Scheda studio

Attenzione negli arcieri ansiosi: Chuang 2015

Effects of attentional training on visual attention to emotional stimuli in archers: A preliminary investigation

Lan-Ya Chuang, Chung-Ju Huang, Tsung-Min Hung2015

Citazione

Chuang, L.-Y., Huang, C.-J., & Hung, T.-M. (2015). Effects of attentional training on visual attention to emotional stimuli in archers: A preliminary investigation. International Journal of Psychophysiology, 98(3), 448-454. https://doi.org/10.1016/j.ijpsycho.2015.09.001

Cita lo studio
APA

Chuang, L.-Y., Huang, C.-J., & Hung, T.-M. (2015). Effects of attentional training on visual attention to emotional stimuli in archers: A preliminary investigation. International Journal of Psychophysiology, 98(3), 448-454. https://doi.org/10.1016/j.ijpsycho.2015.09.001

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
18
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
International Journal of Psychophysiology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Diciotto arcieri universitari di Taiwan, scelti perché avevano un'ansia da competizione relativamente alta, hanno fatto per sei settimane un allenamento al computer pensato per spostare l'attenzione dalle parole minacciose a quelle positive legate alla gara; un gruppo di controllo faceva lo stesso compito senza questa spinta. Prima e dopo, gli autori hanno misurato i tempi di risposta e l'attività elettrica del cervello.

Sul comportamento l'allenamento non ha dato un effetto significativo. L'indice di attenzione verso le minacce, nel gruppo allenato, è passato da -1,07 a -17,15 millisecondi, cioè da una posizione neutra a una tendenza a distogliere l'attenzione dalle parole minacciose; nel gruppo di controllo è passato da -15,42 a -6,94. L'interazione tra gruppo e momento della misura non era significativa (p = 0,11).

Nell'attività elettrica qualcosa è cambiato. Prima dell'allenamento la risposta precoce del cervello allo stimolo visivo, la componente P1, era più ampia quando il segnale compariva al posto di una parola positiva che al posto di una minacciosa; dopo sei settimane, nel gruppo allenato, questa differenza si era ridotta in modo significativo nelle zone frontale, centrale e parietale, con effetti tra 0,70 e 1,17. Nel gruppo di controllo non è cambiata in modo significativo, e la componente successiva, la N1, non ha mostrato differenze. Gli autori ne concludono che dopo l'allenamento gli arcieri dedicavano risorse simili agli stimoli positivi e a quelli minacciosi, e che l'ipotesi di partenza è confermata solo in parte.

Come è stato misurato

Su 60 arcieri universitari valutati con un questionario sull'ansia da competizione, sono stati scelti i 22 nel terzo più alto; ne sono rimasti 18 (tre non potevano seguire il calendario, uno ha avuto un incidente d'auto), con un punteggio medio di 21,61 su una scala da 10 a 30. Avevano circa 5 anni di gare a livello nazionale e internazionale e una media superiore a 300 punti su 36 frecce a 70 metri. Sono stati assegnati per sorteggio a 10 nel gruppo di allenamento e 8 nel controllo.

Le parole venivano da interviste con arcieri esperti: da 125 minacciose e 125 positive, valutate da sei arcieri per intensità emotiva, ne sono state scelte 36 per tipo (per esempio «teso», «zero», «perso» e «stabile», «rilassato», «energia»). Nel compito, dopo una croce di fissazione, comparivano per un secondo una parola minacciosa e una positiva affiancate, e subito dopo, al posto di una delle due, due puntini da riconoscere come orizzontali o verticali. Nel gruppo allenato i puntini comparivano sempre al posto della parola positiva, nel controllo metà delle volte per parte. L'allenamento era di 50 minuti una volta alla settimana per sei settimane, 288 prove a seduta; la misura finale è stata fatta il giorno dopo l'ultima seduta, con un elettroencefalogramma a 32 canali.

Il metodo, spiegato: EEG, potenziali evocati e neuroimmagini

Limiti

Il titolo stesso parla di indagine preliminare, e i limiti sono quelli di un campione di 18 persone divise in gruppi da 10 e 8. Nel gruppo di controllo la componente P1 è cambiata in direzione opposta con effetti di ampiezza simile a quelli del gruppo allenato, ma non significativi: con otto persone, la differenza tra un effetto presente e uno assente è difficile da stabilire. I due gruppi partivano anche da indici di attenzione diversi (circa -1 e -15 millisecondi), e il risultato sulla P1 va in una direzione diversa da quella prevista dagli autori, che si aspettavano una risposta più piccola agli stimoli minacciosi.

Gli autori elencano altri limiti: non tutti i partecipanti erano molto ansiosi, l'ansia del momento non è stata misurata, le parole erano uguali per tutti invece che scelte sulla storia di ciascuno, e non è stato verificato se quello che si impara al computer passi al campo. L'articolo non riporta né una nuova misura dell'ansia da competizione dopo l'allenamento né il punteggio al tiro. Le ipotesi parlano di una componente N2, mentre l'analisi riguarda la N1.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio non dice niente sul punteggio né sull'ansia in gara, perché né l'uno né l'altra sono stati misurati dopo l'allenamento. Mostra che sei settimane di un esercizio al computer, una volta alla settimana, non hanno cambiato in modo significativo il modo in cui arcieri ansiosi rispondono alle parole legate alla gara, mentre hanno cambiato una risposta molto precoce del cervello allo stimolo visivo.

È un dato da laboratorio su un piccolo gruppo, utile a chi studia come allenare l'attenzione negli arcieri; non è una prova che questo tipo di allenamento riduca l'ansia da competizione o aiuti a tirare meglio sotto pressione. Resta interessante il modo in cui sono state scelte le parole, partendo da quello che gli arcieri stessi raccontano di temere in gara: il punteggio, lo zero, la paura di perdere.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects of attentional training on visual attention to emotional stimuli in archers: A preliminary investigation. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/chuang-2015-attentional-training

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