Scheda studio

Misurare il passaggio della freccia: Jeong 2016

Position coordinate representation of flying arrow and analysis of its performance indicator

Yeongsang Jeong, Suryo Adhi Wibowo, Moonjae Song, Sungshin Kim2016

Citazione

Jeong, Y., Wibowo, S. A., Song, M., & Kim, S. (2016). Position coordinate representation of flying arrow and analysis of its performance indicator. International Journal of Control, Automation and Systems, 14(4), 1037-1046. https://doi.org/10.1007/s12555-015-0191-z

Cita lo studio
APA

Jeong, Y., Wibowo, S. A., Song, M., & Kim, S. (2016). Position coordinate representation of flying arrow and analysis of its performance indicator. International Journal of Control, Automation and Systems, 14(4), 1037-1046. https://doi.org/10.1007/s12555-015-0191-z

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Scheda tecnica

Disegno
Prova di laboratorio
Popolazione
Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
Oggetto della prova
Attrezzatura, senza partecipanti
Livello
Non pertinente
Disciplina
Non pertinente
Numero di soggetti
36
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
International Journal of Control, Automation and Systems

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio viene da un'università coreana e da un produttore di frecce, la ShinKwang Leports di Busan, e propone un modo per misurare dove passa una freccia senza contare i fori nella carta del bersaglio. Un telaio d'acciaio di 65 per 65 centimetri, con due laser a linea e 96 fotodiodi per lato, è stato messo a un metro dal bersaglio: quando la freccia lo attraversa fa ombra su alcuni fotodiodi e il sistema ne calcola la posizione. Prima della correzione l'errore medio sui punti di prova era di 2,288 millimetri secondo la tabella (2,46 nel testo); una rete neurale, la migliore fra i quattro metodi di correzione provati, lo ha portato a 0,452 millimetri.

Poi il sistema è stato usato su 36 frecce da caccia di tre modelli, 12 per modello, lanciate da una macchina a circa 40 metri. Ogni freccia è stata tirata tre volte, ruotando la cocca di 120 gradi tra un tiro e l'altro, e come indice è stata presa la distanza media dei tre punti d'impatto dal loro centro. Il modello più leggero, il 150, ha avuto l'indice medio più basso, 6,85 mm, e la varianza minore (5,8); il 250 ha avuto 7,53 mm (16,13) e il più pesante, il 350, 8,76 mm (24,48). Il modello più leggero arrivava anche più in alto sul bersaglio, il più pesante più in basso.

Come è stato misurato

I due laser proiettano una lama di luce rossa a 60 gradi attraverso il telaio; i fotodiodi, sui due lati opposti, cambiano tensione quando la freccia ne copre una parte. Un sistema National Instruments CompactRIO legge 24 canali a 20.000 campioni al secondo ciascuno, calcola il centro dell'ombra su ogni lato e ricava il punto di passaggio dall'incrocio delle due linee. Per la correzione gli autori hanno usato una lastra acrilica forata ogni centimetro, inserendo un'asta metallica in 361 fori: 181 punti per addestrare i metodi di correzione e 180 per controllarli.

Le frecce erano tre modelli Maxima Blue Streak (150, 250 e 350), lunghe 30 pollici, per un arco da 51 libbre montato su una macchina lanciafrecce nel laboratorio di tiro dell'azienda. Per ogni freccia sono riportati peso, diametro, rettilineità e spine, questi ultimi normalizzati tra 0 e 1; lo spine è la flessione dell'asta appoggiata su due punti a 28 pollici con un peso di 880 grammi al centro. I pesi andavano da 15,49 a 15,60 grammi per il 150, da 17,15 a 17,24 per il 250 e da 18,98 a 19,14 per il 350.

Limiti

Tre tiri per freccia sono pochi per misurare la dispersione: con tre punti un solo tiro anomalo cambia molto l'indice, e infatti dentro ogni modello l'indice andava da 3,22 a 12,32 mm (150), da 1,81 a 17,04 (250) e da 2,27 a 20,07 (350). Non c'è nessun test statistico tra i modelli, quindi non si sa se le differenze medie, di uno o due millimetri, superino il rumore. L'indice somma la dispersione della freccia e quella della macchina e del sistema di misura, che non viene stimata a parte, per esempio con una freccia di riferimento.

L'articolo non collega peso, rettilineità o spine delle singole frecce all'indice, che sarebbe il passo utile per un produttore. Il tipo di arco sulla macchina non è indicato, e la lunghezza delle frecce è data una volta in 30 e una volta in 31 pollici. Le frecce sono da caccia, lanciate da una macchina in un laboratorio: niente arcieri e niente rilascio umano.

Cosa vuol dire per chi tira

Il principio è un controllo che anche diversi arcieri fanno sulle proprie frecce: tirare la stessa freccia con la cocca ruotata e vedere se l'impatto cambia. Qui è fatto con una macchina e un telaio a sensori, e interessa a chi vuole capire come un produttore possa misurare la regolarità delle frecce senza contare i fori nella carta.

Per chi tira i risultati dicono poco: tre modelli di frecce da caccia, una sola configurazione di arco e differenze di pochi millimetri a 40 metri, senza test. La scelta del modello 150 come «ottimale» vale per quella macchina e quell'arco. Lo studio non dice niente su come lo spine o il peso delle frecce influiscano sul gruppo di un arciere.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Position coordinate representation of flying arrow and analysis of its performance indicator. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/jeong-2016-flying-arrow-coordinates

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