Scheda studio
Dove cadono le frecce sul bersaglio: Kolayis 2014
Assessment of target performance in archery
Citazione
Kolayis, İ. E., Çilli, M., Ertan, H., & Knicker, J. A. (2014). Assessment of target performance in archery. Procedia - Social and Behavioral Sciences, 152, 451-456. https://doi.org/10.1016/j.sbspro.2014.09.230
DOI: 10.1016/j.sbspro.2014.09.230Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
Kolayis, İ. E., Çilli, M., Ertan, H., & Knicker, J. A. (2014). Assessment of target performance in archery. Procedia - Social and Behavioral Sciences, 152, 451-456. https://doi.org/10.1016/j.sbspro.2014.09.230
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author = {Kolayis, İpek Eroglu and Çilli, Murat and Ertan, Hayri and Knicker, J. Axel},
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journal = {Procedia - Social and Behavioral Sciences},
volume = {152},
pages = {451--456},
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Numero di soggetti
- 18
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- Procedia - Social and Behavioral Sciences
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Lo studio non misura una prestazione né confronta arcieri: guarda dove finiscono le frecce sulla visuale e conta come si distribuiscono. Diciotto arcieri, sette donne e undici uomini, hanno tirato due volée da sei frecce ciascuno, dodici in tutto, a 18 metri in un campo coperto. Le visuali sono state fotografate e misurate, e ogni freccia è stata descritta da due cose: la zona del bersaglio in cui è caduta e la sua distanza dal centro in centimetri.
Le duecento frecce rimaste dopo le esclusioni si distribuiscono in modo diseguale fra i quattro quadranti. Il quadrante in alto a sinistra ne ha raccolte 59, quello in alto a destra 68, quello in basso a sinistra 37 e quello in basso a destra 36. Complessivamente il 63,5 per cento delle frecce è finito nella metà alta del bersaglio, contro il 36,5 nella metà bassa, e la differenza è dichiarata significativa; fra metà sinistra e metà destra, 96 contro 104 frecce, non c'è differenza.
Dentro la zona gialla, cioè le frecce da 10 e da 9, la distribuzione fra i quadranti è a sua volta diseguale: 35 frecce in alto a sinistra, 33 in alto a destra, 17 in basso a sinistra e 12 in basso a destra. Nelle zone rossa e blu, invece, la distribuzione fra i quadranti non differisce.
La distanza media dal centro, misurata per ciascun punteggio, è praticamente identica nei quattro quadranti: le frecce da 10 stanno fra 0,83 e 1,13 centimetri dal centro, quelle da 9 fra 2,06 e 2,40, quelle da 8 fra 3,56 e 3,81, quelle da 7 fra 5,28 e 5,45, e quelle da 6 e sotto fra 7,47 e 8,47. Nessuna di queste differenze è significativa.
Il risultato, quindi, è uno solo: in questo gruppo le frecce sono andate alte più spesso che basse, e le frecce migliori si sono concentrate nella parte alta del bersaglio. Il perché lo studio non lo indaga.
Come è stato misurato
I diciotto partecipanti sono sette donne, di età media 16,66 anni e con 5,88 anni di pratica, e undici uomini, di età media 22,33 anni e con 4,11 anni di pratica. La deviazione standard dell'età negli uomini è 12,95 anni, quindi il gruppo maschile mette insieme ragazzi e adulti.
Il protocollo è semplice: due volée da sei frecce a 18 metri in un campo coperto, durante l'allenamento. Dopo ogni volée la visuale è stata fotografata da tre angolazioni diverse con una macchina digitale. Le immagini sono state calibrate e convertite in unità metriche con gli strumenti di elaborazione di immagini del software Matlab, e per ogni freccia sono state ricavate la posizione e la distanza dal centro.
Il bersaglio è stato diviso in quattro quadranti uguali sugli assi orizzontale e verticale: zona 1 in alto a sinistra, zona 2 in alto a destra, zona 3 in basso a sinistra, zona 4 in basso a destra. Le frecce cadute fuori dalla carta sono state escluse dall'analisi. Le frecce sono state poi raggruppate per punteggio, da 10 a 6 e sotto, e per colore della zona colpita: gialla per i 10 e i 9, rossa per gli 8 e i 7, blu per i 6 e inferiori.
