Durante la mira gli arcieri esperti attivano aree del cervello diverse da quelle dei principianti

2 studi · 56 arcieri misurati

A favoreContestoContro20102015202020252014, a favore, n = 402008, a favore, n = 162008, contesto, n = 8
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Due studi coreani con la risonanza magnetica, entrambi su una mira simulata davanti a un bersaglio proiettato e senza arco in mano, trovano che esperti e principianti non accendono le stesse aree. Nel primo, del 2008, otto arcieri di livello mondiale usano soprattutto aree visive occipitali e temporali e otto principianti con un mese di arco aree frontali e il cingolo posteriore; negli ultimi tre secondi prima del rilascio gli esperti accendono il cingolo anteriore destro, che gli autori leggono come attenzione concentrata, e che sull'intera mira di sei secondi non compare. Nel secondo, del 2014, dodici medagliate a Olimpiadi, Giochi asiatici e Mondiali, quattordici arcieri universitari e quattordici persone che non avevano mai tirato hanno di nuovo mappe diverse, e di nuovo chi non tira lavora di più con le aree frontali. Il punto comune si ferma lì: le aree tipiche degli esperti non coincidono fra i due studi, il primo usa una soglia statistica non corretta per i confronti multipli su gruppi di otto, e nel secondo i «principianti» non avevano mai tirato. Che il cervello di chi mira da anni lavori in modo diverso ha due studi piccoli dalla sua; quali aree contino davvero non si sa ancora.

Formulata anche come: il cervello dell'arciere in mira; l'esperto non pensa in mira; concentrazione prima del rilascio; cervello di esperti e principianti

Nella pratica

Si dice che l'esperto in mira «non pensa» e lascia lavorare gli occhi, mentre il principiante ragiona su ogni passaggio, e che la concentrazione piena arriva negli ultimi secondi prima del rilascio.

Evidenze

  • 2008
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    8 arcieri esperti coreani (4 uomini e 4 donne, 23,6 anni, 11,5 anni di tiro, oltre 330 su 360 a 70 metri) e 8 principianti (6 uomini e 2 donne, 28,6 anni, un mese di arco) mirano per 6 secondi a un bersaglio simulato in risonanza magnetica: negli esperti si attivano soprattutto il giro occipitale medio e i temporali superiore e medio, nei principianti il cingolo posteriore e le frontali inferiore e mediale; fuori dalle aree d'interesse anche gli esperti accendono frontali e nucleo caudato. Soglia p < 0,01 non corretta per i confronti multipli, con un'estensione minima di 50 voxel.

    Neural correlates of pre-performance routines in expert and novice archers · Jingu Kim, Hyoung Mo Lee, Woo Jong Kim, Hye Ju Park, Sung Woon Kim, Doo Hwan Moon, Minjung Woo, Leo Keith Tennant

  • 2008
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    Nello stesso studio, negli ultimi 3 secondi prima del rilascio gli esperti attivano più dei principianti il cingolo anteriore destro, il giro occipitale medio, il fusiforme sinistro e i temporali superiore e medio (p < 0,01 non corretta), mentre i principianti attivano di più frontali superiore, inferiore e mediale, precuneo e temporale medio.

    Neural correlates of pre-performance routines in expert and novice archers · Jingu Kim, Hyoung Mo Lee, Woo Jong Kim, Hye Ju Park, Sung Woon Kim, Doo Hwan Moon, Minjung Woo, Leo Keith Tennant

  • 2008
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Negli esperti il cingolo anteriore si accende solo nella finestra degli ultimi 3 secondi e non sull'intera mira di 6 secondi: gli autori lo leggono come attenzione che si concentra a ridosso del rilascio, ma è un dato su otto persone a una soglia non corretta.

    Neural correlates of pre-performance routines in expert and novice archers · Jingu Kim, Hyoung Mo Lee, Woo Jong Kim, Hye Ju Park, Sung Woon Kim, Doo Hwan Moon, Minjung Woo, Leo Keith Tennant

  • 2014
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    12 arciere medagliate (33,5 anni, 17,8 anni di tiro), 14 arcieri universitari (22,9 anni, 11,9 anni di tiro) e 14 persone che non avevano mai tirato, davanti a un bersaglio simulato a 70 metri, immaginano il tiro e premono un pulsante nell'istante del rilascio: le medagliate sono più attive degli altri nell'area supplementare motoria destra, nella frontale media, nelle temporo-parietali e nel cervelletto, gli universitari solo nella temporo-parietale e nella somatosensoriale destre, chi non tira nelle frontali superiore e inferiore, nella prefrontale ventrale, nel cingolo posteriore, nei gangli della base e nel cervelletto, con correzione per i confronti multipli. Il risultato non cambia tenendo conto di età e sesso.

    An fMRI Study of Differences in Brain Activity Among Elite, Expert, and Novice Archers at the Moment of Optimal Aiming · Woojong Kim, Yongmin Chang, Jingu Kim, Jeehye Seo, Kwangmin Ryu, Eunkyung Lee, Minjung Woo, Christopher M. Janelle

Storia dello stato

  1. 1990 Non studiato Nella bibliografia del registro nessuno ha ancora confrontato il cervello di esperti e principianti durante la mira: la differenza fra chi «pensa» e chi lascia andare si racconta, ma non è stata misurata.
  2. 2008 Riportato Otto arcieri coreani esperti, con undici anni e mezzo di pratica, e otto principianti con un mese di arco mirano a un bersaglio simulato per sei secondi dentro una risonanza magnetica, premendo un pulsante quando si sentono pronti a rilasciare. Negli esperti si accendono soprattutto aree occipitali e temporali, nei principianti aree frontali e il cingolo posteriore, anche se pure gli esperti mostrano qualche area frontale. Negli ultimi tre secondi gli esperti attivano più dei principianti il cingolo anteriore destro e aree visive e temporali, e quel cingolo anteriore compare solo nella finestra corta, non sull'intera mira. Otto persone per gruppo, gruppi diversi per età e sesso e una soglia statistica non corretta per i confronti multipli: riportato, al limite.
  3. 2014 Riportato Un secondo studio coreano, con dodici medagliate a Olimpiadi, Giochi asiatici e Mondiali, quattordici arcieri universitari e quattordici persone che non avevano mai tirato, guarda l'istante in cui ciascuno, davanti a un bersaglio simulato a 70 metri, immagina di rilasciare. Le tre mappe sono diverse, questa volta con la correzione per i confronti multipli: le medagliate sono più attive nell'area supplementare motoria, nella frontale media, nelle temporo-parietali e nel cervelletto, gli universitari nella temporo-parietale e somatosensoriale destre, chi non tira nelle frontali, nel cingolo posteriore e nei gangli della base. Il dato delle aree frontali in chi non sa tirare si ripete, quello delle aree visive negli esperti no, e il gruppo di confronto non è fatto di principianti ma di persone che non avevano mai tirato. Due studi vanno nella stessa direzione, ma sono confronti trasversali fra gruppi, piccoli, dello stesso ambiente di ricerca e in disaccordo su quali aree contino: per salire a corroborato servirebbero studi fatti meglio, e lo stato resta riportato.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Durante la mira gli arcieri esperti attivano aree del cervello diverse da quelle dei principianti (Versione 1). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/mira-cervello-esperti-principianti

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