Scheda studio

Tempo di mira e allineamento nel tiro: Marsden 2015

Stability of alignment during extended hold times in the aiming phase of elite archers

Lewis Marsden2015

Citazione

Marsden, L. (2015). Stability of alignment during extended hold times in the aiming phase of elite archers. University of Chester (MSc dissertation). http://hdl.handle.net/10034/619131

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Marsden, L. (2015). Stability of alignment during extended hold times in the aiming phase of elite archers. University of Chester (MSc dissertation). http://hdl.handle.net/10034/619131

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Scheda tecnica

Disegno
Altro
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
8
Tipo
Tesi
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
No
Sede
University of Chester (MSc dissertation)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Otto arcieri di arco olimpico del programma della nazionale britannica hanno tirato a 70 metri tenendo la mira per tempi imposti: prima la loro durata abituale, poi il doppio, poi il triplo, 6 frecce per condizione. Una telecamera frontale seguiva sei punti del corpo che descrivono l'allineamento (i due polsi, i due gomiti e le due spalle) e ne misurava la velocità, cioè quanto si muovevano nel tempo.

Allungando la tenuta, cinque punti su sei si muovevano di più. Il polso della mano della corda è passato da 3,51 a 4,15 e poi a 4,60 centimetri al secondo; il polso dell'arco da 3,21 a 3,58 e a 3,87; la spalla dell'arco da 3,20 a 3,62 e a 3,80. Solo la spalla della corda non è cambiata in modo significativo (3,66, 4,07 e 3,84). Il punteggio medio per freccia è sceso da 8,60 a 8,13 e poi a 7,75, ma l'unica differenza statisticamente significativa è quella tra la tenuta abituale e la tenuta tripla.

Come è stato misurato

La prova si è svolta al centro federale di Lilleshall, con archi e frecce degli atleti. Gli arcieri (6 uomini e 2 donne, 21 anni in media) hanno fatto un riscaldamento specifico di 5 minuti e poi 6 frecce libere, riprese di lato a 50 fotogrammi al secondo per calcolare la tenuta media di ciascuno, contata dal contatto della corda con il viso al rilascio. Poi hanno tirato 6 frecce con la tenuta media, 6 con il doppio e 6 con il triplo, sempre in quest'ordine, rilasciando al segnale sonoro che scandiva i secondi. Il riposo era pari al tempo di lavoro, con 3 minuti tra una serie e l'altra, e alla fine ognuno ha fatto una tenuta massima senza tirare.

Una telecamera Quintic a 150 fotogrammi al secondo, sul piano frontale e calibrata con un telaio di un metro per un metro, seguiva marcatori riflettenti sulle spalle, sui gomiti e sui polsi. Per ogni freccia sono stati analizzati 200 fotogrammi, da un secondo prima del rilascio a 0,3 secondi dopo, filtrati e trasformati in velocità medie. Le velocità sono state confrontate con l'analisi della varianza per misure ripetute e la correzione di Bonferroni, i punteggi con i test non parametrici di Friedman e di Wilcoxon. Lo studio è una tesi di master in biomeccanica dell'Università di Chester.

Limiti

L'ordine delle condizioni non è stato mescolato: il triplo arrivava sempre per ultimo, quindi l'effetto della tenuta lunga si somma alla stanchezza accumulata nelle serie precedenti e non si può separare da essa. Le statistiche sulle velocità hanno 94 gradi di libertà, segno che ogni freccia è stata contata come un caso a sé: le osservazioni indipendenti sono otto arcieri, e la significatività ne esce sovrastimata. La finestra analizzata comprende anche 0,3 secondi dopo il rilascio, per cui la velocità media mescola la stabilità in mira con il movimento del rilascio e del follow-through.

Mancano i tempi di tenuta in secondi, e la tenuta massima finale non è riportata. La telecamera è una sola, quindi i movimenti in profondità sfuggono. Il legame tra instabilità e punteggio è dedotto dal fatto che peggiorano insieme, non controllato freccia per freccia, e con 6 frecce per condizione una differenza di mezzo punto a freccia è fragile. Un tempo imposto da segnali sonori, infine, è diverso da una tenuta che si allunga da sola in gara per il vento o per un'esitazione. Il testo indica in modo non uniforme i marcatori dei gomiti (laterale o mediale), e si tratta di una tesi non sottoposta a revisione.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere di alto livello lo studio mette in numeri un'impressione diffusa: costretti a restare in mira il doppio o il triplo del solito, questi arcieri britannici hanno perso punti, da 8,60 a 7,75 per freccia a 70 metri nel caso estremo, e polsi, gomiti e spalle si muovevano un po' di più. Le differenze di velocità sono piccole, tra 4 e 11 millimetri al secondo circa tra la tenuta abituale e quella tripla.

Lo studio non dice quale sia la durata di tenuta migliore per ciascuno, né se scendere e ricominciare valga più che restare in mira. L'autore propone di rinforzare la tenuta con lavoro isometrico o di non andare oltre il proprio tempo abituale, ma sono sue indicazioni, che la prova non ha messo a confronto con nient'altro.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Stability of alignment during extended hold times in the aiming phase of elite archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/marsden-2015-alignment-hold-times

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