muscle Activity and Appearance of Muscle Silent Period in Archery Shooting. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/nishizono-1984-emg-silent-period

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