Scheda studio

Due tecniche di tiro a 70 metri a confronto: Loh 2018

Classifying the Archery Performance with Conditional Effects on Angular and Linear Shooting Techniques

W. P. Loh, Y. Y. Chong2018

Citazione

Loh, W. P., & Chong, Y. Y. (2018). Classifying the Archery Performance with Conditional Effects on Angular and Linear Shooting Techniques. Journal of Telecommunication, Electronic and Computer Engineering (JTEC), 10(3-2), 95-99. https://jtec.utem.edu.my/jtec/article/view/4718

Cita lo studio
APA

Loh, W. P., & Chong, Y. Y. (2018). Classifying the Archery Performance with Conditional Effects on Angular and Linear Shooting Techniques. Journal of Telecommunication, Electronic and Computer Engineering (JTEC), 10(3-2), 95-99. https://jtec.utem.edu.my/jtec/article/view/4718

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Scheda tecnica

Disegno
Caso singolo
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
1
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Telecommunication, Electronic and Computer Engineering (JTEC)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Un arciere universitario malese di ricurvo, 24 anni, ha tirato a 70 metri con due tecniche che gli autori chiamano «angolare», con piedi aperti e trazione accompagnata da una rotazione del busto, e «lineare», con la corda tirata dritta verso il mento. Le condizioni erano nove: mattina, primo pomeriggio, sera, caldo fino a 45 gradi, pioggia, calma, vento, cielo coperto e sei frecce in due minuti. Per ogni tecnica e condizione ha tirato 6 volée da 6 frecce, 648 frecce in tutto, nell'arco di due mesi.

Con la tecnica angolare l'arciere ha messo più frecce nel 10: 40 contro 21, cioè il 55,6% contro il 29,2%. Gli autori hanno poi usato un algoritmo di classificazione (Random Tree, nel programma WEKA) per vedere se dai punteggi si riesce a risalire alla tecnica usata: la classificazione è stata corretta in almeno l'83,3% dei casi considerando le condizioni, nel 97,9% nelle condizioni estreme e nel 98,1% confrontando le prime tre volée con le ultime tre. Nella condizione delle sei frecce in due minuti quasi tutti i casi erano assegnati male. Gli autori concludono che la tecnica angolare rende di più e si adatta meglio alle condizioni esterne.

Come è stato misurato

Le prove si sono svolte sul campo dell'Universiti Sains Malaysia, con sedute diverse per ogni condizione. Dopo ogni serie il bersaglio veniva fotografato con un'app per iPhone (Archery Score Pro) e ogni freccia trasformata in un punteggio da 1 a 10; una freccia sulla riga prendeva il valore più alto, quelle fuori dal bersaglio sono state scartate. Le condizioni erano definite a parole: la mattina dalle 7:30 a mezzogiorno, il primo pomeriggio fino alle 16, la sera dalle 20 a mezzanotte, il vento tra 1 e 5 m/s, il cielo coperto con brezza sotto 1 m/s, il caldo con sole diretto fino a 45 gradi.

L'analisi principale non confronta i punteggi con una statistica classica. Tecnica, condizione e punteggio di ogni freccia sono stati dati al classificatore Random Tree, valutato in modalità «full training», cioè sugli stessi dati con cui era stato costruito, con l'80% come soglia di accuratezza attesa. Le prime tre volée rappresentano per gli autori l'arciere ancora fresco, le ultime tre l'arciere stanco.

Il metodo, spiegato: Come si misurano vento, caldo e umidità nelle gare, Leggere il bersaglio con una fotocamera

Limiti

Un classificatore valutato sugli stessi dati che ha usato per costruirsi dà percentuali alte quasi per costruzione: senza una convalida su dati separati, l'83,3% e il 98,1% dicono poco. Gli autori stessi notano che con due sole classi il compito è facile. Manca anche un confronto diretto tra i punteggi medi delle due tecniche, con una misura dell'incertezza: l'unico numero sulla resa è la quota di frecce nel 10.

Quella quota non si concilia con il disegno: 40 su 72 dà il 55,6% e 21 su 72 il 29,2%, ma ogni tecnica conta 324 frecce, e il testo non dice da quali 72 vengano. È un solo arciere, che poteva padroneggiare una delle due tecniche meglio dell'altra, e le condizioni sono descritte a parole, non misurate con strumenti, e non risulta che siano state ripetute in giorni diversi: ogni condizione si porta dietro tutto quello che una giornata porta con sé. Le due tecniche sono descritte in due righe e una figura, senza nessuna misura del gesto.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio non aiuta a scegliere tra due modi di eseguire la trazione. Mostra che un arciere, nelle sue sedute, metteva più frecce nel 10 con la trazione che gli autori chiamano angolare, e niente di più: non sappiamo quale delle due fosse la sua tecnica abituale, e un arciere che tira meglio con il gesto che allena da anni è un risultato atteso.

Le nove condizioni, del resto, sono un'idea sensata per chi vuole conoscere il proprio tiro all'aperto: sera, pioggia, caldo e tempo ridotto sono situazioni che in gara capitano. Nella condizione delle sei frecce in due minuti il classificatore sbagliava quasi tutti i casi, e gli autori pensano che la fretta abbia messo l'arciere sotto stress; è una loro lettura, non una misura.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Classifying the Archery Performance with Conditional Effects on Angular and Linear Shooting Techniques. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/loh-2018-classifying-archery

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