L'analisi è stata fatta con SPSS 15: un'analisi della varianza a una via per le distanze dal centro e un test del chi quadrato per le frequenze fra le zone.
Il metodo, spiegato: Leggere il bersaglio con una fotocamera
Limiti
Lo studio è corto e descrittivo, e la sua debolezza principale è che tratta duecento frecce come se fossero indipendenti fra loro. In realtà vengono da diciotto arcieri che ne hanno tirate dodici ciascuno, e le frecce di uno stesso arciere si somigliano: se due o tre tiratori quel giorno andavano alti, bastano loro a produrre il risultato sulla metà alta del bersaglio. Nessuna analisi tiene conto di questo raggruppamento, e i risultati non sono mai riportati per singolo arciere.
Mancano poi informazioni che cambierebbero la lettura. Non è detto quale visuale sia stata usata, quindi le distanze in centimetri non si possono confrontare con i cerchi di punteggio; non è detto con che arco tirassero, se ricurvo, compound o nudo; non è detto se fossero tutti destrimani, cosa che conta quando si parla di destra e sinistra sul bersaglio. Non sono riportate le condizioni dell'attrezzatura né il momento della sessione.
Diciotto arcieri per dodici frecce fanno 216 tiri, mentre le tabelle ne contano 200: le frecce fuori carta sono state escluse e il loro numero non è indicato. Escludere proprio le frecce peggiori accorcia la coda della distribuzione e può spostare i conteggi per zona.
Ci sono anche incongruenze nel testo. Nei risultati la differenza fra metà alta e metà bassa è definita significativa e accompagnata da p maggiore di 0,05. Nella discussione si legge che il 54,32 per cento delle frecce gialle è caduto nella zona 1, mentre la tabella riporta 59,32. Il gruppo di partecipanti è eterogeneo per età ed esperienza e non viene mai suddiviso.
Infine, lo studio non spiega niente. Osserva che le frecce vanno più in alto che in basso e si ferma lì: non c'è nessun dato su regolazione del mirino, tecnica, affaticamento o attrezzatura che permetta di dire da dove venga quella tendenza.
Cosa vuol dire per chi tira
L'osservazione che resta è che in questa sessione le frecce sono finite nella metà alta del bersaglio quasi due volte su tre, e che le frecce migliori erano concentrate lì sopra. È una tendenza di gruppo in un pomeriggio di allenamento, non una caratteristica del tiro con l'arco: diciotto arcieri, dodici frecce ciascuno, nessun controllo su arco, visuale e regolazioni.
La parte che può servire a chi tira è il metodo, non il risultato. Fotografare la visuale dopo ogni volée, calibrare l'immagine e misurare in centimetri la distanza di ogni freccia dal centro è un modo di leggere il proprio tiro più fine del punteggio: il punteggio dice quanto si è presi, la posizione dice dove si sbaglia, e sono due informazioni diverse. Questo studio applica quel metodo e lo propone come strumento di valutazione, ed è lì che sta il suo contributo.
Quello che non si può ricavare è un'indicazione su che cosa fare. La distanza media dal centro era la stessa nei quattro quadranti, quindi lo studio non dice nemmeno che chi va alto sbagli di più; dice solo che va alto. E non avendo registrato il mirino, l'attrezzatura o la fase della seduta, non distingue uno spostamento di taratura da un difetto di gesto. Nel registro vale come esempio di misura della posizione delle frecce, non come evidenza su una causa.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- CorroboratoFra un arciere di club e uno di nazionale ci sono circa centocinquanta punti su una FITA (contesto)
- RiportatoLe frecce non si distribuiscono in modo simmetrico sul bersaglio: la metà alta ne raccoglie più della metà bassa (a favore, contesto)
- RiportatoPiù alto è il livello dell'arciere, più il gruppo è stretto e centrato (contesto)
- RiportatoNelle grandi gare molti arcieri perdono punti per un mirino regolato male (a favore, contesto)
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Filone di ricerca
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Cita, nel registro
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Assessment of target performance in archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/kolayis-2014-target-performance
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author = {Campagna, Matteo},
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year = {2026},
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